Scheda n. 433      -       Ottobre 2013        -         Riferimento n. 1135




CORTINARIUS TORVUS (Fr. ex Fr.) Fries 1838




Foto di Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Agaricus torvus Fries (1818), Cortinarius torvus (Fr.) Fries (1838), Telamonia torva (Fr.) Wünsche (1877), Hydrocybe torva (Fr.) M.M. Moser (1953).
Volg.: Cortinario a gambo corto.


Etimologia

Cortinarius = per la cortina che, a protezione delle lamelle, le copre con un velo che si estende dall'orlo del cappello al gambo;
torvus = torvo (dall'aggettivo latino = torvo, grave, severo, per i colori scuri).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Cortinarieae, Genere: Cortinarius, Subgenere: Telamonia, Specie: torvus.


Commestibilità

Specie sospetta.


Descrizione
 

Appartiene ad un piccolo gruppo di Cortinari che hanno la caratteristica di possedere un velo generale membranoso che inguaina il gambo, formando in alto una sorta di collarino persistente. È un fungo abbastanza facile da riconoscere sia per i suoi caratteri generali che per i colori, ma anche perché se si ha l'accortezza di strofinare la carne, questa emana un odore canforato o di pera matura.
Il cappello di 40-100 mm di diametro, è abbastanza carnoso, da emisferico a convesso, poi più aperto con accenno di un largo umbone al centro ha il bordo involuto; la superficie è asciutta, opaca ed appena igrofana ed è percorsa radialmente da fibrillature innate squamate più scure; la colorazione è brunastro-grigia con tenui sfumature rossastre, con tonalità lilacine verso il margine. Reazione bruna all'idrossido di potassio (KOH).
Le lamelle sono spaziate, intramezzate da lamellule arrotondate, spesse e ventricose, smarginate al gambo, di colore bruno-nocciola e sfumate di porpora, cannella-ruggine a maturazione con il filo integro e più o meno concolore.
Il gambo di 50-100 mm di lunghezza e di 8-15 mm di spessore è cilindrico, poi progressivamente ingrossato verso la base, ma a volte anche appuntito, pieno, sodo, tinto di violetto in alto, mentre il resto è completamente inguainato dal velo generale, che è bianco, e che finisce in una sorta di anello ascendente.
La carne è soda e compatta, biancastra nel cappello, grigio-brunastra nel gambo, tranne la zona apicale che è violetta; reazione bruno-nerastra all'idrossido di potassio. L'odore è abbastanza forte, come di frutta, simile a quello di pera soprattutto con lo strofinio; sapore incostante, tra il mite ed il sapido.
Le spore sono ovoidi-ellissoidali, con verruche basse, misurano 9,2-12 x 5,5-7 micron e sono rugginose in massa.
Cresce dall'estate all'autunno inoltrato sotto latifoglie, con preferenza per Fagus sylvatica, anche a quote intorno ai 1700 m.


Possibilità di scambio

È simile a Agaricus malachius Fries, ma quest'ultimo ha il gambo nettamente bulboso e cresce solo sotto conifere.


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Monografie

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(Gianfranco Sperati)