Scheda n. 043        -       Marzo 2009        -       Riferimento n. 854

 

 

 

AMANITA VIROSA (Lamarck) Bertillon 1866

 


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Sinonimi

Amanita verna Secretan 1833, Agaricus virosus Fries 1838, Amanitina virosa (Fr.) Gillet 1941.


Etimologia

Amanita = dal nome greco del monte Amanos,
virosa = fetida, velenosa (dal latino virosus).


Sistematica

Regno : Fungi; Divisione : Basidiomycota; Classe : Homobasidiomycetes; Subclasse: Agaricomyce-tideae; Ordine : Amanitales; Famiglia : Amanitaceae, Genere : Amanita; Specie: virosa.


Commestibilità

Velenosa, mortale. Provoca sindrome citotossica falloidea a lunga incubazione. Come per l'A. phalloi- des (v. scheda n. 25) si rende necessario l'immediato intervento in ospedale.


Descrizione

Assieme alla A. phalloides e alla A. verna costituisce una delle specie facenti parte della triade di Amanite altamente tossiche e la cui ingestione può provocare all'organismo danni permanenti e addirittura la morte. Tuttavia il suo habitat montano (sopra i 600 metri) la rende abbastanza rara e la conformazione del suo cappello che rimane campanulato anche in maturità, fa sì che possa essere identificato con relativa facilità.

A. virosa è peraltro un bellissimo fungo, alto e slanciato, completamente bianco. Il suo cappello ha un diametro di solito inferiore all'altezza del gambo e difficilmente raggiunge i 12 cm. Ha una forma piuttosto curiosa: all'inizio è irregolarmente conico e richiama alla memoria il cappuccio dei nani di Biancaneve, poi assume un aspetto campanulato, con un umbone ottuso più o meno evidente; anche  a maturità il cappello non si distende mai completamente. Il margine è uniformemente liscio e privo di striature. La cuticola è umida, bianca, sericea: non vi si notano particolari ornamentazioni.

Le lamelle bianche, libere al gambo, sono intervallate da lamellule. Prima dell'inizio della sporulazione sono protette da un velo parziale che, staccandosi poi dall'orlo del cappello, ricadrà sul gambo per formare un anello.

Lo stipite, cilindrico e midolloso al suo interno, può elevarsi al di sopra dei 15 cm. e termina alla base con un grosso bulbo rivestito dai residui di una volva sacciforme. La colorazione del gambo è bianco candido ma con la particolarità di avere fioccosità o bande opalescenti che allo stipite conferiscono un aspetto quasi vetroso. Nella parte alta del gambo si può notare l'anello bianco, membranoso o fioccoso, talvolta fugace.

La carne è bianca e morbida, priva di odori e sapori particolari negli esemplari giovani, ma nauseabonda in quelli maturi.

Spore bianche in massa, amiloidi, rotonde (7,5 x 9,5 micron), prive di ornamentazioni.

Specie simbionte e terricola, cresce dalla tarda estate all'autunno, sotto faggi e abeti al di sopra dei 600 metri.


Possibilità di scambio.

Confondibile con una analoga specie, di recente istituzione, la A. porrinensis , Freire & Castro ex Castro, del pari velenosa. Quest'ultima differisce dalla A. virosa per il diverso ambiente di crescita poiché predilige boschi di querce o di pini marittimi in zone costiere o collinari, per la conformazione del cappello campanulato ma con l'orlo espanso (secondo alcuni somiglia a un "sombrero" messicano) e microscopicamente per le spore più piccole e allungate. E' confondibile anche con A. phalloides forma alba e con A. verna che crescono anch'esse a bassa quota, ad iniziare dalla primavera.

Riteniamo improbabile lo scambio con un qualsiasi Agaricus, prestando un minimo di attenzione al colore delle lamelle.


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(Sandro Ascarelli)