Scheda n. 432        -        Ottobre 2013        -         Riferimento 1393




RUSSULA DRIMEIA Cooke 1881



Foto di Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Russula sardonia Fries (1838), Russula expallens Gillet (1884), Russula rubrocae-rulescens Schwalb (1891), Russula chrysodacryon Singer (1923), Russula sardonia var. mellina Melzer (1927), Russula confertissima Kučera (1929), Russula Queletii var. fuscorubra Bresadola (1929), Russula chrysodacryon fo. viridis Singer (1932), Russula drimeia var. flavovirens Rea (1932), Russula emeticiformis Murrill (1938), Russula pseudorhodopus Romagnesi (1967), Russula sardonia fo. leucopus Nicolaj (1976), Russula drimeia var, pseudorhodopoda (Romagnesi( Bon (1986), Russula drimeia fo. mellina (Melzer) Bon (1986), Russula drimeia fo. viridis (Singer) Bon (1986).
Volg.: Russola acre


Etimologia

Russula = piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
drimeia = acre, piccante (dall' aggettivo latino drimus)
sardonia = molto acre, molto piccante (dall'aggettivo latino sardonius)


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Subgenere: Russula, Sezione: Firmae, Subsezione: Sanguinineae, Specie:: drimeia.


Commestibilità

Non commestibile come tutte le russule di sapore piccante.


Descrizione

A seguito di una accurata revisione critica condotta dal micologo Marcel Bon sulla Russula sino ad allora denominata Russula sardonia sensu Romagnesi, è stato riesumato il vecchio taxon adottato dal Cooke fin dal 1881 e quindi, dal 1986, gli Autori moderni hanno unanimemente chiamato questa specie Russula drimeia. Le vicissitudini tassonomiche non modificano tuttavia la sostanza poiché, comunque la si voglia chiamare, si tratta di una Russula di medie dimensioni, molto pepata, riconoscibile per il colore del cappello e del gambo e per avere le lamelle più o meno intensamente tinte di giallo.
Il cappello, carnoso e compatto, da convesso diviene ben presto espanso, un poco depresso al centro e talora fornito di un basso umbone. Il suo diametro può misurare al massimo i 10 centimetri. Il margine è sottile, lievemente involuto, liscio o percorso, in maturità, da leggere striature. La cuticola è difficilmente asportabile e solo per un breve tratto, brillante e vischiosa col tempo umido, opaca e pruinosa col tempo secco, di colore variabile da viola a rosso porpora a ocraceo a giallo brunastro (o addirittura olivaceo ella varietà viridis, giallo citrino nella varietà citrata, giallo miele nella varietà mellina).
Le lamelle possono essere arcuate o rettilinee, sub decorrenti, mediamente spaziate, forcate all'inserzione del gambo, intervenate, intercalate da qualche lamellula, crema avorio all'inizio ma tendente a divenire di un caratteristico colore giallo più o meno intenso, stillante qualche gocciolina acquosa a tempo umido.
Il gambo è duro ma poi tende a divenire molle e spugnoso. E' cilindrico in maniera più o meno regolare, liscio o finemente pruinoso, porpora violetto o rosa violaceo non in modo uniforme ma a chiazze principalmente verso la base.
Carne compatta, spessa e soda, bianca o giallina appena sotto la cuticola del cappello, reagisce al solfato ferroso (FeS04) diventando rosa, si colora di bruno reagendo al fenolo (C6H5OH) in soluzione acquosa e di rossiccio a contatto con idrossido di ammonio (NH4OH). Odore debole, fruttato alla sezione. Sapore molto acre, pepato.
Spore amiloidi, 6,5 / 8,5 x 7,5 / 9 μm., ovali, ricoperte da verruche che si connettono tra loro formando un reticolo incompleto. Sporata di color crema variamente intenso.
Specie abbastanza comune dall'estate all'autunno, cresce su terreno sabbioso-siliceo nelle pinete (soprattutto di Pinus silvestris) in gruppi di numerosi esemplari-


Possibilità di scambio

I caratteri sopra evidenziati dovrebbero essere sufficienti ad escludere possibilità di errori. Nei medesimi ambienti (ma per lo più nelle pinete di costa) e con la carne egualmente piccante è la Russula torulosa Bresadola che tuttavia ha una conformazione più robusta, non ha né carne né lamelle con tonalità citrine e non reagisce all'ammoniaca.


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(Sandro Ascarelli)