Scheda n. 443      -       Dicembre 2013      -       Riferimento 1674

 


BOLETUS PINOPHILUS Pilat & Dermek 1973




boletus pinophilus-1 20140211 1865076864Foto di Sandro Ascarelli
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Sinonimi

Boletus edulis var. pinicola Vittadini (1835), Boletus pinicola (Vittad.) A. Venturi (1863), Dictyoporus edulis var. fuscoruber Forquignon (1890), Boletus subhepaticus Fayod (1892), Boletus aestivalis var. pinicola (Vittad.) Saccardo (1910), Boletus edulis f. pinicola (Vittad.) Vassilkpv (1966), Boletus pinophilus var. pinophilus Pilàt & Dermek (1973), Boletus pinophilus var. fuscoruber (Forq.)Cetto (1987), Boletus pinophilus f. fuscoruber (Forq.) Estadès & Lannoy (2001).


Etimologia

Boletus = attinente alle zolle, (dal greco: bolos = zolla di terra)
pinophilus = amico dei pini (dal latino pinus, pini = pino e dal greco fìlos = amico).


Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Boletus, Sezione: Edules, Specie: pinophilus.


Commestibilità

Ottimo commestibile ma meno profumato degli altri "porcini". Ha un sapore leggermente dolciastro.


Descrizione

La tradizione popolare raggruppa sotto l'unica denominazione di "porcino" quattro specie appartenenti al gruppo del B. edulis: il B. edulis, il B. aereus, il B. aestivalis = reticulatus e il B. pinophilus = B. pinicola.
La prima descrizione di questo Boleto va ascritta al biologo e micologo italiano Carlo Vittadini (1800 / 1865): egli lo considerò inizialmente come una semplice varietà del B. edulis e gli attribuì il nome specifico di pinicola avendone rintracciato i primi esemplari esclusivamente nei boschi di pino. Successivamente, un altro micologo italiano, Carlo Antonio Venturi (1806 / 1864) elevò B. pinicola al rango di specie autonoma. Tuttavia è solamente dal 1973 che gli Autori Albert Pilàt (1903 / 1974) e Aurel Dermek (1925 / 1989) hanno coniato il nuovo epiteto di B. pinophilus, da allora comunemente accettato.
Una delle particolari caratteristiche che rende il B. pinophilus riconoscibile sul terreno e facilmente distinguibile dagli altri Boleti del suo gruppo è la tipica pigmentazione rosso granata, rosso violacea, rosso cuoio o rosso bruna che la cuticola del cappello assume nel carpoforo maturo mentre quando il fungo è ancora giovane la cuticola è ancora biancastra, vellutata e cosparsa di leggera pruina tendente a scomparire. Per il resto il cappello è carnoso e sodo, globuloso ma poi progressivamente convesso-appianato fino a guancialiforme, con l'orlo incurvato e poi disteso, a volte irregolare e lobato. La cuticola tende ad essere glabra e secca, un poco viscida e untuosa con il tempo umido.
L'imenoforo è formato da tubuli piuttosto lunghi e sottili, liberi al gambo, arrotondati, facilmente asportabili, biancastri ma presto gialli e alla fine verde olivastri macchiati di ruggine; terminano in pori piccoli, rotondi, che seguono la stesso progressione cromatica dei tubuli.
Come gli altri Boleti della sezione Edules, il gambo è di solito più grosso e robusto del cappello, tozzo e quasi sferico da giovane, bulboso verso il margine inferiore. Inizialmente bianco per passare poi all'ocra rosato e al bruno rossiccio reso ancora più evidente dal reticolo ben distinguibile nella parte alta dello stipite per sfumare poi in una colorazione abbastanza uniforme sulla rimanente zona.
La carne è soda, consistente e spessa, più soffice e tenera nel cappello, più fibrosa nel gambo, biancastra ed immutabile ovunque ma con qualche sfumatura rossa vinosa appena al di sotto della cuticola pileica. Odore fungino non molto pronunciato. Sapore gradevole, dolciastro
Spore lisce, fusiformi, di dimensione 12 / 17 x 4 / 5 micron. Sporata bruno oliva.
Nonostante la denominazione di specie, il B. pinophilus non cresce soltanto nei boschi di conifere (legato a Pinus sylvestris, Pinus nigra, Picea, Abies) ma anche sotto latifoglie e in particolare sotto Faggio, Caastagno e Betulla. Meno comune degli altri "porcini", cresce in zone temperate e fresche, dalla primavera all'autunno, isolato o in piccoli gruppi.


Possibilità di scambio

Abbiamo già accennato alla particolarità cromatica della cuticola e della carne immediatamente sottostante e alla pruinosità iniziale del cappello che rende inconfondibile il B. pinophilus.
Si possono rilevare alcune somiglianze con B. subhepaticus Fayod la cui carne è leggermente arrossante, e con B. fuscoruber Forquignon che ha tonalità cromatiche più accentuate ed un cappello di forma più regolare.


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