Scheda n. 449      -       Gennaio 2014      -       Riferimento n. 317



ARMILLARIA GALLICA Marxmuller & Romagnesi 1987




armillaria gallica gs1 20140314 1971375737Foto di Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Armillaria lutea Gillet (1874), Armillaria mellea var. bulbosa Barla (1887), Armillaria bulbosa (Barla) Velenovsky (1887), Armillaria inflata Velenovsky (1920).
Volg.: Chiodino bulboso


Etimologia

Armillaria = bracciale, (dal latino armilla = bracciale)per l'anello che cinge il gambo;
gallica = della Gallia, francese (dal latino Gallia così come era chiamata la regione corrispondente più o meno alla Francia attuale).


Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homo-basidiomycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Tricholomataceae, Sottofamiglia, Tricholomatoideae, Tribù Clitocybeae Genere Armillaria, specie gallica.


Commestibilità

È un fungo poco comune e, come Armillaria mellea, eccellente finché il gambo non è troppo coriaceo. In età matura se ne consumano solamente i cappelli. Come tutte le altre specie del genere, che sono velenose da crude, deve essere consumato dopo prebollitura ed escludendo il liquido di cottura, perché contiene emolitine che si dissolvono ad una temperatura di 70°; inoltre non va congelata da cruda in quanto le tossine possono fissarsi alla carne del fungo che diviene termostabile.


Descrizione

Diversamente da Armillaria mellea, fungo parassita che una volta portata a morte la pianta su cui si è installata, diviene saprofita (vedi scheda n. 30), questa specie è solo saprofita e quindi non procura danni alla pianta ospite.
Il cappello misura fino a 12-14 cm, inizialmente convesso, poi più spianato, umbonato con margine lievemente striato e fioccoso; di colore variabile, dal giallo-ocraceo al nocciola, fino al marrone scuro, con cuticola granulosa o escoriata, soprattutto al centro.
Le lamelle sono fitte, di poco decorrenti sul gambo, bianche all'inizio poi, poi gialle, infine con chiazze rossastre.
Il gambo è clavato, pieno e consistente, con base bulbosa, a volte di larghezza considerevole (in casi molto rari anche 6-8 cm), striato, con fibrille e residui del velo. Di colore bruno, con base più scura. Nella parte alta del gambo si trova l'anello supero, membranoso e simile ad una armilla (calza superiormente svasata), con striature nella sua pagina superiore che si prolungano poi lungo il gambo nella porzione compresa tra l'anello e l'attaccatura delle lamelle, di colore giallo oppure giallo-sporco, fragile, spesso sfrangiato o consunto in età.
La carne è soda sul cappello e nella parte superiore del gambo, coriacea e fibrosa nella parte inferiore dello stesso (poco coriacea negli esemplari giovani), legnosa vicino al substrato di crescita, di colore bianco, carnicino in età avanzata. L'odore è intenso, gradevole, fungino; ricorda un po' il muschio oppure l'humus di legno fradicio in età avanzata. Il sapore è grato, aromatico, con retrogusto amarognolo, mentre cattivo è quello dei gambi negli esemplari troppo vecchi.
Le spore misurano sono ellittiche, misurano 7-9,5 x 4,5-6 micron, sono lisce e bianche in massa.
Cresce in autunno, gregario oppure cespitoso, sui tronchi marcescenti oppure su legni e radici morte interrati. Si parla di miceli di questa specie occupanti 15 ettari di suolo nel Michigan settentrionale vecchi di almeno 1500 anni.


Possibilità di scambio

È possibile confondere Armillaria bulbosa con Armillaria mellea che presenta la parte alta del gambo di colore giallo. Della specie Armillaria mellea esistono molte varietà in rapporto alle diversità cromatiche dei carpofori (Amillaria cepistipes specialmente nella sua forma pseudobulbosa). Molto discussa è Armillaria ostoyae (= Armillaria oscura) assurta ad entità tassonomicamente autonoma e che sarebbe diversa da Armillaria mellea perché il cappello ha tonalità più scure ed è ricoperto da squamule irte e persistenti mentre l'orlo del cappello e dell'anello ha colorazioni bruno incarnato.
Armillaria tabescens è quasi identica a Armillaria mellea; di dimensioni più modeste, cresce soltanto sul terreno (anche se in prossimità di ceppi) e, soprattutto, è sempre priva di anello.
Assai simile è Kuhneromyces mutabilis che deve il suo nome al fatto di avere un cappello con due colorazioni concentriche le cui dimensioni variano a seconda del grado di umidità assorbito. Tutte le specie sopra citate hanno le stesse possibilità di essere consumate, se giovani e ben cotte.
Sono invece tossiche Hypholoma fasciculare e Hypholoma sublateritium che crescono anch'esse in maniera cespitosa alla base di tronchi o sopra ceppi. È necessario, in questi casi, fare molta attenzione al colore della lamelle: color miele nelle Armillarie, colore verde oliva o verde violetto negli Ifoloma.


Bibliografia

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(Gianfranco Sperati)