Scheda n. 402      -       Giugno 2013      -       Riferimento n. 739




AGARICUS SILVATICUS Schaeffer ex Fries 1833



Foto Sandro Ascarelli

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Sinonimi

Agaricus sylvaticus Schaeffer (1770), Psalliota silvatica (Schaeff.) P. Kummer (1871), Psalliota silvatica Quèlet (1872), Agaricus haemorrhoidarius Schulzer (1874), Pratella sylvatica (Schaeff.) Gillet, (1878), Agaricus sanguinarius P. Karsten (1882), Psalliota haemorrhoidaria (Schulzer) Richon & Roze (1888), Fungus haemorrhoida-rius (Schulzer) Kuntze (1898), Fungus sanguinarius Kuntze, (1898), Fungus sylvaticus (Schaeff.) Kuntze (1898), Psalliota sanguinaria (Kuntze) J.E. Lange (1926), Psalliota silvatica var. pallida F.H. Møller (1950), Agaricus haemorrhoidarius var. silvaticoides Pilát (1951), Agaricus sylvaticus f. fagetorum Pilát (1951), Agaricus sylvaticus var. pallens Pilát (1951), Agaricus sylvaticus var. pallidus (F.H. Møller) F.H. Møller (1952), Agaricus vinosobrunneus P.D. Orton, (1960), Agaricus haemorrhoidarius f. fagetorum (Pilát) Wasser, (1978), Agaricus sylvaticus var. vinosobrunneus (P.D. Orton) Heinem., (1978), Agaricus sylvicola var. pallidus (F.H. Møller) X.L:Mao (2000).


Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
silvaticus = dei boschi



Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidiomycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Sanguinolenti, Sottosezione: Sanguinolentini, specie: silvaticus.


Commestibilità

Commestibile.


Descrizione

Tra gli Agarici a carne fortemente arrossante e con anello supero, semplice o doppio, è abbastanza facile imbattersi, soprattutto nei boschi di conifere, in questa specie che, con la dovuta attenzione, ben si presta al consumo alimentare.
Nei primi stadi della sua crescita Agaricus silvaticus presenta un cappello semigloboso, richiuso su sé stesso; mediamente carnoso; diviene poi convesso ed infine pianeggiante, con un diametro che può arrivare a 10 centimetri, Il margine è sottile, un poco involuto ed eccedente: La cuticola, asciutta, si dissocia in squame adnate, appressate, di forma e di dimensione variabili, più scure rispetto al colore pileico di fondo che varia dal bruno scuro al bruno rossastro, di solito di un colore bruno "caldo" (mai grigio "freddo" come il colore del cappello del tossico Agaricus xanthodermus var. melragris (= A. praeclaresquamosus) (v. scheda n. 32).
Le lamelle sono libere al gambo, strette, fitte, intercalate da lamellule, inizialmente , anch'esso arrossante allo sfregamento o al taglio,bianco-avorio poi via via carnicine, rosso brunastre, bruno nerastre, con il tagliente biancastro. Diventano rosse alla pressione o al taglio.
Il gambo, anch'esso arrossante allo sfregamento o al taglio, è più o meno tozzo e robusto, pieno al suo interno e fistuloso con l'età, cilindrico o fusiforme con evidente bulbo arrotondato alla base. Al di sopra dell'anello è liscio, bianco o delicatamente grigiastro; sotto l'anello è rivestito di fioccosità.. L'anello è piuttosto ampio, supero, membranoso, non dentato, liscio nella pagina superiore, leggermente squamuloso in quella inferiore.
La carne è soda, bianca ma arrossante rapidamente (dal rosso carminio al rosso sangue) a contatto con l'aria, soprattutto all'inserzione del gambo con il cappello. Gradevole odore fungino e sapore dolce. Reazione di Schäffer negativa.
Spore piccole (4,5 / 6 x 3 / 3,5 μm.), ovoidali, lisce, monoguttulate, brune o nerastre in massa.
E' specie comune in estate e in autunno in montagna nei boschi di peccio, di pino silvestre o di larice dove cresce interrata tra gli aghi. Più raramente può ritrovarsi in boschi di latifoglie. Gregaria.


Possibilità di scambio

A. silvaticus è una specie estremamente polimorfa ed ha dato adito a diversi Autori di creare numerose varietà tra le quali ricordiamo: A. silvaticus var. pallidus Möller con cappello bianco-crema e piccole squame color ocra, A. silvaticus var. saturatus con cappello bruno-rossiccio ricoperto da numerose e dense più scure, A. silvaticus var. fuscosquamatus Möller che ha il cappello decorato da squame brune molto scure su fondo chiarto, A. silvaticus var. fagetorum Pilat la cui produzione avviene sotto faggio (Fagus sylvatica) ed il cui cappello possiede squame piuttosto chiare.
Altre specie, tutte a carne arrossante, morfologicamente prossime a A. silvaticus sono: A. haemorrodarius Kalchbrenner et Schulzer (v. scheda n. 349) che ha una taglia più consistente, un gambo privo di bulbo basale ed un forte arrossamento della carne e delle lamelle, A. langei Möller che si presenta con scaglie di grandi dimensioni brune, gambo quasi nudo e spore mediamente grandi, A. mediofuscus (Möller) Pilat di cui la cuticola del cappello è bruna scura al centro e piuttosto pallida verso il margine, rivestita da squame piccole e rade, A. impudicus (Rea) Pilat, che ha carne poco arrossante e con odore di Scleroderma, A. squamulifer (Möller) Pilat riconoscibile per l'anello doppio e dentato, A. lanipes (Möller & Schäffer) Singer che ha il gambo fusiforme, ornato di squame brune verso la base e carne episodicamente arrossante ma solo nella parte più alta.
Non è sempre agevole distinguere una specie dall'altra: in ogni caso gli Agarici arrossanti e di odore e sapore gradevoli sono tutti idonei al consumo alimentare-


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(Sandro Ascarelli)