Scheda n. 047 - Marzo 2009 - Riferimento n. 1668




TYLOPILUS FELLEUS
(Bull. : Fr.) Karsten




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Sinonimi

Boletus felleus,
Volg. : Porcino di fiele, boleto amaro

Etimologia

Tylopilus
= con il cappello a forma di cuscino, (dal greco: tùlos = cuscino e pìleos = testa, cappello),
felleus = amarissimo, come il fiele.

Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Sottofamiglia: Boletoideae , Genere: Tylopilus; Specie: felleus.

Commestibilità

Immangiabile per il sapore molto amaro

Descrizione

Unitamente a Boletus calopus e a Boletus albidus (= radicans) è una delle tre specie di Boleti immangiabili non perché tossici ma perché talmente amari che un solo pezzetto di questi funghi, mischiati ad altri, rende immangiabile tutto il piatto. E' un fungo da conoscere bene perché oltre tutto assomiglia molto al Porcino e facilmente con esso si confonde (v. "Possibilità di scambio).

Il cappello, che può raggiungere u 15 cm. di diametro, sodo e carnoso, si presenta all'inizio in forma emisferica per poi appianarsi e distendersi assumendo infine un aspetto simile a quello di un guanciale. La cuticola è liscia, asciutta, talora un poco vellutata, talora screpolata con il tempo secco; il margine leggermente involuto negli esemplari giovani, tende poi ad essere eccedente. Il colore è simile a quello del B. edulis (vedi scheda n. 3) e cioè uniforme ma può variare dal nocciola al bruno scuro.

I tubuli sono sottili, separabili dalla carne e abbastanza lunghi, tanto da finire per superare il limite dell'orlo del cappello. Terminano in minuti e fitti pori, rotondi all'inizio e poi angolosi, bianchi ma che poi, man mano che il carpoforo matura, tendono ad assumere una colorazione rosa-salmone.

Il gambo è più o meno centrale, tozzo, cilindrico ma un po' ingrossato alla base, biancastro o grigiastro, rivestito per buona parte della sua lunghezza da un reticolo nero che forma maglie larghe, allungate ed incavate.

La carne è molliccia nel cappello ma soda e fibrosa nel gambo; al taglio non presenta tracce di viraggio ma rimane biancastra. Odore leggero, fungino; sapore molto amaro.

Le spore (13 / 14 x 4 / 5 micron) sono fusiformi, lisce, guttulate, ialine mentre in massa presentano una colorazione rosata.

La sua crescita avviene in estate e in autunno, sia in pianura che in montagna, in prossimità di tronchi in disfacimento di aghifoglie (pini ed abeti) o di latifoglie (castagno, faggio); può prodursi in maniera isolata o in gruppi di pochi esemplari.

Possibilità di scambio.

Sul terreno T. felleus si presenta come sosia di uno dei carpofori facenti parte del gruppo dei Porcini, in particolare del B. edulis o del B. aestivalis (= reticulatus). Una volta raccolto, è necessario osservare con meticolosa attenzione il reticolo del gambo: se questo è nero o nerastro e forma delle maglie larghe ed incavate, siamo in presenza di T. felleus; se, al contrario, il reticolo, soprattutto nella parte alta dello stipite, è bianco e forma maglie minute e superficiali, potremo tranquillamente mettere il carpoforo raccolto nel cestino e consumarlo poi con soddisfazione. Negli esemplari maturi il T. felleus presenta un'altra caratteristica: i pori da bianchi o biancastri tendono ad assumere una colorazione rosa-salmone, mentre i pori del B. edulis e dei Boleti ad esso vicini passano dal colore biancastro al colore giallo-oliva per diventare infine verdi. Se dovessero rimanere ancora delle incertezze, converrà assaggiare un pezzetto della carme del carpoforo (che, si ricordi, non è tossico), masticandolo e tenendolo sulla punta della lingua per una decina di secondi: in presenza di T. felleus avremo modo di sentire senz'altro un sapore fortemente amaro.

Tylopilus felleus var. alutarius differisce dalla specie "tipo" per avere il cappello molto scuro ed il reticolo più chiaro e meno marcato; anche il sapore è meno amaro tanto che qualche Autore lo considera commestibile.

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(Sandro Ascarelli)