Scheda n. 031        -        Gennaio 2009         -        Riferimento n. 901




VOLVARIELLA GLOIOCEPHALA
(DeCand. : Fr.) Boekhaut e Enderle 1986

 

 

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Foto S. Ascarelli

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Sinonimi

Agaricus gloiocephalus De Candolle 1815, Agaricus speciosus Fries 1818, Amanita speciosa Fries 1818, Pluteus speciosus (Fr.) Fries 1836, Volvaria gloiocephala (Fr.) Gillet 1876, Volvaria speciosa (Fr.) P. Kummer 1871, Volvariopsis gloiocephala (DC.) Murrill 1917, Volvariopsis speciosa (Fr.) Murrill 1917, Volvaria speciosa f. gloiocephala (DC.) Konrad & Maublanc 1924, Volvaria speciosa var. gloiocephala (DC.) R. Heim 1936, Volvariella speciosa (Fr.) Singer 1949, Volvariella speciosa var. speciosa (Fr.) Singer 1951, Volvariella speciosa f. speciosa (Fr.) Singer 1951, Volvariella speciosa var. gloiocephala (DC.) Singer 1951, Volvariella speciosa f. gloiocephala (DC.) Courtecuisse 1984, Volvariella gloiocephala (DC.) Wasser 1988, Volvariella gloiocephala var. speciosa (Fr.) Bon 1993, Volvopluteus gloiocephalus (DC.) Justo 2011.


Etimologia

Volvariella = con una piccola volva che avvolge la base del piede (diminutivo di Volvarius),
gloiocephala = con il cappello glutinoso (dal greco gloiòs = glutine e khephalè = testa, capo, cappello).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Pluteales,, Famiglia: Pluteaceae, Genere: Volvariella, Specie: gloiocephala.


Commestibilità

Commestibile assai scadente per il sapore astringente e l'odore pronunciato di ravanello.


Descrizione

Secondo alcuni Autori Volvariella gloiocephala sarebbe una entità tassonomicamente diversa da Volvariella speciosa; secondo altri V. gloiocephala potrebbe presentarsi in due varietà: la varietà gloiocephala, con il cappello grigiastro con fibrille più scure che partono dal disco e si diradano verso l'orlo, e la varietà speciosa, con il cappello più chiaro, quasi bianco. Pensiamo che si possano ricondurre le due varietà alla specie tipo sul presupposto che le lievi differenze cromatiche, non costanti, possano essere attribuite a diverse condizioni atmosferi-che ed ambientali.

Il cappello dapprima conico-campanulato si espande fino a raggiungere la dimensione di 10/14 cm. Al centro può rilevarsi, ma non sempre, un umbone largo e basso; il margine è sottile e regolare, in vecchiaia striato per trasparenza. La cuticola, completamente asportabile, è vischiosa ed assume una colorazione che va dal biancastro al nocciola chiaro o al grigio fuligginoso, più accentuato al centro per la presenza di fibrille scure.

Le lamelle non si innestano al gambo ma direttamente alla carne del cappello: sono abbastanza fitte, ventricose, intervallate da lamellule e tendono ad assumere una tinta rosa, più o meno in-tensa, quando le spore mature le colorano.

Il gambo, privo di anello, arriva ad avere un'altezza di 15 / 18 cm. Si stacca facilmente dal cappello (è un fungo eterogeneo) lasciandovi una zona molto sottile, quasi trasparente, a ridosso della cuticola. Tende ad assottigliarsi nella sua parte più alta mentre la parte basale rigonfia e rivestita da una volva persistente e libera, a forma di sacchetto. Il colore del gambo è biancastro, di consistenza quasi sericea ma tende ad assumere tonalità brune al tocco.

E' un fungo poco carnoso, di consistenza molliccia, bianca, fibroso ed imbrunente alla base del piede. Odore poco gradevole di rapa o di ravanello; sapore astringente.

Sporata rosa carnicino prodotta da spore ellittiche di dimensioni 13/18 x 8/10 micron.

E' un fungo comune che cresce in primavera, in autunno e talvolta in inverno su terreni grassi e concimati, in luoghi aperti come il margine dei boschi, i giardini, i parchi, gli orti.


Possibilità di scambio

Buona regola prudenziale è quella di astenersi dal consumare V. gloiocephala se non si conoscono molto bene le varie specie del genere Amanita. Le varietà cromatiche della V. gloiocephala potrebbero indurre in errore e far sì che quest'ultima specie possa essere scambiata con esemplari di A. phalloides, di A. verna o di A. virosa, facenti parte della triade delle Amanite mortali. Si ricordi che le Amanite sopraindicate hanno un anello evidente, ma possono perderlo in particolari condizioni atmosferiche; hanno anch'esse il gambo bianco e le lamelle bianche. La V. gloiocephala non ha mai l'anello e le sue lamelle, inizialmente bianche, tendono, con l'età, ad assumere una colorazione rosata.

E' necessario anche notare che esistono Amanite (del gruppo Amanitopsis) che l'anello non l'hanno mai, ma in quest'ultimo caso l'orlo del cappello è fortemente zigrinato a differenza della specie in esame che ha il margine del cappello completamente uniforme.


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(Sandro Ascarelli)