Scheda n. 376           -          Febbraio 2013          -           Riferimento n. 759





COPRINUS PLICATILIS (Curt. ex Fr.) Fries 1838



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Foto  G. Sperati

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Sinonimi

Agaricus plicatilis
Curtis (1787), Parasola plicatilis (Curt.) Redhead, Vilgalys & Hopple (2001)
Volg.: Coprino plissettato



Etimologia

Còprinus
= attinente lo sterco (dal greco kòpros = sterco, letame);
plicatilis = tendente ad avere delle pieghe, plissettato (dal latino plica = piega) per la superficie plissettata del cappello.


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes,  Sottoclasse: Agaricomycetideae,  Ordine: Agaricales,  Famiglia: Coprinaceae, Genere. Coprinus, Sottogenere: Pseudocoprinus, Sezione: Hemerobiii, Specie: plicatilis.


Commestibilità


Specie senza alcun valore alimentare per l'esiguità della carne


Descrizione


Passeggiando nel bosco, la nostra attenzione può essere attratta da un esile, elegante funghetto il cui cappello è composto da una sottile pellicola con il disco uniforme ocra-fulvo dal quale si dipartono delle profonde pieghe che arrivano sino all'orlo. Si tratta del Coprinus plicatilis, abbastanza frequente lungo o sentieri o nei luoghi aperti, che cresce per lo più isolato dall'inizio della primavera all'inverno, su sostanze organiche in decomposizione.
All'inizio il cappello è ovoidale, con la superficie liscia e quasi completamente color marrone, ma ben presto si apre e si distende fino a raggiungere un diametro che difficilmente arriva a 3 centimetri. In questo stadio del suo sviluppo si presenta con il centro decorato da un piccolo disco bruno-fulvo dal quale si dipartono delle pieghe più o meno profonde che percorrono tutta la superficie fino all'orlo; questa parte del cappello grigiastra. Il margine può presentarsi festonato.
Le lamelle sono sottili e spaziate, di colore grigio chiaro al principio fino a diventare nerastre alla fine, deliquescenti. Non si innestano direttamente al gambo ma terminano in un piccolo disco che forma un collare appena al di sotto del cappello.
Il gambo è fragile, liscio, sericeo, cilindrico e termina con un piccolo bulbillo: biancastro, solo un po' scuro alla base.
Carne insignificante, pellicolare quella del cappello, tardivamente deliquescente, priva di odore o di sapore particolari.
Spore ellittiche arrotondate, a volte un po' angolose, con poro germinativo eccentrico, misuranti 10,5 / 12,% x 6 / 8,5 micron. Sporata nera.
E' una specie effimera che cresce per lo più isolata, come saprotrofa e cioè sopra materia organica in decomposizione, tra l'erba o in luoghi aperti, comune dalla primavera al tardo autunno.





Possibilità di scambio



I Coprini effimeri, di scarsa consistenza e di dimensioni modeste sono molteplici e non sempre facilmente distinguibili gli uni dagli altri. Ne indichiamo soltanto qualcuno: C. leiocephalus Orton ha colori pileici più bruni e spore più grandi e più lunghe, C. auricomus Patouillard, con il disco vivacemente rossastro ed ocra grigiastro intorno, C. miser P. Karsten, molto piccolo, da bruno rossastro a bruno grigio pallido, fimicolo.


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(Sandro Ascarelli)