Scheda n. 032           -        Gennaio 2009         -        Riferimento n. 756

 

 


AGARICUS PRAECLARESQUAMOSUS Freeman 1979


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Sinonimi

Agaricus placomyces Peck 1878, Fungus placomyces (Pecj) Kuntze 1898, Psalliota placomyces (Peck) Lloyd 1899. Agaricus xanthodermus var. obscuratus Maire 1910, Psalliota meleagris Jul. Schäffer 1925, Agaricus meleagris (Jul. Schäff.) Imbach 1946, Agaricus meleagris var. terricolor (F.H. Møller) F.H. Møller 1952, Psalliota meleagris var. obscurata (Maire) F.H. Møller 1952, Psalliota meleagris var. terricolor F.H. Møller 1952, Agaricus meleagris var. obscuratus (Maire) Heinemann 1965, Agaricus placomyces var. meleagris (Jul. Schäff.) M.M. Moser 1967, Agaricus moelleri Wassermann 1976, Agaricus praeclaresquamosus var. preclaresquamosus A.E. Freeman 1979, Agaricus praeclaresquamosus var. terricolor (F.H. Møller) Bon & Cappelli 1986, Agaricus placomyces var. meleagris (Jul. Schäff.) R. Pascual 1987, Agaricus praeclaresquamosus var. obscuratus (Maire) Quadraccia & Lunghini, 1990, Agaricus moelleri var. terricolor (F.H. Møller) P. Roux & Guy Garcia 2006
Volg: Prataiolo con odore di inchiostro.


Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
praeclaresquamosus = ricoperto di squame non chiare.


Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidiomycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Xanthodermatei, specie praeclaresquamosus.


Commestibilità

Fungo tossico che provoca, circa un quarto d'ora dopo la sua ingestione, disturbi intestinali associati a diarrea, vomito, nausea e dolori addominali (sindrome pardinica).


Descrizione

Il Genere Agaricus (denominazione che sostituisce il desueto termine Psalliota) comprende una settantina di specie europee non sempre di facile determinazione senza l'ausilio di un esame microscopico. Carattere generale di tutti i funghi che vi appartengono è la colorazione delle lamelle che dall'avorio del carpoforo ancora in embrione tende via via a colorarsi di un rosa più o meno intenso, per divenire in seguito bruna e infine nera.

Tra gli Agarici (volgarmente noti anche come prataioli) una prima distinzione è quella tra specie che allo sfregamento o al taglio presentano una carne arrossante (Rubescentes) e quelle che, al contrario, presentano una carne ingiallente (flavescentes). Tra le prime vanno poi tenute separate le specie con anello infero ascendente (cioè asportabile dall'alto in basso) e quelle con anello supero discendente (asportabile dal basso in alto).

I prataioli sono abitualmente ricercati per le buone proprietà organolettiche (alcune specie come gli champignons de Paris sono coltivate e vendute sui mercati ortofrutticoli). Mentre gli agarici arrossanti non presentano abitualmente specie tossiche, lo stesso non può dirsi per gli Agarici flavescentes; in quest'ultimo caso è necessario rendere evidente un altro carattere: l'odore. Dopo aver strofinato la carne del carpoforo ed aver evidenziato il suo ingiallimento, sarà opportuno controllare che l'aroma del fungo sia simile a quello, gradevole, dell'anice o della mandorla amara; se al contrario dal carpoforo si sprigiona un odore, sgradevole, di iodoformio o di inchiostro di China, la specie esaminata andrà scartata perché sicuramente tossica.

A. praeclaresquamosus fa parte di quest' ultimo gruppo di funghi e quindi è inserito nella sezione Xanthodermatei dove si trovano specie a carne ingiallente e con odore più o meno pronunciato di fenolo. Essendo specie tossica, va conosciuto bene per non confonderlo con altri prataioli eduli.

Il cappello, una volta disteso, può avere un diametro anche superiore ai 12 cm. . La cuticola è rivestita da squamosità o fibrille grigio/nerastre su fondo bianco, che più intensamente colorano il centro del cappello fino a farlo apparire quasi uniformemente nero.fuligginoso. L'orlo è per lungo tempo introflesso, a volte fessurato o orlato da residui del velo.

Le lamelle, come più volte abbiamo avuto modo di dire, sono di un colore avorio nel primordio, poi si tinge di rosa per passare successivamente al bruno e al nero; sono mediamente fitte, completamente libere e si innestano al gambo solo dopo una depressione annuliforme situato tra il cappello e il gambo stesso.

Quest'ultimo, alto e slanciato sino a raggiungere i 15 / 20 centimetri di altezza, presenta un bulbo basale submarginato. Nudo, liscio, da principio di un bel bianco sericeo, tende ad assumere un colore brunastro, soprattutto appena al di sotto delle lamelle. E' presente un anello supero, ampio, situato nella parte alta dello stipite, costituito da un tessuto persistente, denticolato e un po' fioccoso nella parte inferiore. Si colora subito di un bel giallo limone appena toccato.

Carne bianca, giallo cromo al tocco o al taglio, imbrunente con l'età; odore tipico di fenolo o di inchiostro di China.

Sporata bruno scura costituita da spore piccole (4,2/%,5 x  3,2/3,6 micron), ellissoidali

E' frequente nell'areale mediterraneo, dove fruttifica dalla tarda primavera all'autunno, nei boschi di latifoglie, in luoghi umidi ed aperti.


Possibilità di scambio

La taglia, la colorazione a volte biancastra del cappello, la presenza dell'anello inducono a scambiare molti "prataioli" con una delle Amanite mortali (in particolare con l'A. phalloides var. alba o con l' Amanita verna. Le Amanite tuttavia hanno le lamelle sempre bianche e non hanno gli odori tipici degli Agaricus cui abbiamo farro cenno. La possibilità di scambio con A. praeclaresquamosis è remota tenendo presente che quest'ultima specie ha, inoltre, il cappello rivestito di fibrille o squame concentriche nerastre.


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(Sandro Ascarelli)