Scheda n. 393      -       Maggio 2013      -       Riferimento n. 1665






BOLETUS FECHTNERI Velenovsky 1922





Foto di Sandro Ascarelli
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Sinonimi

Boletus appendiculatus subsp. pallescens Konrad (1929), Boletus romellii Kallenbach (1931), Boletus pallescens (Konrad) Singer (1937); Boletus aestivalis ss. Kallenbach Röhringe (1939), Tubiporus appendiculatus var. pallescens (Konrad) Imler (1950).
Volg.: Boleto di Fechtner


Etimologia

Boletus = attinente alle zolle (dal greco bòlos = zolla o fungo in genere)
Fechtneri = dedicato al dottore cecoslovacco R. Fechtner


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Eumycota, Sottodivisione: Basidiomycota, Classe: Hymenomycetes, Sottoclasse: Homobasidiomycetidae, Ordine: Boletales, Famiglia: Boletaceae, Genere: Boletus, Sezione: Appendiculati, Specie: fechtneri.


Commestibilità

Buon commestibile da consumare cotto.


Descrizione
 

Dal gruppo estremamente eterogeneo dei Boleti "appendiculati a carne dolce" il micologo cecoslovacco Josef Velenovsky (1885 / 1949) ha estrapolato e riunito in un'autonoma nuova specie quei carpofori individuati sulla base dei seguenti elementi uniformi e costanti: 1) cappello di colore grigiastro argentato o caffèlatte con qualche sfumatura rosata prevalente sul margine, 2) gambo fornito di un reticolo rossastro e con macchie rosate alla base, 3) pori gialli, 4) sapore dolce.
Il B. fetchneri, conosciuto anche come B. pallescens Konrad, ha un cappello che da emisferico diviene convesso, poi disteso e piano in maturità, con un diametro variante dai 5 ai 20 centimetri e con un orlo sottile, involuto e spesso eccedente. La cuticola è all'inizio vellutata per divenire in seguito liscia e glabra, talora areolata, biancastra poi grigiastra e argemtata fino a raggiungere con l'età una colorazione bruna molto pallida (color caffèlatte). Sul bordo del cappello possono apparire delle macchie rosate soprattutto alla manipolazione.
La parte imeniale è costituita da tubuli abbastanza lunghi, fini, adnati-smarginati e uniti al gambo con un dentino, separabili, giallo-citrini ma imbluenti al taglio o al tocco; terminano con pori piccoli, stretti, arrotondati, con gli stessi colori e con le stesse modalità di viraggio dei tubuli ma tendenti al rosso olivastro con l'invecchiamento.
Il gambo è robusto e sodo, panciuto all'inizio ma poi cilindrico anche se con base ingrossata e poi affusolata, napiforme, radicante. Giallo dorato in alto e poi via via più pallido e rosato verso la parte terminale dove forma una piccola fascia rossa; decorato invece, in alto, da un reticolo a maglie minute che passa dal giallo al rossastro.
La carne è nel cappello spessa e tenace per divenire in seguito molliccia; nel gambo è invece piuttosto fibrosa. Di colore giallo citrino ma con sfumature rosate sia sotto la cuticola del cappello sia alla base del gambo. Al taglio o alla pressione vira debolmente al verde azzurro per un breve periodo di tempo. Vira all'arancio brunastro con acido solforico e al grigio bluastro con solfato ferroso in soluzione acquosa al 10%. Odore tenue e caratteristico, sapore banale, dolcistro.
Basidiospore 10,5 / 15 x 4,5 / 6 micron, fusiformi - ellissoidi, guttulate, liscie, giallo brune al microscopio, bruno olivastre in massa.
E' un fungo poco frequente che cresce su terreno calcareo, soprattutto nelle zone calde delle regioni meridionali, nei boschi aperti e soleggiati di latifoglie (querce e faggi). Ancora più raro in montagna dove può trovarsi nelle abetaie ma sino al limite dei 1000 metri di altitudine. Da giugno ad agosto, solitario o gregario.


Possibilità di scambio.
 

Si distingue da B. appendiculatus Schaeffer che ha il gambo privo di zonature dorate ma decorato da reticolo più esteso e a maglie più larghe. B. impolitus Fries differisce perché non ha reticolo e la sua carne, immutabile, ha un marcato odore di iodio alla base del gambo. B. regius Krombholz ha il cappello di un caratteristico ed uniforme colore rosso carminio o rosso rosato, contrastante con la colorazione giallo citrina dell'imenoforo e del gambo. B. fechtneri potrebbe confondersi anche con B. satanas Lenz se quest'ultimo non avesse pori tendenti al rosso ed una carne dall'odore fetido.


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(Sandro Ascarelli)