Scheda n. 427        -         Settembre 2013        -         Riferimento 1171





CORTINARIUS CAERULESCENS (Sch.) Fries 1838



Foto Sandro Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus caerulescens Schaeffer (1774), Agaricus cyanus var caerulescens (Schaeff.) Persoon (1801), Phlegmacium caerulescens Winsche (1877), Cortinarius eucaeru-lescens R. Henry (1989).
Volg.: Cortinario azzurro.


Etimologia

Cortinarius = per la cortina che, a protezione delle lamelle, le copre con un velo che si estende dall'orlo del cappello al gambo;
caerulescens = che diviene ceruleo, azzurro (dal latino caeruleus = azzurro)


Sistematica
 

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinarialess, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Corti-narieae, Genere: Cortinarius, Subgenere : Phlegmacium, Sezione : Caerulescentes , Specie: caerulescens.

 

Commestibilità

Commestibile di scarso pregio


Descrizione
 

Non è agevole districarsi tra i Cortinari della Sezione Caerulescentes (carpofori con cappello dall'azzurro al blù, o al violetto, lamelle bluastre o violacee, stipite con bulbo marginato) senza l'ausilio di un buon microscopio o senza l'osservazione di reazionu chimiche.
La specie che ci accingiamo a descrivere si presenta con un cappello che all'inizio è globoso-emisferico, poi convesso e alla fine appianato, talvolta con un umbone basso, appena accennato. A maturità il diametro può arrivare a 10 centimetri. Carnoso e con il margine a lungo involuto. La superficie pileica, vischiosa e lucente, asportabile, segnata da fibrille radiali più scure, è di un bel colore azzurro o blù, tendente al viola che sbiadisce al centro con l'età e che diviene infine grigio-bluastro, con qualche resto fioccoso, argenteo, del velo generale. Reagisce all'idrossido di potassio con una colorazione rosata.
Le lamelle, sinuate e arcuate, sono mediamente fitte, adnate, smarginate, talvolta unite al gambo con un dentino o di poco sullo stesso decorrenti, con il margine irregolare. Hanno un colore grigio-lilla più o meno intenso, poi bruno argilla ed infine bruno ruggine.
Il gambo è piuttosto corto e tozzo terminante in un grosso bulbo marginato, di solito biancastro. Il resto dello stipite è robusto, sodo, pieno e poi farcito, asciutto, della stessa tinta del cappello, a volte più pallida. La cortina è fugace, bluastra.
Nell'esemplare giovane la carne è azzurra, poi ocracea soprattutto verso la base del gambo. Reazioni chimiche significative: marrone sotto la cuticola, argilla/brunastra sul resto del carpoforo con la soda, ocra rosata con fenolanilina. Odore più o meno intenso di erba o di terra, sapore mite e dolciastro.
Spore da ellissoidali a fusiformi, amagdaliformi, giallastre in potassio al 2% (KOH), con parete ornata da fitte verruche puntiformi, (,5 / 11 x 5 / 6,5 μm. Sporata bruno ruggine.
Si produce nella tarda estate o in autunno, sotto latifoglie (prevaletemete faggio e quercia), su terreno calcareo, isolato o gregario.


Possibilità di scambio
 

Secondo R. Henry di C. caerulescens si conoscerebbero molte varietà; le principali sarebbero: C. caerulescens var. eucaerulea Henry con il portamento slanciato, toni blù azzurri più marcati e reazione negativa alla fenolanilina, C. coerulescens var. cyaneus Bresadola (elevata successivamente a rango specifico dal Moser) dal colore blù violaceo particolarmente intenso, C. caerulescens var. depallens Moser, distinguibile invece per i suoi colori sbiaditi e per l'odore spermatico e sgradevole, C. caerulescens var. pallidipes Moënne-Loccoz, caratterizzato dal gambo chiaro, quasi biancastro.
La specie in esame non va confusa con la commestibile Lepista nuda (Bull. : Fr.) Cooke (scheda n. 45), che non possiede tracce di cortina e il cui gambo è privo di bulbo marginato.




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(Sandro Ascarelli)