Scheda n. 033         -        Gennaio 2009        -       Riferimento n. --- pag. 51



GYROPHRAGMIUM DUNALII (Fr.) Zeller 1943

 

 

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Sinonimi

Montagnites dunalii Fries 1838, Gyrophragmium Delilei Montagne 1843, Agaricus aridicola Gelm, Geiser & Rouse 2004


Etimologia

Gyrophragmium = paletto con disco, o palizzata rotonda (dal greco guros = cerchio, phragma = palizzata, recinto)
Dunalii = forma latinizzata del cognome di Michel-Felix Dunal, botanico francese (1789 / 1856).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes , Subclasse: Gasteromycetideae, Ordine: Podaxales, Famiglia: Secotiaceae, Genere: Gyrophragmium, Specie: dunalii.


Commestibilità

Non commestibile.


Descrizione

Un fungo raro che poi tanto raro non è, con un cappello che però non è un cappello, delle lamelle che non possono definirsi lamelle, un gambo che non è esatto chiamare gambo e una volva che è solo apparente. Questo micete paradossale è il Gyrophragmium dunalii.

Cerchiamo di essere più chiari. Quasi tutti gli Autori sottolineano la rarità di questo fungo che cresce esclusivamente in prossimità delle dune, sulla sabbia, a pochi metri dalla battigia del mare. Già: a chi verrebbe in mente di andare a cercar funghi lungo la spiaggia? La sua rarità dipende quindi dal singolare suo ambiente di crescita ma in Italia se ne sono trovati esemplari (talora in colonie numerose) lungo le coste siciliane, campane, laziali (Circeo, Gaeta, Focene) e liguri.

Si tratta di un Gasteromicete che, come i comunissimi Lycoperdon (tanto per intendersi le "vescie") produce spore, frammiste alla carne del carpoforo (gleba) all'interno di un involucro la cui parete esterna è detta peridio (vedi scheda n. 1 e articolo 14.1). Nel suo stadio primordiale G. dunalii affiora dalla sabbia come una pallina rotonda o lievemente ovale; successivamente la sua parete si divide in due parti emisferiche e mentre la sezione inferiore rimane nella sabbia formando una specie di volva attorno alla base del piede, quella superiore viene sospinta verso l'alto da un asse, sterile e di consistenza quasi legnosa, scientificamente detto columella. Al di sopra di questo pseudogambo, che può raggiungere un'altezza di 15/18 centimetri, si apre la metà superiore del peridio simile ad una pellicina priva di carne e al di sotto di quest'ultima la gleba, recante le spore, di colore nerastro, si dispone a raggiera come le lamelle di un agaricomicete.

Tutto il fungo ha un colore grigio sporco, talvolta giallastro, più scuro nella parte alta del pseudostipite per la sovrapposizione della gleba polverizzata e delle spore completamente nere. La columella tende ad assottigliarsi verso l'alto ed è ornata da due o più anelli grinzosi e compatti.

La sporata è brunastra mentre le spore, viste al microscopio, si presentano di colore nero e sono sferiche, lisce, monoguttate e prive di poro germinativo. Misurano 5/7 micron.

Cresce abitualmente nei terreni sabbiosi, marini, probabilmente associato a rada vegetazione delle dune, in luoghi caldi, assolati ma sufficientemente umidi, dalla fine della primavere alla tarda estate.


Possibilità di scambio

La possibilità di scambiare G. dunalii con altri funghi è piuttosto remota. Un altro fungo, piuttosto infrequente, che cresce in luoghi sabbiosi è Montagnea arenaria ma quest'ultimo ha una volva sferica e non subconica e da un punto di vista microscopico produce spore nerastre, munite di poro germinativo e molto più grandi.


Bibliografia

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(Sandro Ascarelli)