Scheda n. 101      -     Novembre 2009      -      Riferimento 842


AMANITA RUBESCENS
(Pers. : Fr.) S.F.Gray

Amanita rubescens-2.jpg






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Sinonimi

Agaricus rubescens Fries, Agaricus rubens Scopoli. Agaricus magnificus Fries, Amanita rubens Quèlet .
Volg. : Amanita arrossante, Amanita vinosa .

Etimologia

Amanitada Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria,
rubescens = arrossante, che diventa rosso (dal latino ruber = rosso).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Sottogenere: Lepidella, Sezione: Validae. Specie: rubescens.

Commestibilità

Buon commestibile, da usare come condimento, se adeguatamente prebollito.

Descrizione

E’ un buon fungo, commestibile dopo cottura, spesso ignorato perché poco conosciuto. Non dovrebbe tuttavia essere difficile distinguerlo dalle altre amanite sia per la particolare base subbulbosa del fungo terminante a punta e quindi a forma di rapa (volva napiforme) sia per la colorazione rosata che appare anche lì dove il carpoforo appare abraso o frantumato.

Nello stato primordiale si presenta in una curiosa forma a trottola, con il cappello emisferico poggiato su una base allargata terminante a punta e ricoperto da un velo generale fioccosa e friabile.

Sviluppandosi, il cappello si fa convesso e poi completamente spianato, con margine liscio o con qualche lieve striatura in maturità. La superficie pileica è costituita da una cuticola asportabile di colore variabile dal bianco al rosa, alla vinaccia, al nocciola ocraceo, al bruno vinoso, ricoperta da residui del velo generale dissociato in verruche e in placche biancastre o grigiastre.

Le lamelle, bianche, sono annesse allo stipite; hanno una forma arrotondata e sono intercalate da lamellule.

Il gambo è cilindrico o progressivamente ingrossantesi verso la base che termina con un bulbo appuntito a forma di rapa, liscio al di sopra dell’anello e fioccoso al di sotto, da biancastro a rosato con macchie rosso vinose soprattutto nei punti erosi. L’anello è persistente, membranoso, bianco o rosato nella parete superiore dove appare striato, più marcatamente arrossante all’orlo o nella pagina sottostante.

Carne bianca ma che si tinge di rosa nelle fratture o lì dove è corrosa dalle larve (soprattutto alla base del gambo se il terreno è umido). Odore inesistente, sapore un poco acidulo o amarognolo.

Spore ialine, amiloidi, lisce, da ellittiche a ovoidi, 7,5 / 10 x 5,5 / 7 micron. Sporata bianca.

E’ una specie abbastanza comune in estate e in autunno tanto nei boschi di latifoglie che in quelli di aghifoglie, dalla collina alla montagna, fino a 1500 metri.

Possibilità di scambio

La variabilità morfologica con la quale si presenta l’ Amanita rubescens giustifica le molteplici forme e varietà create dagli Autori nel tempo. Ne accenniamo solo alcune tra le più comuni e frequenti. La A. rubescens var. alba assume e conserva un colore bianco-latte; la var. aultacea presenta un cappello giallo-rosato, almeno all’inizio; la var. circinnata ha invece un cappello bruno-rossastro, fittamente decorato da piccole verruche non asportabili; la var. annulosulfurea si distingue per una taglia di solito minore di quella della specie tipo e per avere un anello giallo-solferino.

La più frequente possibilità di confusione può avvenire con la tossica Amanita pantherina (scheda n. 52) che si distingue tuttavia per la colorazione pileica sempre più o meno intensamente bruna, per l’orlo del cappello zigrinato e per la diversa forma della base del gambo che si presenta sotto forma di volva circoncisa di netto e circellonata (gambo con uno o più anelli evidenti).

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(Sandro Ascarelli)