Scheda n. 377      -      Febbraio 2013      -      Riferimento n. 1653 in nota




XEROCOMUS ICHNUSANUS
Alessio, Galli R. et Littini 1984


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Foto G. Sperati
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Sinonimi


Boletus
ichnusanus (Alessio, Galli R. et Littini) Oolbekkink 1991.
Volg.: Boleto sardo


Etimologia



Xerocomus
= cappello asciutto (dal greco xeròs = asciutto e kóme = chioma, cappello);
ichnusanus = sardo (deriva dal latino e si riferisce all'antico nome della Sardegna).


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Eumycota, Sottodivisione: Basidiomycota, Classe: Hymenomycetes, Sottoclasse: Homobasidiomycetidae, Ordine: Boletales, Famiglia: Boletaceae, Genere: Xerocomus, Specie: ichnusanus.


Commestibilità


Commestibile.


Descrizione


È un fungo di recente determinazione, sicuramente da sempre confuso con Xerocomus pulverulentus
Cappello di 8-14 centimetri di diametro, emisferico pulvinato, poi convesso appianato, superficie irregolare; cuticola vellutata poi glabra, colore bruno. Tubuli leggermente adnati, gialli, poi tendenti al rossiccio, pori angolosi, gialli, fortemente viranti al blu alla manipolazione o alla pressione.
Gambo di 4 - 8 fino a 10 cm di lunghezza 1,5 e fino a 5 cm di larghezza, fibroso, attenuato alla base, alcuni esemplari radicanti, giallo all'apice da rossastro a nerastro alla base, ricoperto in alcuni esemplari da un reticolo evidente mentre altri esemplari è poco evidente ed è sostituito da fasce granulose. L' altezza è inferiore ai 10 centimetri, il diametro è di 3-4 centimetri, è cilindrico, allargato in alto e appuntito verso la base, di colore giallo poi bruno inferiormente, percorso da nervature intrecciate evidenti che imitano un reticolo.
Carne soda e consistente da biancastra a giallo chiara con delle sfumature rossastro-nerastre alla base del gambo, al taglio da azzurro bluastra a rossastra nella parte inferiore del gambo. Sapore immediatamente acidulo poi fungino, odore insignificante.
Le spore sono ellissoidi o fusiformi, di 11-15 x 4-6 micron, di norma con una o due guttule. Cresce in boschi di latifoglie (quercete) e cisto, anche ai bordi dei sentieri e delle strade, spesso cespitoso, a fine estate-autunno.


Possibilità di scambio

P
uò essere scambiato con X. pulverulentus, dal quale si distingue soprattutto per l'assenza di nervature o costolature sul gambo e per un viraggio della carne più violento.


Bibliografia


Societat Catalana de Micologia
: Bolets de Catalunya, Barcellona, 2000, collez. 19, tav. 950;

Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 263, tav. 352a;
Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 2, pag. 64, foto 552;
Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol.1, pag. 297 n. 222;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 426 n. 1653 in nota;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 182;
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 6, pag. 136, n.580;
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 80 in nota.


Monografie:


Alessio C. L.
: Boletus, Ed. Biella G., Saronno, 1985, pag. 309, tav. 47;

Foiera F., Lazzarini E., Snabl M. & Tani O. : Funghi Boleti, Edagricole, Bologna, 1993, pag. 188 n. 62;
Galli R. : I Boleti, Edinatura, Milano, 1998, pag.132.


(Gianfranco Sperati)