Scheda n. 038        -        Febbraio 2009       -       Riferimento n. 1640

 

 

SUILLUS LUTEUS (L. : Fr.) Roussel 1806






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Sinonimi


Boletus luteus Linneo 1753, Boletus volvatus Batsch 1783, Boletus annularius Bulliatd 1784, Boletus annulatus Persoon 1801, Boletus luteus Greville 1825, Cricumopus luteus (L.) P. Karsten 1881, Viscipellis luteus (L.) Quèlet 1886, Ixocomus luteus (L.) Quèlet 1888, Boletopsis lutea (L.) Hennings 1898

Volg. : Boleto giallo, pinuzzo.


Etimologia

Suillus = maialino, porcino, (dal latino: diminutivo di sus, suis)
luteus =
giallo


Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycotina; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Suillus;
Sezione: Suillus; Specie: luteus.


Commestibilità

Commestibile di buon pregio. E' consigliabile asportare la cuticola del cappello e i tubuli se eccessivamente lunghi.


Descrizione

I Suillus facenti parte dell'ampia famiglia delle Boletaceae sono caratterizzati dal crescere quasi esclusivamente sotto aghifoglie, dall'avere una cuticola lubrificata e a volte viscosa e infine dall'essere specie anellate e cioè munite da un ampio anello a protezione dei tubuli immaturi che successivamente si stacca dall'orlo del cappello per ricadere sul gambo formando un anello più o meno evidente. Al genere Suillus Suillus luteus.appartengono circa una ventina di specie ma tra queste la più apprezzata sotto il profilo gastronomico è sicuramente il Il suo cappello, da prima emisferico, si distende e può raggiungere un diametro di circa 15 cm. E' rivestito di una cuticola liscia, asportabile e vischiosa (in condizioni di siccità è necessario controllare quest'ultimo carattere umettando il dito e passandolo sulla cuticola). L'orlo rimane a lungo involuto ma regolare ed eccedente, decorato da residui biancastri, resti evidenti del velo parziale. Il colore della superficie pileica varia dal giallo al giallo-bruno, al giallo-violetto fino ad un colore marrone-castagna, a volte più scuro al centro per la presenza di fibrille che si diradano in periferia.I tuboli sono adnati o appena decorrenti, gialli o giallastri, che terminano in pori gialli anch'essi, piccoli e rotondi che divengono poi giallo-oliva e angolosi a maturazione del carpoforo.Gambo cilindrico, a volte con la base ricurva, pieno e sodo, con reticolo fitto e leggermente giallo sopra l'anello, punteggiato di giallo e poi dello stesso colore del cappello sotto l'anello. Quest'ultimo è ampio, membranoso, dapprima giallo e poi bruno scuro-violaceo.La carne da dura e compatta, diviene poi tenera, molliccia ed acquosa. Bianca, con sfumature gialline, è immutabile al taglio. Odore e sapori tenui, gradevoli.Le spore sono ellissoidali, a forma di fuso (7 / 11 x 3 / 3,5 micron), lisce, non amiloidi, biancastre ma di colore bruno-gialle tendente al rugginoso, in massa.Simbionte tipico di conifere a due o a tre aghi, cresce prevalentemente in collina o in montagna, a gruppi anche numerosi, dalla tarda estate all'autunno inoltrato.


Possibilità di scambio

Le possibilità di scambio con altri boleti forniti di anello appare improbabile ove si presti attenzione alla cuticola viscosa, all'anello tendente ad assumere tonalità violacee e alle granulazioni gialline che decorano la parte superiore del gambo al di sopra dell'anello. Esistono tuttavia forme simili (tutte parimenti commestibili): la forma alba, completamente bianca, la forma roseoporus, con i pori tendenti ad assumere una colorazione rosata, la forma volvacea, con il gambo così tozzo e breve che l'anello può assumere, alla base del piede, le sembianze di una volva.


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(Sandro Ascarelli)