Scheda n. 025       -       Dicembre 2008       -      Riferimento n.  851



AMANITA PHALLOIDES
(Vaill. : Fr.) Link 1833

 

 


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Foto di S. Ascarelli

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Sinonimi


Fungus phalloides Vaillant 1727, Agaricus bulbosus Bulliard 1789, Amanita viridis Persoon 1797, Agaricus phalloides (Vaill. : Fr.) Fries 1821, Venenarius phalloides (Vaill. : Fr.) Murril 1912, Amanitina phalloides (Vaill. : Fr.) E.J.Gilbert 1941.

Volg. : Amanita falloide, Amanita verdognola, Tignosa verdognola.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Sezione: Phalloideae, Specie: phalloides.


Etimologia

Amanita =  da Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria,  
phalloides = a forma di fallo (dal latino phallos e dal greco eidos)


Commestibilità

Velenosa, mortale, Produce avvelenamenti a lunga incubazione i cui effetti si producono almeno sei ore dopo l'ingestione (e fino a due giorni dopo) quando il fungo è stato ormai digerito ed il veleno si è trasferito nel circolo sanguigno. Le sostanze venefiche (amatossine e falloidine) attaccano le cellule del fegato, del pancreas e del rene necrotizzandole. E' necessario l'immediato intervento in ospedale.


Descrizione

Assieme alla Amanita verna (primaverile) e alla Amanita virosa (frequente soprattutto nelle zone montane del Nord Italia) è considerata responsabile di almeno il 90% delle intossicazioni mortali dovute ad ingestione di funghi.

Affiora dal terreno sotto forma di un ovolo bianco, con la punta più stretta rivolta verso l'alto, e che è costituito da una membrana (velo generale) avente la funzione di proteggere il fungo quando si trova nello stadio embrionale. Dall'apice erompe poi il carpoforo con un gambo via via più alto che sorregge un cappello inizialmente campanulato e poi disteso ed appianato.

Il cappello può raggiungere i 15 cm di diametro, sericeo col tempo asciutto, poco vischioso col tempo umido, normalmente di colore verdastro, giallo-oliva, bruno verdastro (ma esiste anche una varietà completamente bianca!), con il centro più intensamente scuro per effetto di fibrille innate che dal centro si diramano verso l'orlo. Sul cappello può permanere qualche residuo del velo generale, sotto forma di lembo bianco facilmente asportabile. L'orlo del cappello è sempre privo di striature.

Le  lamelle sono libere al gambo, mediamente fitte e intervallate da lamellule, larghe e un po' ventricose, bianche. In un primo stadio le lamelle possono essere nascoste da un velo parziale che si estende dall'orlo del cappello al gambo, a protezione delle lamelle non ancora mature e quindi non in grado di sporulare. Questo velo si staccherà poi dall'orlo per ricadere sul gambo sotto forma di anello (eccezionalmente può invece staccarsi dal gambo e rimanere attaccato all'orlo del cappello come un festone (o una mantovana)

Il gambo può raggiungere un'alteaa di 12 / 15 cm. , attenuato verso l'alto, bulboso al piede dove rimane traccia del velo generale sotto forma di volva, aderente al bulbo inferiormente ma poi libera attorno al gambo, a mo' di sacchetto (volva di tipo sacciforme). Pieno e poi midolloso in maturità, ha un colore di fondo biancastro ma disegnato da bande disposte a zig zag di un colore molto simile a quello della cuticola del cappello (qualcuno afferma "disegnato a pelle di serpente"). La parte superiore del gambo è decorata da un ampio anello, residuo del velo parziale, bianco, membranoso e persistente, cadente verso il basso a mo' di gonnellino.

Carne da principio soda, poi molliccia, bianca, appena soffusa di verde oliva sotto la cuticola del cappello. Odore lieve, disgustoso nel fungo invecchiato. Sapore dolciastro, di nocciola.

Spore da ampiamente ellissoidali a subglobose, amiloidi, 9 / 11,5 x 7 / 9 micron. Sporata bianca.

Molto comune e diffusa, l' A. phalloides è un fungo simbionte, ubiquitario che cresce, dall'estate all'autunno inoltrato nelle pinete costiere, nei noccioleti, nelle quercete, nei castagneti, nelle faggete, fino alle abetaie di alta quota.


Possibilità di scambio

E' necessario essere molto prudenti. Quando l' A. phalloides si trova nel suo stadio di "ovolo", potrebbe facilmente essere confusa con l'ovolo di A. cesarea (v. scheda n. 15). E' una delle ragioni per cui la Legge nazionale sancisce il divieto assoluto di raccolta dell' A. caesarea quand'essa è ancora rinchiusa nel velo generale. Tuttavia possibilità di scambio possono avvenire anche con molti gasteromiceti come ad es. con le specie appartenenti al Genere Calvatia o al Genere Lycoperdon (le comuni "vescie" o "loffe di lupo").

Il carpoforo maturo può confondersi con funghi che hanno colorazioni pileiche verdastre come alcune Russule (virescens, heterophylla, aeruginea, etc.).

La A. phalloides, forma alba, competamente bianca, potrebbe essere confusa con alcune specie del genere Agaricus e cioè con dei "prataioli".


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(Sandro Ascarelli)