Scheda n. 086 - Settembre 2009 - Riferim. : 1018




INOCYBE FASTIGIATA (Sch. : Fr.) Kummer



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Sinonimi

Inocybe rimosa, Inocybe virgatula.

Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa)
fastigiata =con il cappello che termina a punta.

Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere : Inocybe, Sottogenere: Ino-sperma, Sezione: Rimosae, Sottosezione: Rimosinae, Specie: fastigiata.

Commestibilità

Specie tossica contenente, nel fungo fresco, un tasso di muscarina dello 0,010%. Tutte le Inocybi sono da evitare perché variamente responsabili della sindrome muscarina che si manifesta con ab-bondanti secrezioni sudorali e nasali, lacrimazione, scialorrea, bradicardia, disturbi gastrointestinali, disturbi vasomotori e palpitazioni cardiache.

Descrizione

Tra i funghi a lamelle, il Genere che presenta la maggiore difficoltà per il determinatore è quello delle Inocybe, genere comprendente oltre 200 specie europee, per lo più omogenee e talvolta non indivi-duabili senza un approfondito esame microscopico. I carpofori ascritti al Genere Inocybe presentano monotoni caratteri di forma e di colore. Possiamo dire che si tratta di funghi prevalentemente terricoli, omogenei, caratterizzati da un cappello conico o campanulato, spesso terminante a punta, ricoperto da sottili fibrille radiali giallastre, ocracee o bruno-rossastre, In molti casi il cappello tende a fessurarsi lasciando intravedere il colore più chiaro della carne. Le lamelle da prima pallide assumono poi una colorazione bruno-ocracea (color cannella)

Tutti i basidiomi di questo genere sono più o meno tossici per cui, anche se troveremo qualche difficoltà nel pervenire ad una esatta identificazione di specie, sarà bene tener presente i caratteri tipici del genere ed astenersene dal consumo.

Una delle specie più frequenti, comuni e rappresentative è la Inocybe fastigiata (cioè con il cappello appuntito) il cui sinonimo Inocybe rimosa mette in evidenza l’altro carattere: quello di avere il cappello fibroso radialmente fessurato. Oltre ai caratteri ai quali abbiamo già accennato la I. fastigiata presenta una forma pileica particolare per l’umbone aguzzo che si eleva dal centro del cappello ed una margine lobato, ondulato, tendente a rialzarsi. Cuticola asciutta, feltrata, percorsa da fibrille radiali e presto fessurata. Il colore varia dal giallo paglierino al giallo-ocra, al giallo bruno, più scuro al disco, talora con qualche sfumatura olivastra.

Lamelle adnate o debolmente smarginate, fitte, intercalate da lamellule, di colore grigio brunastro o grigio olivastro, con il tagliente biancastro, fioccoso, dentellato.

Gambo subcilindrico, poco ingrossato alla base ma privo comunque di un vero e proprio bulbo, duro e poi fibroso, biancastro paglierino tendente al giallo ocra in maturità, pruinoso all’apice e forforaceo-fioccoso sul resto del gambo per i residui di una cortina bianca molto fugace.

Carne sottile e soda ne cappello, tendente a divenire fibrosa nel gambo, biancastra o grigiastra. Sapore nullo o poco acidulo; odore sgradevole, spermatico. Lieve reazione azzurrina alla tintura di guaiaco.

Carpofori acistidiati cioè privi di cistidi sulla faccia delle lamelle, con spore lisce, ellissoidali, 6 / 16 x 6,5 / 8,5 micron. Sporata brunastra.

Dalla tarda primavera all’autunno inoltrato cresce nei prati e nei boschi, dal livello del mare alla montagna, in particolare su terreno calcareo.

Possibilità di scambio

Si conoscono numerose varietà di I. fastigiata: la var. superba, di taglia molto grande, la var. argentea, caratterizzata dal cappello ricoperto da abbondanti fibrille sericee, la var. umbrinella dalle colorazioni più scure, la var. fastigiella, color caffè e latte e odore pepato, la var. melliolens, dall’intenso profumo di miele.

Il Marasmius oreades, buon commestibile, potrebbe presentare qualche remota somiglianza con la I. fastigiata, soprattutto perché anch’essa è specie praticola; tuttavia il M. oreades ha sporata bianca e non brunastra, ha lamelle molto più rade e distanziate ed ha un odore assai gradevole di mandorle.

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(Sandro Ascarelli)