Scheda n. 152        -       Gennaio 2014       -       Riferimento n. 723



AGARICUS BISPORUS (J.E.Lamge) 1946




agaricus bisporus gs1 edited 20140314 1551107659Foto Gianfranco Sperati

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Sinonimi

Agaricus campestris var. buchananii Berkeley (1860), Agaricus campestris var. elongatus Berkeley (1860), Agaricus campestris var. hortensis Cooke (1871)Agaricus aureolus Kalchbrenner (1873), Psalliota campestris var. hortensis (Cooke) Lloyd (1899), Psalliota hortensis J.E.Lange (1926), Psalliota hortensis var. bispora J.E.Lange (1926), Psalliota hortensis var. hortensis (Cooke) J.E.Lange (1926), Agaricus hortensis (Cooke) S.Imai (1938), Psalliota bispora F.H. Møller & Jul. Schäffer (1938) Psalliota bispora f. bispora (J.E.Lange) F.H. Møller (1938), Psalliota bispora f. albida J.E. Lange (1939), Psalliota hortensis f. avellana J.E. Lange (1939), Agaricus campestris var. bisporus Kliqman (1943), Psalliota bispora f. avellana (J.R.Lange) Trescew (1944), Agaricus bisporus var. bisporus (J.E. Lange) Imbach (1946), Agaricus subfloccosus var. bisporus (J.E. Lange) Hlavàček (1951), Agaricus bisporus var. albidus (J.E.Lange) Singer (1961), Agaricus bisporus var. avellaneus (J.E. Lange) Singer (1961), Agaricus bisporus f. conicopodus Bohus (1962), Agaricus bisporus f. depressus Bohus (1962), Agaricus bisporus f. langei Bohus (1962), Agari- cus bisporus var. perrubescens Bohus (1980), Agaricus bisporus f. microspora Kala-mees (1981), Agaricus cookeanus Bon (1985), Agaricus bisporus var. burnettii Ker-rigan & Callac (1993), Agaricus bisporus var. subtetrasporus Callac & Guinb. (2003).
Volg: Prataiolo.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Dermolomataceae, Sottofamiglia: Agaricaceae, Tribù: Agariceae, Genere: Agaricus, Sezione: Hortenses, specie: bisporus.


Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
bisporus = con due spore (aggettivo dal latino, bis = due volte e dal greco sporà = spora, seme, semenza) perché ogni basidio ha solo due spore.


Commestibilità

Ottimo commestibile. Può essere consumato anche crudo, in insalata, in modica quantità. Si presta ad essere essiccato e ad essere conservato sott'olio.


Descrizione

Trovarlo in natura è abbastanza difficile: è infatti una specie poco frequente che cresce su terreni ricchi di sostanze organiche come concimaie, cumuli di letame equino, compostaggi. Prodotto invece industrialmente, se ne possono reperire molti esemplari sia in vendita presso i mercati con la denominazione di champignon de Paris, sia, a fettine sottili, sopra le pizze.
Sia la varietà bianca (agaricus bisporus var, albidus (Lange) Singer), sia quella caratterizzata da una superficie pileica tendente al bruno (agaricus bisporus var, bisporus (Lange) Imbach) sono oggi coltivati artificialmente in quasi tutto il mondo in grotte o in capannoni industriali dove è possibile ricostruire il tipico habitat e conservare in maniera costante la temperatura, il grado di umidità, la ventilazione ed il livello di sostanze azotate necessari alla fruttificazione.
Anche le dimensioni del cappello possono essere prestabilite; in natura il diametro può raggiungere i 19 / 12 centimetri. Inizialmente emisferico con labili ed effimere tracce di velo generale, il cappello diviene presto convesso e poi pianeggiante, talvolta depresso al centro. La cuticola è bianca o biancastra oppure più o meno intensamente brunastra con ampie squamule più fitte verso la periferia. Il margine è eccedente, a volte appendi colata per residui del velo generale.
L'imenoforo è costituito da lamelle libere al gambo, strette, fitte, inizialmente di color rosa carnicino fino a diventare brune e alla fine nerastre, con il tagliente bianco, sterile.
L'altezza del gambo è di circa 6 / 8 centimetri. Lo stipite è cilindrico, regolare o appena un poco ingrossato verso la base. Midolloso, poi fistuloso. Liscio, asciutto, bianco poi sporcato dalla caduta delle spore. E' fornito di un anello infero, persistente, bianco e striato superiormente, quasi concolore al cappello e liscio nella pagina inferiore.
La carne è spessa, soda, bianca o più o meno rossiccia al taglio o allo strofinìo. Odore fungino molto gradevole e persistente, sapore dolciastro.
Basidi bisporici: la circostanza di avere soltanto due spore per ciascun basidio, nonostante la denominazione di specie, pare non essere esclusiva di A. bisporus. Le spore sono ovoidali-ellittiche, quasi tondeggianti, e misurano 6 / 9,5 x 4 / 5,5 micron. Sporata bruna.
In natura si produce dalla primavera all'autunno in orti, giardini, serre, in terreni molto concimati o in suoli alluvionali. Industrialmente fruttifica tutto l'anno in ambienti protetti in sacchi di plastica o in scaffali di alluminio.


Possibilità di scambio

Si differenziano dalle varietà sopra descritte Agaricus bisporus var. avellaneus (J. Lange) Singer, che ha il cappello color nocciola, brunp-castagna, fibrilloso e non desquamato e l'anello fugace e fioccoso al margine, e Agaricus bisporus var. perrubescens (J. Lange) Bohus, con il cappello che da bianco imbrunisce e con la carne fortemente arrossante.
Specie simile all' A. bisporus è Agaricus campestris Linneo che tuttavia differisce per l'anello infero, il taglio lamellare biancastro, basidi prevalentemente tetrasporici. E per il suo habitat prativo.


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(Sandro Ascarelli)