Scheda n. 403      -      Giugno 2013     -      Riferimento n. 200




HYGROPHORUS PERSISTENS (Britzelm.) Singer 1940



Foto G. Sperati
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Sinonimi

Hygrophorus conicus var. persistens Britzelmair (1890), Hygrophorus persistens Britzelmair (1890), Mycena acutoconica Clemençon (1893), .Hygrocybe constans J.E. Lange, (1923), Hygrocybe langei Kühner (1927), Hygrophorus rickenii Maire, (1930), Hygrocybe persistens (Britzel.) Singer (1940), Hygrocybe persistens var. persistens, (Britzelm.) Singer (1940), Hygrophorus acutoconicus (Clem.) A.H. Smith (1947), Hygrophorus langei (Kühner) A. Pearson (1952), Hygrocybe aurantiolutescens P.D. Orton (1969), Hygrophorus acutoconicus var. cuspidatus (Peck) Arnolds (1974), Hygrocybe aurantiolutescens f. pseudoconica Bon (1976), Hygrocybe acutoconica var. cuspidata (Peck) Arnolds (1985), Hygrophorus aurantiolutescens (P.D. Orton) Dennis (1986), Hygrocybe persistens var. cuspidata (Peck) Arnolds (1986), Hygrocybe persistens var. langei (Kühner) Bon (1987),Hygrocybe aurantiolutescens var. parapersistens (1989), Hygrocybe aurantiolutescens var. subconica Bon (1989), Hygrocybe cuspidata (Peck) Hongo & Izawa (1994), Hygrocybe acutoconica var. aurantiolutescens (P.D. Orton) Migl. & Camboni (2001),
Volg. Igroforo immutabile


Etimologia

Hygrocybe = con il cappello umido (deriva dal greco Hygros = umido e Kybe = testa, cappello);
persistens = persistente, che dura (dal latino): fa riferimento all'immutabilita del colore durante il ciclo biologico.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Hygrophoraceae, Genere: Hygrocybe, Sezione: Hygrocybe, Sottosezione: Macrosporae, Specie: persistens.


Commestibilità

Deve essere considerato sospetto in quanto molti funghi simili sono velenosi.


Descrizione

Pensavo fosse un fungo esclusivamente psammofilo perché lo trovavo sempre sulle dune del Litorale romano soprattutto fra Echinophora spinosa od Helichrysum stoechas, ma presto mi sono reso conto che l'avevo incontrato e fotografato in numerosi altri ambienti dell'interno sia in pianura che in collina che in montagna e l'avevo classificato con i numerosi sinonimi con cui è conosciuto nel mondo micologico (vedi sopra).
Il cappello misura 18-50 mm di diametro, all'inizio è conico più o meno appuntito, poi diviene espanso fino a disteso con umbone ottuso al centro. Nel giovane il margine è inflesso o appena involuto, poi diritto, anche lobato e spesso fessurato nel vecchio. La superficie è liscia all'inizio, in seguito sericea ed un po' igrofana, anche fibrillosa in senso radiale. L'aspetto è vitreo e vistosamente viscoso a tempo umido. Il colore iniziale è rosso scarlatto, rossastro o rosso arancio, ma in seguito assume tonalità dal giallo all'arancio-rossastro, ma anche completamente giallo a maturazione completa. La trama è omogenea.
Le lamelle sono piuttosto strette, annesse o appena adnate al gambo, da subventricose a ventricose, di colore giallo pallido con riflessi aranciati; il filo è intero e giallino.
Il gambo misura 30-90 x 4-10 mm ed è di forma cilindrica, fragile, fistoloso e striato-solcato, asciutto o lubrificato, concolore al cappello o un po' più pallido; la parte basale è bianca ma tende poi a ingrigire con l'età. Quando vive sulla sabbia è sempre infisso nel substrato, anche fino a metà della sua lunghezza.
La carne è, nel cappello, concolore alla superficie esterna, ma giallo-pallida o giallo-rosata altrove, mai annerente; l'odore è nullo e il sapore fungino.
Le spore sono da ellissoidali ad oblunghe, cilindrico-oblunghe o subfaseoliformi, ialine e lisce e misurano 10-15 x 5-7,5 micron.
È una specie saprofita che vive sia in montagna che in collina, sia nelle radure che nei campi anche fra latifoglie e aghifoglie dalla primavera all'autunno. Lungo le zone costiere, sulla sabbia, anche durante l'inverno.


Possibilità di scambio

Può essere confusa con molte altre specie sia di colore giallo che di colore rosso o intermedio fra i due e molte di esse sono velenose, soprattutto quelle che virano al nero, a volte solo sul gambo, altre volte su tutto il fungo. Per questo è consigliabile scartare questa specie dal consumo.


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(Gianfranco Sperati)