Scheda n. 434        -         Ottobre 2013         -          Riferimento 721





AGARICUS BRESADOLANUS Bohus 1969


Foto di S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus campestris var. radicatus Vittadini (1835), Agaricus campestris var. radicatus (Vittadini) Saccardo (1916), Psalliota radicata (Vittadini) R. Sandor (1958), Psalliota infida Alessio (1975), Agaricus romagnesii Wasser (1977), Agaricus pratulorum var. subsquamosus Romagnesi (1986).
Volg: Prataiolo radicato


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Agariceae, Genere: Agaricus, Sezione: Agaricus, specie: bresadolanus.


Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn);
bresadolanus = dedicato a Giacomo Bresadola, micologo italiano (1847-1929).


Commestibilità

Velenoso. Responsabile di sindrome gastroenterica.


Descrizione

È un fungo che si confonde abbastanza facilmente con Agaricus campestris soprattutto nella sua varietà squamulosus. Questa somiglianza ha provocato in passato e provoca tuttora molti avvelenamenti. Si riconosce dalla presenza di una radichetta (rizomorfa) alla fine del gambo, per cui bisogna fare molta cautela durante la sua raccolta, in modo da non lasciare questo elemento di differenziazione nel terreno. Inoltre l'odore è leggermente anisato e fenolico mentre il colore della carne va dal rosato nella carne del cappello all'arancio-giallastro alla base del gambo. Attenzione infine ai vecchi testi che lo davano addirittura per commestibile buono sotto il sinonimo di Agaricus campestris var. radicatus Vittadini.
Cappello di 3-10 cm, emisferico, con margine involuto, sottile e biancastro, eccedente e decorato con minute tracce di velo residuale; pileo percorso da sottili fibrille innate radiali o fini squamule fibrillose adese, maggiormente serrate nel disco e quasi completamente assenti al margine, con tonalità bruno grigiastre.
Lamelle all'esordio rosa tenue, poi rosa salmone ed infine brunastre, con filo moderatamente più chiaro, fitte, ricche di lamellule di ogni dimensione, con filo disomogeneo e finemente irregolare, presentanti rare interconnessioni, nell'insieme denotano una grandissima variabilità strutturale e morfologica.
Il gambo è alto 3-8 cm e spesso 1-2 cm, sodo e poi farcito, con sottile cavità nel tratto superiore, infine cavo. Ingrossato alla base, la quale presenta pronunciati rizoidi, fioccoso nel tratto sotto l'anello e moderatamente ingiallente all'abrasione, minutamente fioccoso e rosato nel tratto sopra l'anello che è supero, sottile e leggero, presto evanescente e quindi caduco. Carne bianca, con leggerissima sfumatura rosata nella carne del cappello e linea giallastra-arancio sotto la zona corticale alla base del gambo. Presenta un odore complesso, debolmente anisato e fungino nella carne del cappello, lievemente fenolico nel cappello e nella carne della base dello stipite, si tratta di odori molto leggeri ma nettamente riscontrabili se percepiti con scrupolo e attenzione, sapore dolce.
Cresce prevalentemente nei giardini, nei parchi ed ai margini dei boschi. Le spore sono ovoidali, spesso con una grossa guttula e misurano 6,1-7,0 × 3,9-4,7 micron con sporata in massa bruno scuro.


Possibilità di scambio

Appartengono alla stessa sezione Agaricus litoralis (Wakef. & A. Pearson) Pilát che si differenzia per un gambo di misura inferiore o equivalente al diametro del cappello, sempre più o meno fusiforme alla base, per un viraggio con tonalità aranciate o salmone in tutto il gambo, in particolare nei soggetti maturi o a distanza di alcune ore dalla raccolta; Agaricus lanipes (F.H. Møller & Jul. Schäff.) Hlavácek che presenta un pileo interamente rivestito da fibrille e squamule che gli conferiscono un aspetto bruno rossastro, presenta decorazioni fibrillose nella faccia inferiore dell'anello. Come già visto può essere scambiato con il commestibile Agaricus campestris var. squamulosus che non ha mai un viraggio giallo e un odore di fenolo, oppure con il velenoso Agaricus xanthoderma, (scheda n. 368), che, pur avendo un forte viraggio al giallo e pur emanando un forte odore di fenolo, ha il cappello sempre bianco, privo di squamosità


Bibliografia

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Monografie:

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(Gianfranco Sperati)