Scheda n. 418       -       Agosto 2013       -        Riferimento 1647

 

 

 

SUI LLUS PLACIDUS (Bonorden) Singer 1945

 

 

 

 

Foto G. Sperati
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 Sinonimi

 

Boletus placidus Bonorden (1861), Boletus fusipes Heufler (1865), Boletus oudemansii Harsten (1865), Boletus amoenus Thümen (1878), Boletus lambottei Saccardo & Cuboni (1878), Boletus plorans var. eleutherus Rolland (1889), Ixocomus pictilis Quèlet (1895), Ixocomus placidus (Bonord.) E.-J. Gilbert, (1931), Suillus plorans subsp. placidus (Bonord.) Pilát, 2: pl. 7 (1959).

 

Etimologia

 

Suillus deriva dal latino e significa “piccolo maiale”.

placidus = piacevole (dall’aggettivo latino)

.

Sistematica

 

Regno: Fungi, Divisione: Eumycota, Sottodivisione: Basidiomycota, Classe: Hymenomycetes, Sottoclasse: Homobasidiomycetidae, Ordine: Boletales, Famiglia: Boletaceae, Sezione: Granulati, Genere: Suillus, Specie: placidus.

 

 

 

Commestibilità

 

Commestibile. Discreti gli esemplari immaturi previa asportazione della cuticola pileare in quanto produce effetti lassativi nella maggior parte dei soggetti.

 

 

Descrizione

 

Nella moderna dottrina micologica, il Genere Suillus viene riservato a quei Boleti che si presentano con il cappello vischioso e totalmente o quasi completamente asportabile, le lamelle essudanti delle minuscole goccioline che, depositandosi sul gambo, lo decorano con granulazioni variamente colorate, la tipica associazione micorrizia con aghifoglie. Molti Suillus presentano un gambo anellato, sltri invece ne sono completamente privi. Tra questi ultimi si annovera il Suillus placidus che cresce in zone montane, strettamente legato a pini a cinque aghi (soprattutto Pinus strobus e Pinus cembra.

Da principio emisferico, il cappello diviene convesso e poi appianato, con un diametro di 4 / 10 cm. Carnoso, molliccio, con cuticola vischiosa ed asportabile, presenta un margine involuto nell’esemplare giovane poi pian piano rialzato. Colore assai chiaro, biancastro, avorio, poi con aloni giallini o brunicci, leggermente violaceo alla pressione, rosa forte e poi violetto alla reazione con basi forti.

Imenio composto da tubuli di media lunghezza, adnati o di poco decorrenti sul gambo, fini, sottili, quasi bianchi ma tendenti a divenire gialli o giallo oliva, terminanti in piccoli pori concolori, rotondi poi angolosi, che secernono goccioline bianco-acquose che, essiccando, colorano i pori di rosso brunastro decorando il gambo di granulazioni dello stesso colore. Tubuli e pori si tingono di giallo-rossastro a contatto con acido solforico e di rosso-bruno con idrato di potassio.

Il gambo è cilindrico, a volte curvato o contorto, pieno, talora radicante, slanciato e di norma alto più del diametro del cappello, bianco giallognolo in alto, bianco rosato in basso, quasi integralmente ricoperto da fitti granuli che da bianchicci tendono a diventare rosso-brunastri (residui essiccantisi delle goccioline secrete dai pori).

La carne è tenera, molliccia nel cappello, fibrosa nel gambo, biancastra ma più o meno giallina sotto i contorni ed in prossimità dei tubuli; si macchia di rosa o di un pallido grigio violetto al taglio. Reagisce al solfato ferroso tingendosi di grigio-violetto e di violetto con idrato di potassio. Odore impercettibile, sapore dolciastro, gradevole.

Basidiospore ellissoidali o fusiformi, lisce, talora guttulate, 7 / 10 x 3 / 5 μm, giallo pallido. Sporata giallo-ocra-olivastra.

Specie piuttosto rara, si rinviene esclusivamente sotto abeti con aghi a 5 punte, in montagna, singoli o in colonie variamente numerose, dall’estate all’autunno avanzato.

 

 

Possibilità di scambio

 

 

Il fungo si caratterizza molto bene per le particolarità alle quali abbiamo accennato. S. bellini (Inzenga) Marchand ha , negli esemplari giovani, colori molto simili a quelli del S. placidus ma da quest’ultimo differisce per le dimensioni più tozze, gambo tutt’altro che slanciato e per il tipico ambiente di crescita (Pino mediterraneo a due aghi). Anche S. granulatus, Linneo ex Fries, (v. scheda n. 128) si rinviene esclusivamente nei boschi litoranei di Pino domestico ed ha il gambo con granulazioni poco evidenti e di colore pallido. Cresce invece in ambiente montano, esclusivamente legato a Pinus cembra, S. plorans (Rolland) Kuntze he si distingue dal S. placidus per il cappello, i pori e il gambo dai colori moto variabili (dal bianchiccio, al giallo-bruno, al bruno nerognolo) e per i pori bruno-olivastri degli esemplari maturi.

 

 

Bibliografia

 

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(Sandro Ascarelli)