Scheda n. 078     -     Agosto 2009      -      Riferimento n. 1481


RUSSULA LEPIDA (Fr. : Fr.) Fries



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Sinonimi

Russula rosacea
Volg. : Colombina rossa dolce


Etimologia

Russula = piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
lepida = graziosa, piacevole.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Russulales,, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Paraincrustatae, Subsezione: Lepideae, Specie: lepida.

Commestibilità

Commestibile mediocre (non consumabile nella sua varietà amarissima).

Descrizione

Non è facile districarsi tra le tante Russule dal cappello rosso e spesso per raggiungere una determinazione più o meno esatta, è necessaria l’osservazione dei caratteri microscopici e delle variazioni cromatiche prodotte da reagenti chimici.

La Russula lepida ha tuttavia una particolarità che ne facilita il riconoscimento; è infatti l’unica Russula, dalla colorazione pileica rossastra, le cui lamelle hanno un sapore caratteristicamente fresco e mentolato. L’”assaggio” va effettuato masticando un pezzettino di una lamella perché le altre parti del carpoforo hanno un comune sapore dolciastro, come di nocciola.

Il cappello, carnoso e duro, è piuttosto grande, giungendo a misurare anche 12 cm. ed oltre di diametro. Convesso all’inizio, tende ad appianarsi. L’orlo è rigido, arrotondato e ottuso. La superficie pileica può assumere varie tonalità di rosso, dal rosa al rosso scarlatto, al rosso carminio, al rosso porpora con tendenza a decolorarsi ed a presentare qualche chiazza biancastra. La cuticola è separabile molto brevemente in prossimità del margine ed è uniformemente opaca e vellutata.

Lamelle semilibere, ottuse in avanti e arrotondate verso il gambo, mediamente fitte, talora biforcate e intervenate. Hanno un colore bianco con qualche riflesso crema e con il tagliente che può assumere colorazioni rossastre verso il margine del cappello.

Il gambo (cm 7 in altezza) è duro e compatto, cilindrico o appena svasato all’estremità, dapprima pruinoso poi ruguloso, completamente bianco o soffuso più o meno intensamente di rosso o di rosa.

La carne è compatta, bianca ma con sfumature rossastre appena sotto la cuticola. Tenue odore fruttato, sapore dolciastro, resinoso ma con retrogusto amarognolo, mentolato nelle lamelle.

Spore rotonde, verrucose, reticolate, (8/9 x 7/8 micron). Sporata crema pallido.

Reazione variabile alla tintura di Guaiaco, si colora debolmente di rosa col solfato di ferro.

E’ specie comune nei boschi di aghifoglie e di latifoglie dove cresce, frequente ed ampiamente distribuita, dal principio dell’estate all’autunno.

Possibilità di scambio

E’ una Russula difficilmente confondibile con altre specie per la sua taglia, per la compattezza della sua carne, per le colorazioni della superficie pileiche e soprattutto per il carattere già accennato del sapore dolciastro-mentolato delle lamelle. Esistono tuttavia delle varietà tra le quali segnaliamo la Russula lepida var. amarissima, la Russula lepida var. lactea, quasi completamente bianca, e la Russula lepida var, speciosa che, soprattutto in maturità, tende ad assumere colorazioni giallastre.

Ricordiamo che le altre Russale rosse, di piccola taglia, con sfumature rossastre sul gambo, sono di solito molto piccanti e quindi non commestibili. Tra queste si trova anche la Russula emetica e le specie a quest’ultima vicine, tutte tossiche.

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(Sandro Ascarelli)