Scheda n. 411     -      Ottobre 2013      -       Riferimento pag. 76

 

 

AMANITA MAGNIVOLVATA Aalto 1974

Foto G. Sperati

clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso Genere

 

 

Sinonimi

 

Amanitopsis magnivolvata (Aalto) Bon. (1978), Amanita mairei var. amplivolvata Contu (1993),

Volg. : Amanita dalla grande volva spessa

 

 

Etimologia

 

Amanita deriva dal greco Amanos = monte tra la Cilicia e la Siria;

magnivolvata = avvolta da una grande volva ( dagli aggettivi latini magnus = grande e volvatus = munito di volva)

 

 

Sistematica

 

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Subgenere: Amanita, Sezione: Amanitopsis, Specie: magnivolvata.

 

 

Commestibilità

 

Commestibile dopo attenta e prolungata cottura come tutte le specie del gruppo dell’A. vaginata.

 

 

Descrizione

 

Descritta solo recentemente dalla micologa finlandese Marjatta Aalton (1974) si caratterizza principalmente per il massiccio portamento, non usuale nelle Amanite del sottogenere Vaginaria, e per la volva particolare massiccia, spessa e consistente.

Il cappello misura da 6 a 15 cm di diametro, da principio risulta campanulato poi diviene espanso ma mantiene al centro un grande umbone, il margine è nettamente striato e la superficie è liscia e priva di residui del velo generale. Il colore va dall’avorio, al grigio al grigio olivastro, a volte più carico al centro.

Le lamelle sono piuttosto fitte, larghe e arrotondate al gambo, di colore bianco.

Il gambo è cilindrico, appena attenuato verso l’alto, non ingrossato alla base e misura 9,5-12,5 x 1,5-2 cm, di colore biancastro, liscio, leggermente appiccicoso, duro e pieno, naturalmente senza anello, è inserito in una vistosa volva, spessa e carnosa, non fragile, ma rotta in due tre lembi ascendenti, di colore bianco, macchiata esternamente di ocra rossiccio.

La carne è bianca con nessun odore e sapore caratteristico.

Le spore sono per lo più ellissoidali, misurano 9,8-15,0 x 8,4-12,2 micron e sono bianche in massa.

Cresce sia in boschi puri che in boschi misti.

 

 

Possibilità di scambio

 

Questa specie risulta identica macroscopicamente ad Amanita pachyvolvata Bon dalla quale è possibile distinguerla solo con l’osservazione microscopica delle spore che, in questo caso, sono per lo più sferiche e misurano 9-13 micron. Molti autori considerano che una piccola differenza della forma e della misura delle spore sia un fenomeno comune, soprattutto nel genere Amanita del gruppo Vaginaria e si chiedono se sia sufficiente questa sola differenza per separare due taxa.

 

 

 

Bibliografia

 

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 23 n. 52;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 5, pag. 17, foto n.1698;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 226;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 237;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 76;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 3, pag. 1138;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 30 n.26 in nota.

 

 

Monografie:

 

 

Merlo E.G. - Traverso M. : I nostri funghi: Le Amanite,SAGEP Editore, Genova, 1983, pag. 37;

Foiera F., Lazzaroni E., Snabl M. & Tani O. : Funghi Amanite, Ed agricole, Bologna, 1993, pag. 64 n. 10;

Galli R. : Le Amanite, Edinatura, Milano, 2001, pag. 90;

AA.VV. : Amanita, Numero monografico,Bollettino Gruppo Micologico “G.Bresadola”, Anno XLIII n. 2, maggio agosto 2000, Trento, pag. 239.

 

 

(Gianfranco Sperati)