Scheda n. 441        -          Novembre 2013        -          Riferimento 870






PLUTEUS BOUDIERI Orton 1860



pluteus boudieri 2 20140115 1350254888Foto di S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus plautus Weinman (1836), Pluteus plautus (Weinm.) Gillet (!876), Pluteus granulatus Bresadola (1881), Pluteus plautus var. terrestris Bresadola (1881), Pluteus pellitus var. gracilis Bresadola (1885), Pluteus gracilis (Bres.) J.E.Lange (1936), Pluteus granulatus var. tenellus J. Favre (1948), Pluteus alborugosus Kühner & Romagnesi (1953), Pluteus depauperatus Romagnesi (1956), Pluteus boudieri P.D.Orton (1960), Pluteus punctipes P.D.Orton (1960), Pluteus dryophiloides P.D.Orton (1969)


Etimologia

Pluteus = mensola, riparo, pannello (dal latino)
Boudieri = dedicato al micologo francese Jean Louis Ėmile Boudier (1828 / 1920)


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Pluteales,, Famiglia: Pluteaceae, Genere: Pluteus, Sezio-ne: Hispidoderma, Specie: Boudieri.


Commesttibilità

Privo di interesse gastronomico.


Descrizione

I Pluteus appartenenti alla sezione Hispidoderma Fayod (con cuticola pileica fibrillosa) presentano notevoli difficoltà interpretative e, nella moderna letteratura, sono state proposte diverse denominazioni sulla base delle varietà non sempre universalmente riconosciute riferentisi alle dimensioni dei carpofori, alle tonalità cromatiche, alle differenti caratteristiche microscopiche. In tal modo, dalla originaria specie Pluteus plautus (Weinman) Gillet 1876, sono stati via via individuate ulteriori specie (in Europa P. granulatus, P. semibulbosus, P. boudieri, P. inquilinus, P. depauperatus, P. murinus, P. hispidus, P. exiguus. P. umbrinus ecc., in America P. atriavellanus,P. unakensis, P. griseibrunneus ecc.) che rendono difficile ed incerta la loro esatta identificazione, tanto che preferiamo raggruppare le entità proposte come sinonimi del P. plautus.
P. boudieri deve la sua nascita tassonomica al micologo P.D.Orton che nel 1960 provvide a separarlo da P. plautus sulla base dei caratteri che di seguito riportiamo.
Il cappello da convesso si appiana raggiungendo un diametro di circa 6 centimetri e talvolta si presenta con un leggero umbone ottuso. La cuticola è asciutta, granulosa o squamulosa al centro, striata al margine soprattutto con tempo umido. E' di color bianco, crema-nocciola pallido al disco.
La superficie imeniale è costituita da lamelle, bianche tendenti al rosa per la sovrapposizione delle spore, mediamente fitte, libere al gambo, con il filo irregolare e fioccoso.
Il gambo è duro, fibroso, pubescente, cilindrico ma caratteristicamente dotato di un bulbo arrotondato terminale che facilita l'inserimento del carpoforo nel suo substrato legnoso e da cui deriva l'ulteriore sinonimo di P. semibulbosus (Lasch) Gillet ss. Kühmer & Romagnesi. Ha colori simili a quelli del cappello.
Carne più tenera quella del cappello, più soda quella del gambo. Bianca. Priva di sapore o di odore significativi.
Le spore misurano 6,5 / 8 x 6 / 7,5 micron. Sono sub globose o largamente elissoidi, lisce e prive di guttule o di ornamentazioni, rosate. Sporata bruno-rosa.
Specie relativamente rara, cresce isolata o gregaria, in estate e in autunno, sul legno marcescente o morto di rami di latifoglie caduti a terra.



Possibilità di scambio

Il Pluteus più somigliante al P. Boudieri e con quest'ultimo per lungo tempo confuso sotto la denominazione unica P. semibulbosus (vedi sopra) è stato P. inquilinus Romagnesi: ambedue le specie sono bianche e fornite di un piccolo bulbo all'estremità inferiore del gambo ma differiscono perché, esaminata la cuticola del cappello al microscopio, quella di P. Boudieri appare lievemente vellutata, quella di P. inquilinus è invece ricoperta di granuli.


Bibliografia

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(Sandro Ascarelli)