Scheda n. 087 - Settembre 2009 - Riferim. N. 1287




HYPHOLOMA SUBLATERITIUM
(Sch. : Fr.) Quèlet



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Sinonimi:

Naematoloma sublateritium, Agaricus sublateritium,
Volg. Falso chiodino.

Etimologia

Hypholoma = con l’orlo frangiato (dal greco hùfos = tessuto, e lòma = orlo)
sublateritium = di colore poco diverso da quello del mattone (dal latino sub = poco dissimile da, e latericium = fatto di mattoni)


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione : Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homoba-sidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomicetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Strophariaceae, Sottofamiglia : Stropharieae, Genere: Hypholoma, Specie: sublateritium.

Commestibilità

Tanto l’ Hypholoma fasciculare quanto l’ Hypholoma sublateritium sono responsabili, se ingeriti, di una sindrome gastrointestinale fortunatamente non grave che si manifesta pochi minuti dopo l’ingestione con cefalea, nausea, crampi, bradicardia, diarrea, dolori intestinali e debolezza. La durata dei disturbi è molto variabile ed in genere è possibile ridurla provocando il vomito o effettuando una lavanda gastrica o favorendo l’evacuazione con purganti e clisteri.

Descrizione

La denominazione volgare (“falso chiodino”) attribuibile indifferentemente sia all’ H. sublateritium, sia all’ H. fasciculare debbono metterci in guardia. Sono infatti due specie, tossiche, che possono con facilità essere scambiate con la Armillaria mellea (v. scheda n. 30, genn. 2009) o con altri funghi fascicolati (ad. es. Armillariella tabescens, Agrocybe aegerita, scheda n. 72, lug. 2009, Kueneromyces mutabilis, Collybia velutipes, ecc.) che sono al contrario buoni commestibili. Per evitare confusioni sarà opportuno fare attenzione alle colorazioni pileiche, a quelle assunte dalle lamelle ed infine al sapore della carne che negli Ifoloma è di norma sgradevole ed amara.

I carpofori si producono in ceppi di numerosi esemplari, uniti nella estremità inferiore del gambo, sui tronchi di alberi abbattuti, o alla loro base o, ancora, sulle radici prossime, interrate. Sono quindi funghi saprotrofi la cui funzione principale è quella di accelerare il processo di decomposizione dei materiali legnosi e quindi la restituzione al terreno dei componenti organici necessari.

Ogni esemplare di H. sublateritium presenta inizialmente un cappello emisferico o campanulato che si apre successivamente fino a raggiungere dimensioni di 7 / 10 cm di diametro. Persiste un basso umbone ottuso mentre il margine rimane a lungo incurvato verso l’interno. La cuticola, asciutta e liscia, è decorata talvolta da qualche macchiolina biancastra, residuo di una cortina effimera le cui tracce possono talora individuarsi lungo l’orlo del cappello. Ha un colore fondamentalmente rosso-brunastro o rosso-mattone più scuro al centro e progressivamente più pallido verso la periferia.

Le lamelle, adnate, sono fitte e arrotondate con tinte che dall’iniziale giallo-olivastro tendono a divenire grigio-verdastre e infine olivastre molto scure, quasi nerastre.

Il gambo può raggiungere un’altezza di 12 / 15 cm. ed è pieno o fibrilloso, slanciato, cilindrico ma un po’ rastremato ed incurvato alla base dove si raccorda con numerosi altri esemplari concresciuti, giallo ocraceo in alto, più o meno dello stesso colore del cappello alla base, rivestito da sottili, evanescenti fibrille, residuo di una effimera cortina che appena al di sotto delle lamelle può disegnare il gambo con un cerchio irregolare e tendente ad annerire.

Carne giallognola o bruno rossastra. Odore quasi nullo, sapore amaro.

Spore lisce, ellissoidali, brunastre anche in massa, 5,5 / 7,5 x 3,5 / 5,5 micron.

Assai comune e diffuso a tutte le altezze, fruttifica durante tutto l’anno su legno marcescente di latifoglie e di aghifoglie.

Possibilità di scambio

Abbiamo accennato sopra alla necessità di essere molto prudenti per evitare di confondere qualcuno dei funghi parimenti fascicolati ma commestibili con il tossico H. sublateritium. Va del pari rifiutato il consumo con la specie assai prossima di H. fascicolare, la cui taglia è di poco inferiore e con un cappello la cui colorazione è prevalentemente giallastra (la distinzione tra le due specie non è tuttavia sempre agevole perché possono ambedue presentare colorazioni iermedie, non sempre nettamente delineate). Un altro Ifoloma morfologicamente vicino è l’ H. capnoides, che alcuni Autori danno commestibile ma di scarso merito e che si riconosce abbastanza agevolmente per la colorazione uniforme giallo-arancia della superficie pileica e per avere carne dolciastra , non amara.

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(Sandro Ascarelli)