Scheda n. 073 - Luglio 2009 - Riferimento n. 1092




ROZITES CAPERATUS
(Pers. : Fr.) Karsten



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Sinonimi

Pholiota caperata, Cortinarius caperatus.
Volg. Agarico grinzoso, Foliota grinzosa

Etimologia

Rozites
= dal nome del botanico francese E. Roze (1833 / 1900);
caperatus = rugoso, corrugato (dal verbo latino càpero = corrugare, aggrottare).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Cortinarieae, Genere: Rozites, Specie: capera-tus..

Commestibilità

Buon commestibile. Gli esemplari molto giovani possono essere usati sott'olio. Si presta ad essere essiccato. E' tuttavia in grado di assorbire notevoli quantità di cesio radioattivo per cui, dopo il disastro di Chernobyl, ne sono stati vietati il consumo e la vendita fino a quando, nel 2002, i valori di radioattività sono rientrati nei limiti di tolleranza.

Descrizione

E' un fungo frequente in montagna dove tuttavia è poco conosciuto e spesso, proprio per tale ragione, non raccolto.

Rozites caperatus è l'unica specie europea ascritta al Genere Rozites che pertanto deve essere considerato genere monospecifico. La specie è stata per lungo tempo considerata come appartenente al genere Pholiota soprattutto in virtù delle sue spore ocracee; successivamente è stata assunta in un genere autonomo, affine al genere Cortinarius, in ragione della natura del suo velo. Qualche Autore (Peintner, 2002) ritiene tuttavia che R. caperatus debba essere considerato, sulla base di osservazioni molecolari, un Cortinario vero e proprio e propone che venga pertanto chiamato Cortinarius caperatus.

Tralasciamo le dispute sulla sua collocazione sistematica e tassonomica e provvediamo a fornire al lettore una descrizione sintetica di questo basidiomicete.

Il cappello può avere un diametro di una decina di centimetri, all'inizio globoso poi semisferico, di colore beige o nocciola chiaro. La superficie è grinzosa e termina con un margine sottile, spesso radicalmente fessurato. Spesso gli esemplari giovani sono muniti di cappello alla cui sommità si individua una leggera pruina argentata con riflessi violetti, residuo del velo generale effimero e destinato a scomparire.

Le lamelle sono mediamente spaziate, adnate-uncinate, increspate nell'esemplare giovane ma poi distese, con il filo irregolare, crenulato e più chiaro rispetto alle superfici laterali che hanno colore argilla, nocciola o caffellatte e che tendono a scurirsi per la sovrapposizione delle spore. Sono abbastanza larghe e spesse.

Lo stipite, cilindrico, può elevarsi per circa 12 / 15 cm. di altezza. Inizialmente pieno e duro, diviene più morbido e midolloso con l'età. La sua colorazione, giallo-paglierino, ha tonalità più chiare di quella del cappello. Caratteristico è il doppio anello, situato appena al sopra della metà del gambo, a forma di cinturino stretto nella sua parte mediana, superiormente striato e abbastanza fragile nel carpoforo maturo.

Carne bianca o biancastra, compatta nel fungo giovane ma tendente poi a divenire fibrosa tanto che si sfilaccia alla rottura. Odore lieve, sapore dolciastro, gradevole.

Le spore (12 / 13 x 8 / 9 micron) sono amagdaliformi, hanno cioè una forma che ricorda quella di un limone, verrucose, munite di poro germinativo di colore bruno-tabacco chiaro in massa.

Cresce gregario, dall'estate all'autunno, su terreno, in zone umide di aghifoglie, (soprattutto di Abete rosso) al di sopra degli 800 metri di altezza, ma diviene via via più raro nell'Italia centrale e meridionale.


Possibilità di scambio.

I caratteri cromatici del R. caperatus, potrebbero indurre a confondere questa specie con alcuni Cortinari (C. traganus, C. laniger ecc.) o con alcuni Hebeloma (H. crustuliniformis) che però sono privi di anello. La colorazione biancastra della carne, la presenza di pruina argentata sul cappello e la particolare conformazione dell'anello dovrebbero essere elementi decisivi per escludere la possibilità di confondere R. caperatus con specie e generi similari.

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(Sandro Ascarelli)