Scheda n. 039            -          Febbraio 2009          -         Riferimento n. 1735

 

 

LYCOPERDON PERLATUM Persoon : Persoon 1801


 

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Sinonimi

Lycoperdon gemmatum Batsch 1783, Lycoperdon gemmatum var. perlatum (Pers.) Fries 1829, Lycoperdon bonordenii Massee 1887, Lycoperdon perlatum var, bonordenii (Massee) Perdeck. 1950.
Volg. : Vescia, Loffa di lupo.


Etimologia

Lycoperdon = Loffa di lupo (dal greco: lùkos = lupo,  pèrdomai = emettere aria, scoreggiare)
perlatum = ricoperto di perline


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes , Subclasse: Gasteromycetideae, Ordine: Lycoperdales, Famiglia: Lycoperdaceae, Genere: Lycoperdon, Specie: perlatum.


Commestibilità

Commestibile finchè la carne (gleba) all'interno è bianca, soda e compatta. Gastronomicamente apprezzabile se consumato fritto con una lieve impanatura.


Descrizione

E' una delle vesce più comuni. Come tutti i Gasteromiceti, le spore maturano all'interno del carpoforo, racchiuse in una specie di sacchetto subgloboso o a forma di pera assieme alla carne del fungo (detto gleba) la cui parete forma il peridio. La porzione inferiore del ricettacolo è costituita da una parte sterile, con funzione di supporto e con l'aspetto di un breve gambo. Tutto il fungo può raggiungere un'altezza di 7 o 8 cm. ed un diametro di 3 o 4 cm.

La parete esterna (esoperidio) è inizialmente bianca e decorata da aculei conici, simili a perline o a minuscole gemme, facilmente asportabili, più minuti e persistenti verso il gambo. Man mano che il carpoforo raggiunge uno stadio di maturità, assume una colorazione bruno-grigiastra e gli aculei cadono lasciando sull'esoperidio le loro impronte che assumono l'aspetto di areolature a maglie più o meno poligonali. Sezionando il fungo, la parete interna (endoperidio) pare avere una consistenza papiracea e può evidenziarsi la demarcazione tra la gleba e la subgleba (parte non fertile) determinata da una linea sottile ed una lieve differenza di colore.

La gleba polverizzata, nella quale sono frammiste le spore, fuoriesce dal carpoforo attraverso una lacerazione apicale; da tale opercolo, comprimendo il carpoforo, si nota l'emissione di una polvere brunastra (da non inspirare perché può provocare fastidi respiratori).

La carne, facente parte della gleba, è inizialmente bianca e soda, poi assume un colore verdastro ed infine imbrunisce, passando ad una consistenza molliccia ed infine polverizzandosi completamente. Profumo leggero e sapore dolciastro.

Sporata giallo-bruna, bruno-olivastra o grigio-bruna a seconda dello stadio di maturità del fungo.

Le spore sono piccole (3,5 x 4,5 micron), rotonde, lisce o finemente verrucose gialle o subialine,

L. perlatum è specie normalmente terricola ma talvolta reperita anche su legno in decomposizione. Cresce dalla primavera al tardo autunno nei boschi di latifoglie e di aghifoglie a tutte le altezze (dal livello del mare sino ed oltre i 2000 metri).


Possibilità di scambio

Del L. perlatum si conoscono diverse varietà (bonordemi, excoriatum, albidum, nigrescens) tutte commestibili fintanto che la carne della gleba è completamete bianca e compatta. Del pare commestibile è Lycoperdon piriforme che cresce, in colonie molto numerose, su radici o legno in decomposizione e che presenta una subgleba bianca persistente.

Assai remota è la possibilità di scambio con uno Sclerodermia: le specie ascritte a quest'ultimo genere hanno sempre una gleba molto scura, addirittura nerastra.


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(Sandro Ascarelli)