Scheda n. 404      -       Giugno 2013      -       Riferimento n. 1650




XEROCOMUS SUBTOMENTOSUS (L. ex Fr.) Quèlet 1753



Foto G. Sperati
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Sinonimi

Boletus subtomentosus Linneo (1753), Boletus crassipes Schaeffer (1774), Boletus communis Bulliard (1784), Boletus subtomentosus Fries (1821), Leccinum subtomentosum (L.) Gray (1821), Boletus crassipes Secretan (1833), Boletus lanatus Rostkovius (1844), Boletus pannosus Rostkovius (1844), Boletus striapes Fries (1874), Rostkovites subtomentosus (L.) P. Karsten (1881), Versipellis subtomentosus (L.) Quélet (1886), Boletus leguei Boudier (1894), Boletus subtomentosus var. marginalis Boudier (1907), Ceriomyces subtomentosus (L.) Murrill (1909), Boletus subtomentosus var. lanatus (Rostk.) Smotlacha (1911), Xerocomus subtomentosus f. xanthus E.-J. Gilbert (1931), Xerocomus subtomentosus var. leguei (Boud.) Maire (1933), Xerocomopsis subtomentosus (L.) Reichert (1940), Xerocomus lanatus (Rostk.) Singer (1946), Boletus subtomentosus f. leguei (Boud.) Vassilkov (1970), Boletus xanthus (E.-J. Gilbert) Merlo, (1980), Xerocomus leguei (Boud.) Montegut ex Bon (1985), Xerocomus xanthus (E.-J. Gilbert) Curreli (1989), Xerocomus ferrugineus var. leguei (Boud.) Bon (1994).
Volg.: Boleto tomentoso.


Etimologia

Xerocomus = cappello secco, arido (deriva dal greco xeròs = asciutto e kóme = chioma, cappello),
subtomentosus = quasi tomentoso, un poco lanugginoso (deriva dal latino);


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Eumycota, Sottodivisione: Basidiomycota, Classe: Hymenomycetes, Sottoclasse: Homobasidiomycetidae, Ordine: Boletales, Famiglia: Boletaceae, Subfamiglia: Xerocomoideae, Genere: Xerocomus, Specie: subtomentosus.


Commestibilità

Gli esemplari più giovani possono essere consumati cotti, togliendo loro il gambo che rimane duro anche dopo cottura. E' tuttavia un fungo gastronomicamente poco apprezzato.


Descrizione

Xerocomus subtpmentosus è forse la specie più comune del genere Xerocomus al quale appartengono Boleti caratterizzati da una cuticola pileica asciutta, pubescente, feltrata, adnata e difficilmente separabile dalla carne.
E' tuttavia un fungo che presenta una notevole variabilità morfologica e cromatica e quindi ha consentito a molti Autori di proporre forme e varietà (e persino specie autonome) in quantità tali da rendere difficile una sua precisa identificazione.
In gioventù il cappello è emisferico per divenire poi convesso ed infine appianato con un diametro misurante da 3 a 12 centimetri. Margine a volte involuto, a volte ripiegato verso l'alto. La cuticola è sempre asciutta e secca, tomentosa-feltrata, a tratti screpolata (col tempo secco), non facilmente separabile. Il colore è ocra-olivaceo, bruno-giallastro, bruno olivaceo, a volte con tonalità più scure tali da poter far scambiare X. subtomentosus con Xerocomus ferrugineus (Schaeff.) Bon che però ha carne bianca e non gialla. La consistenza del cappello è carnosa ma ben presto molliccia e acquosa.
L'imenoforo è costituito da tubuli di media lunghezza, adnati o appena un po' decorrenti, giallo-olivastri terminanti in pori grandi, ineguali, angolosi, all'inizio di color giallo vivo, in seguito olivastri, verdognoli. Si tingono di azzurro al tocco.
Il piede si estende in altezza fino a circa 19 centimetri ed è cilindrico, talora rigonfio alla base ma successivamente rastremato fino ad apparire quasi radicante. Qualche volta incurvato. Pieno e sodo, ricoperto da finissime granulazioni e con la corteccia che col tempo secco tende a dissociarsi in costolature longitudinali scure che nella parte alta dello stipite tendono ad assumere l'aspetto di un falso reticolo più o meno rilevato. Sul fondo di colore giallo-ocra spiccano tomentosità o costolature bruno-rugginose.
Carne soda all'inizio poi molliccia soprattutto nel cappello; bianchiccia o appena giallina nel cappello o nella parte più alta del gambo, giallo ocra o brunastra nella parte inferiore di quest'ultimo. A tempo umido diviene lentamente azzurrina mentre assume una colorazione grigio-verdastra a contatto con solfato di ferro e giallastra con acido solforico; reazione nulla con ammoniaca o appena bruna aranciata sotto la cuticola. Odore debole acidulo-fruttato, sapore mite e dolciastro.
Basidiospore fusiformi, lisce, alcune pluriguttulate, olivastre, misurano 11,5 / 15,5 x 4,5 / 6. μm. Sporata bruno oliva.
E' un fungo comune e cosmopolita che cresce, talvolta in gruppi di numerosi esemplari, sia nei boschi di latifoglie sia in quelli di aghifoglie, dalla pianura sino ai 2000 metri di altezza, dalla primavera inoltrata al tardo autunno.


Possibilità di scambio

E' sicuramente una specie polimorfa che ha dato adito a diversi Autori di proporre varietà e forme non sempre unanimemente accettate. I caratteri che tradizionalmente vengono attribuiti al Boleto in esame sono: 1) colori della cuticola pileica giallastri, olivacei o ocracei più o meno scuri ma in ogni caso sempre privi di componenti rosse; 2) colore sottostante la cuticola del cappello senza tonalità rosse o rosate; 3) assenza di tali colori anche sulla corteccia del gambo.
Per contro tra le specie più prossime a X. subtomentosus e con questo confondibili ricordiamo: X. ferrugineus (Schaeff.) Bon (= X. spadiceus Fries) che ha il cappello bruno dattero molto scuro con il sottostante strato della carne bruno rossastro (e reagente al verde con soluzione ammoniacale), il gambo profondamente marcato da striature longitudinali e la carne completamente bianca e non giallastra; X. lanatus (Rostk.) Gilbert, che reagisce anch'esso all'ammoniaca tingendosi di verde e che ha un grossolano reticolo sul gambo; X. xanthus (Gilb.) Curreli che ha cappello, pori e gambo uniformemente gialli con macchie rossastre in maturità; X. porosporus Imler che si presenta con un cappello bruno-olivaceo, tendente a screpolarsi e a mostrare la carne bianca sottostante e con un gambo con estese macchie rosso-violacee; X. chrysenteron (Bull.) Quèlet che ha la cuticola pileica brunastra e la sottocuticola rosata ed i pori giallo sporco.


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(Sandro Ascarelli)