Scheda n. 084     -     Agosto 2009 - Riferimento n. 1676

 

BOLETUS AESTIVALIS (Paulet) Fries


Boletus aestivalis-1.jpg











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Sinonimi

Boletus reticulatus, Boletus separans

Volg. Porcino estivo, Porcino reticolato, Brisa.

Etimologia

Boletus = attinente alle zolle, (dal greco: bolos = zolla di terra)

aestivalis = estivo (dal latino aestas = estate).

Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Boletus, Sezione: Edules, Specie: aestivalis.

Commestibilità

Ottimo commestibile, anche crudo in insalata. Controllare che non sia invaso da larve. Si presta ad essere conservato essiccato.

Descrizione

Come già abbiamo avuto modo di accennare (cft. Scheda n. 3, settembre 2008), i più frequenti “porcini” rinvenibili in Italia sono il B. edùlis, il B. aestivalis, il B. aereus e il B. pinophilus (= pinicola), tutti dotati di ottime proprietà organolettiche ma non sempre facilmente distinguibili gli uni dagli altri. Il B. aestivalis differisce, ad esempio, dal B. edulis per i seguenti caratteri: è una specie prevalentemente estiva (da cui il nome di specie), ha un cappello con cuticola all’inizio un po’ viscida ma poi opaca e secca e tendente a screpolarsi, il gambo è quasi interamente ricoperto da un reticolo molto fino color nocciola o brunastro.

Esaminiamolo in dettaglio.

Il cappello è all’inizio emisferico, poi convesso, piano e a volte col bordo revoluto. Può avere un diametro anche superiore ai 25 cm. . Sodo e carnoso da giovane tende poi a divenire morbido e molliccio, soprattutto quando è attaccato dalle larve. La cuticola è assai variabile, da glabra e lievemente viscida a vellutata e feltrosa fino a divenire secca e opaca col tempo asciutto fino a screpolarsi in areolature irregolari che lasciano intravedere il colore biancastro della carne sottostante, Variabile è anche il colore della superficie pileica, a seconda dell’ habitat, dal beige molto chiaro, al marrone, al bruno assai carico, passando attraverso tutte le tonalità intermedie.

Tubuli lunghi e sottili, arrotondati e adnati, bianchi, poi giallognoli ed infine olivastri con pori tondi, minuti e concolori.

Il gambo è di solito meno obeso di quello del B. edulis e tende ad assumere una forma allungata, non proprio cilindrica, con un ingrossamento alla base. Non è infrequente reperire esemplari col gambo piegato. Pieno e sodo, diviene molle e fragile quando è invaso da larve. Decorato da giovane, da un fine reticolo biancastro su fondo beige chiaro che progressivamente assume tonalità bruno-rossicce e tende ad estendersi lungo quasi tutta la superficie dello stipite.

La carne da soda e compatta, si ammorbidisce via via; bianca immutabile e appena un po’ giallina sotto i tubuli. Odore fungino marcato, aromatico e molto gradevole, sapore dolce.

Spore lisce, guttulate, ellittico-fusiformi, che misurano 11 / 15,5 x 4,5 / 5,5 micron. Sporata bruno-oliva.

Cresce tipicamente nei boschi caldi di latifoglie e di conifere, dalla tarda primavera all’estate, isolato o in colonie. E’ comune anche oltre i 1.700 metri di altezza.

Possibilità di scambio

Dei caratteri che permettono di distinguere il B. aestivalis dal B. edulis, abbiamo già detto sopra. Rispetto agli altri Boleti più comuni della sezione Edules, ricorderemo che il B. aereus ha una colorazione pileica molto scura, bronzea o addirittura nerastra (è chiamato infatti Porcino nero) ed un gambo ricoperto da un reticolo quasi esclusivamente nella sua parte alta, mentre il B. pinophilus è simbionte esclusivo dell’abete (eccezionalmente può trovarsi anche sotto faggio), ha il cappello color rossastro, cioccolata, a volte con la superficie rivestita da una finissima pruina biancastra ed il gambo decorato da un reticolo con sfumature rosso-violacee tendente a sbiadire o a scomparire completamente. Tutti i “porcini” sopra descritti sono ottimi commestibili.

Non è invece commestibile perché amarissimo è il Tylopilus felleus, somigliante al B. aestivalis. Il T. felleus si riconosce tuttavia abbastanza facilmente perché ha il gambo rivestito da un reticolo nero, con maglie rilevate ed allungate, ed i pori che, almeno in maturità, assumono un colore rosa-salmonato (cft. Scheda n. 47, marzo 2009).

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(Sandro Ascarelli)