Scheda n. 396      -       Maggio 2013      -       Riferimento n. 841





AMANITA SPISSA (Fries) Kummer 1871





Foto di Sandro Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus pustulatus Scopoli (1772), Agaricus excelsus Fries (1821), Agaricus cinereus Krombholz (1831), Agaricus spissus Fries (1836), Agaricus validus Fries (1836), Agaricus cariosus Fries (1836), Amanita valida Quèlet (1872), Amanita excelsa Quèlet (1872), Amanita cariosa Gillet (1874), Amanita solida Ferry (!890), Amanita raphaniodora Ferry (1890), Amanita spissa var. valida Gilbert (1918), Amanita excelsa f. spissa (Fr.) Neville & Poumarat (2004), Amanita excelsa var. spissa (Fr.) Neville & Poumarat (2004).


Etimologia

Amanita = da Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria o dal greco Amanìtai = funghi (in genere);
spissa = spesso, massiccio (dall'aggettivo latino spissus)


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Subgenere: Lepidella, Sezione: Validae, Specie: spissa.


Commestibilità

Commestibile molto scadente, anche dopo prolungata cottura. Conserva odore e sapore sgradevoli.


Descrizione
 

Secondo il micologo E.J.Gilbert l'unico nome valido e legittimo di questa specie sarebbe Amanita ampla Persoon, mentre le denominazioni supportate da altri Autori (A, excelsa, A. valida, A. cariosa, A. spissa etc.) non avrebbero alcun valore tassonomico perché sarebbero soltanto dovute a lievi differenze, sufficienti tutt'al più a farle considerare come forme o varietà di A. ampla. Seguendo tuttavia coloro che ritengono il taxon Amanita spissa come il più usato, abbiamo preferito indicare le altre, numerose denominazioni come sinonimi di un'unica, identica specie polimorfa.
Il cappello (da 6 a 12 cm. in piena maturità) da emisferica diviene convessa e poi spianata, con margine liscio, regolare, ottuso, normalmente non festonato. E' privo di qualsiasi forma di umbone. La cuticola è separabile, umida e vischiosa col tempo umido, asciutta e brillante col tempo secco. Ha un colore uniforme grigio, grigio bruno, grigio chiaro, con diverse tonalità. E' rivestita da numerose verruche, ampie ed asportabili, da piramidali a piatte, residui del velo generale, di colore biancastro o grigiastro chiaro.
Le lamelle sono di larghezza media, piuttosto serrate e intervallate da lamellule, attenuate, unite al gambo con un dentino o di poco decorrenti. Sono bianche, con il tagliente uniforme e concolore.
Il gambo è robusto, tozzo, attenuato dal basso all'alto, fornito alla base di una volva a forma di bulbo sferico o ovoidale, napiforme o radicante ma non marginato, a volte dissociato in squamettature fioccose, irregolarmente disseminate. Duro e pieno, poi midolloso in maturità, pruinoso, il gambo è striato e bianco sopra l'anello, zebrato e fioccoso sotto di questo. L'anello è supero, ampio, membranoso, striato superiormente, bianco.
La carne è a lungo compatta e soda, poi tenera e molliccia; bianca ma con sfumature cinerine appena sotto il centro della cuticola. Immutabile alla sezione, si tinge di bruno-porpora con acidi forti come l'acido solforico e vira al rosso vinoso con fenolo in soluzione acquosa al 2%. Odore e sapore rafanoidi.
Le spore, amiloidi, .lisce, ialine, di forma ellissoide-ovale, misurano 8 / 10 x 6 / 7,5 μm. Sporata bianca.
Abbastanza comune, cresce dall'estate all'autunno, su terreni soffici ed umidi, con substrato acido, nei boschi di latifoglie e di aghifoglie.


Possibilità di scambio
 

A nostro giudizio Amanita spissa è una specie estremamente polimorfa che giustifica il fatto di aver raccolto come suoi sinonimi i molteplici taxon individuati da alcuni micologi. Se non si vuole aderire a questa impostazione, si potrà ricordare che A. excelsa (= Amanita ampla) avrebbe colorazioni più chiare, gambo slanciato e radicante, cappello quasi privo di verruche, bulbo interrato; della A. valida la carne tenderebbe ad imbrunire ed il velo generale avrebbe tonalità grigio-brunastre; Amanita cariosa crescerebbe interrata e di solito isolata, in boschi di latifoglie (castagneti).
In realtà riteniamo che le specie con le quali A. spissa possa essere confusa sono l'A. pantherina, tossica, che possiede il margine del cappello striato, ornato da verruche bianche e non grigiastre e la volva circoncisa e circellonata, e l' Amanita franchetii, di taglia più esile, di colore bruno più intenso e rivestita di verruche giallastre.


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(Sandro Ascarelli)