Scgeda n. 428          -         Ottobre 2013       -         Riferimento n. 468




LYOPHYLLUM TRANSFORME (Britz.) Singer (1943)




Foto di Sandro Ascarelli
Clicca sulla foto per ingrandirla e per vedere altri funghi dello stesso Genere


Sinonimi
 

Agaricus semitalis Fries (1821), Collybia semitalis (Fr.) Quèlet (1872), Clitocybe semitalis var. trigonospora Bresadola (1883), Collybia semitalis var. trigonospora Quèlet (1886), Agaricus transformis Britzelmeir (1893), Tricholoma transforme Saccardo (1895), Collybia fumosa var. trigonospora Quèlet (1897), Collybia trigonospora Batailla (1911), Clitocybe transformis R. Maire (1911), Tricholoma trigonosporum (Bresadola) Ricken (1914), Clitocybe trigonospora Saccardo (1915), Lyophyllum trigonosporum (Bres.) Kühner (1938), Clitocybe trigonospora (Bresadola) Singer (1943), Lyophyllum semitale (Fr.) Kühner ex Kalamees (1994).

 

 

Etimologia

Lyophyllum = con le lamelle libere, staccate dal gambo (dal greco lùo = io sciolgo, io libero e fùllon = foglia, lamella);
transforme = che si trasforma (dall'aggettivo latino), a causa della carne che, al taglio, annerisce rapidamente.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Lyophylloideae, Tribù: Lyophylleae. Genere: Lyopyillum, Specie: transforme.


Commestibilità

Non commestibile.


Descrizione

L. transforme è uno dei Lyophyllum di maggiori dimensioni. Di conseguenza, il cappello, una volta aperto e disteso, può avere un diametro di circa 12 centimetri. Abbastanza carnoso, può presentarsi con una lieve depressione al centro e, a volte, con un piccolo umbone ottuso. La superficie è liscia e asciutta, con margine regolare qualche volta striato in maniera più o meno percettibile. Il suo colore varia dal bruno chiaro al bruno scuro o al bruno grigio ma, di solito, più chiaro in prossimità del margine.
La lamelle, adnate sinuate, sono mediamente fitte e intercalate da lamellule. Biancastre, anneriscono vistosamente allo sfregamento o alla frattura,
Il gambo è cilindrico, un poco attenuato in basso, liscio, biancastro o con leggere fibrille scure verso il basso, annerente alla pressione o per l'invecchiamento.
Carne bianca ma poi imbrunente e infine annerente al tocco o con l'età, elastica, con odore e sapore deboli ma sgradevoli, di farina rancida.
Fa parte di un gruppo di specie facilmente distinguibili, a livello microscopico, per la forma delle spore. Quelle di L. transforme sono tipicamente triangolari ma con gli angoli arrotondati) e misurano 8 / 10,5 x 6,5 / 7,5 micron. Si producono da basidi carminofili (reagiscono arrossendo con il carminio acetico).
Specie più o meno comune, spesso confusa con altri Lyophyllum, cresce gragario e talvolta cespitoso, in estate e in autunno sotto latifoglie e talvolta sotto aghifoglie montane.

 

Possibilità di scambio

Da un punto di vista macroscopico è abbastanza difficile distinguere L. transforme da altri funghi: ad esempio Collybia butyracea (Bull. : Fr.) Kummer (v, scheda n. 151) gli assomiglia molto, distinguendosene soltanto per il rivestimento pileico, in questo caso umido e burroso. E' quindi necessario ricorrere all'osservazione microscopica delle spore tenendo presente che mentre le spore di L. transforme sono approssimativamen-te triangolari, quelle di L. deliberatum (Britz.) Kreisel sono romboidali, quelle di L. semitale (Fr.) Kühner sono a forma di lacrima, quelle di L.leucophaeatum (Karsten) Karsten sono ovoidi ellittiche, quelle di L. immundum (Bk.) Kühner sono subglobose, quelle di l. crassifolium (BK.) Singer sono globose e quelle di L. capniocephalim (Bull. : Fr.) Kühner sono ovoidi e molto piccole.



Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 117;
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 204;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 1, pag. 186, tav. 86;
Bresadola J. : Fungi tridentini, Trento, 1891, vol. 1, pag. 30. tav. 34 fig. 1;
Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 319 n. 1066;
Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 329 n. 1026;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 22 n. 160, tav. 7;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 473;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3, foto n. 1030;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 1, pag. 131;
Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 2, pag. 80, tav. 136 in nota;
Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 156 in nota;
Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 290;
Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 164, fig. 225, v. anche pag. 510;
Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol.. 65 n. 523;
Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 135;
Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 139;
Goidanich G. & Govi G. - Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 206;
Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 307,. tav. 249;
Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d'Italia e d'Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 112 in nota;
Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 3, pag. 228. fptp 270;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 166 in nota;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 781 tav. n. 1086 in nota ;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1994, collez. 13, tav. 623;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 208 n. 468;
Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 1, pag. 61 n. 45, tav. 39B;
Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 151, Iconografia n. 218;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 458;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 616;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, pag. 228, foto 270;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 98;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 470 in nota;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 180 n. 461;
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 544 in nota..


(Sandro Ascarelli)