Scheda n. 083 - Agosto 2009 - Riferimento n. 855


AMANITA CITRINA (Sch. : Fr.) S.F. Gray


Amanita citrina-4.jpg









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Sinonimi

Agaricus stramineus, Agaricus bulbosus. Agaricus mappa, Amanita mappa

Volg. : Tignosa paglierina.

Etimologia

Amanita = da Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria,

citrina = attinente al limone (dal latino citrum = limone).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Sottogenere: Amanitaria o Amanitina, Sezione: Mappae. Specie: citrina.

Commestibilità

Da rifiutare per le sue scadenti proprietà organolettiche (odore e sapore repellenti).

Descrizione

La sezione Mappae del Genere Amanita, comprende alcune specie caratterizzate da una volva nettamente circoncisa. Il velo generale, che ai primordi avvolge l’intero sporoforo, si lacera ben presto nella sua parte mediana (deiscenza equatoriale) a causa dell’orlo del cappello che, ampliandosi, divide il fungo in due parti: la parte superiore costituita dal cappello sul quale ritroviamo ampi lembi del velo, e la parte inferiore, alla base del gambo, che forma un grosso bulbo ed una volva smarginata.

All’inizio il cappello appare emisferico e chiuso sul gambo; poi assume una forma convessa-appianata, talvolta di poco depressa al centro ma sempre priva di umbone. La cuticola, totalmente asportabile, è vischiosa col tempo umido, altrimenti è opaca e asciutta, di colore giallo nelle sue varie tonalità (dal bianco-giallino al giallo limone) e cosparsa di placche asportabili (residuo del velo generale) biancastre ma tendenti, con l’età, ad imbrunire. Orlo regolare e liscio.

L’imenio è costituito da lamelle sottili, fitte, libere al gambo (trattasi di un fungo eterogeneo), intercalate da qualche lamellula tronca, biancastre con qualche riflesso giallino.

Gambo cilindrico ed alto circa 19 / 12 cm, ma leggermente svasato in alto e fornito, in basso, di un grosso bulbo più o meni sferico, nettamente smarginato e avvolto da una volva biancastra o giallina (volva di tipo circoncisa). Per quanto attiene alla sua consistenza, lo stipite è pieno ma tendente a divenire midolloso e talvolta cavo. La superficie del gambo si presenta liscia, asciutta, biancastra o appena giallina. Nella parte alta si trova un ampio anello membranoso, dello stesso colore del gambo.

La carne, molliccia e tenera, è bianca ed appena soffusa di giallo al di sotto della cuticola del cappello. Odore e sapore intensamente rafanoidi (cioè di rapa), sgradevoli ed astringenti.

Spore lisce, amiloidi, globose o subglobose, 7,5 / 11 x 7 / 9 micron, ialine sotto la lente del microscopio ma bianche in massa. Reazione nulla con basi forti (idrato di potassio o di sodio), positiva con acido solforico o acido nitrico che producono una colorazione bruno-olivastra. Con il reattivo di Charbonnel, Tl-4 (Ossido di tallio, acido cloridrico concentrato, acido nitrico concentrato e bicarbonato di sodio) si ottiene una reazione giallo vivo, poi blu e infine blu-verde.

A. citrina è specie comune ed abbondante dall’inizio della primavera all’inverno; cresce sia sotto latifoglie che sotto aghifoglie con particolare predilezione per i suoli sabbiosi.

Possibilità di scambio

Della A. citrina esiste anche una forma alba, completamente bianca e abbastanza comune.

E’ necessario fare molta attenzione per non confondere la A. citrina con la velenosissima A. phalloides della quale esistono sia una forma citrina, con colori pileici gialli, sia una varietà alba, bianca come la f. alba della A. citrina; le due specie si distinguono essenzialmente per il differente tipo di volva e per l’odore che nella A. phalloides non è mai rafanoide.

Nella sezione Mappae sono abbastanza comuni altre due specie, l’ A. asteropus e l’ A. porphyria, che pur avendo anch’esse una volva circoncisa, presentano sul cappello colorazioni assai diverse.

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(Sandro Ascarelli)