Scheda n. 416      -      Agosto 2013       -      Riferimento 587

 

MYCENA GALERICULATA (Scop. : Fr.) S.F.Gray 1821

 

 

Foto di Gianfranco Sperati

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Sinonimi

 

Agaricus galericulatus Scopoli (1772), Agaricus conicus Hudson (1778), Agaricus crispus Batsch(1783), Agaricus galericulatus var. albidus Persoon (1801), Mycena galericulata var. albida (Pers.) Roussel (1806), Agaricus rugosus Fries (1838), Mycena rugosa Quélet (1872), Agaricus radicatellus Peck (1878), Mycena radicatella (Peck) Saccardo (1887), Mycena berkeleyi Massee (1893), Prunulus galericulatus (Scop.) Murrill (1916), Prunulus radicatellus (Peck) Murrill (1916), Collybia rugulosiceps Kauffman (1926) , Mycena rugulosiceps (Kauffman) A.H. Smith (1937).

 

 

Etimologia

 

Mycena = attinente al fungo (dal greco: mùkes = fungo o micete);

galericulata = con un berrettino peloso (dall’aggettivo latino galericulatus = che porta un piccolo berretto peloso detto galericum)

 

 

Sistematica

 

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Marasmiaceae, Genere: Mycena, Sezione: Mycena, Specie: galericulata.

 

 

Commestibilità

 

Non commestibile.

 

 

Descrizione

 

Il Genere Mycena comprende di solito basidiomi di piccole o medie dimensioni, marcescenti, con il cappello tipicamente conico o campanulato, mai ombelicato, di colore variabile ma sempre su tonalità biancastre, grigie o brunastre e solo raramente con colorazioni vivaci. Sono funghi piuttosto comuni e frequenti, usualmente lignicoli e saprotrofi e solo eccezionalmente terricoli.

Tra le Micene, la M. galericulata è una delle specie più grandi e si caratterizza per il piede abbastanza tenace ed elastico con la base radicante e ricoperta da peluria bianca, per le lamelle lievemente rosate e per il sapore di farina.

Il cappello conico-campanulato può arrivare ad avere un diametro di 5 o 6 centimetri; ha una superficie glabra, lucente, lubrificato a tempo umido, più o meno striato al margine.. Il colore può variare dal grigio crema, al giallastro, al bruno più o meno intenso, con il disco di solito più scuro ed il margine pallidescente.

Le lamelle non son molto fitte: sono invece intervallate da lamellule e da venature. Ventricose e larghe, sono adnate e unite al gambo con un dentino, biancastre all’inizio poi soffuse di rosa ma con il tagliente bianco.

Il gambo, alto fino a 10 o 12 cm., è quasi cilindrico o lievemente clavato, liscio, translucido, elastico, farcito e poi cavo, all’inizio bianco tendente a divenire grigiastro con riflessi giallastri in maturità. Base radicante ricoperta da peluria bianca..

Carne esigua, coriacea, biancastra (debolmente grigiastra sotto la cuticola), con odore rafanoide e sapore dolciastro, farinoso.

Spore da ellissoidali a subglobose, ialine, amiloidi, monoguttulate . decorate da una finissima granulazione, 19 / 11 x 6,5 / 8 micron: Sporata bianca.

Dalla primavera al tardo autunno può rinvenirsi, solitaria, gregaria o con carpofori uniti in piccoli gruppi, alla base di tronchi, su ceppi, su radici scoperte, su ramoscelli o residui legnosi in decomposizione nei boschi di latifoglie o di aghifoglie.

 

 

Possibilità di scambio

 

Nella stessa sezione troviamo M. inclinata (Fr.) Quèlet, caratterizzata da un gambo piuttosto rigido, grigio brunastro nella sua parte inferiore e biancastro nella parte superiore e con un marcato odore farinaceo, la M. maculata P. Karsten, riconoscibile per la colorazione pileica e dello stipite più scura, per le lamelle grigio crema e soprattutto per le macchie bruno rossastre che appaiono sul gambo e sul gambo quando il carpoforo è all’apice della sua crescita, M. polygramma (Bull. : Fr.) Gray, che cresce in gruppetti di numerosi esemplari con colorazioni bruno grigiastre, stipite longitudinalmente striato e odore non farinoso ma piuttosto rafanoide, M. niveipes Murrill, molto simile a M. galericulata ma che ne differisce per il cappello brunastro ed il gambo inizialmente bianco e poi grigio decorato da una minuta peluria bianca ed infine per odore secondo i diversi Autori molto variabili ma mai assimilabile a quello di farina.

 

 

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Monografie:

 

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(Sandro Ascarelli)