Scheda n. 374      -       Febbraio 2913       -        Riferimento n. 12






MORCHELLA DELICIOSA VAR. CONICA Fries 1822




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Foto Sandro Ascarelli

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Sinonimi

Morilla deliciosa
(Fr.) Quèlet (1892), Morchella conica var. deliciosa (Fr.) Cetto (1988).
Volg. Spugnola conica.


Etimologia


Morchella
= spugnola (dal tedesco morchel);
deliciosa = deliziosa (dall'omonimo aggettivo latino);
conica = conico, a forma di cono (dall'aggettivo latino derivante da conus = cono)


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycotina, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Morchellaceae, Genere: Morchella, Sezione: Distantes, Sottosezione: Carneosae, Specie: deliciosa, Varietà: conica.


Commestibilità


Le specie del Genere Morchella contengono sostanze tossiche termolabili per cui non vanno mai consumate se non prebollite ad una temperatura non inferiore a 70 gradi; o previa essiccazione. Le loro qualità gastronomiche fa sì che siano molto apprezzate e ricercate in Francia.


Descrizione


Sono ben pochi i funghi che, come le Morchelle, si presentano in maniera tanto variabile, così capricciose per il loro aspetto e per il loro habitat. Anche elementi microscopici (come la dimensione delle spore) possono ritenersi un carattere costante. Nascono da tale considerazione le difficoltà di distinguere una specie dall'altra e dall'attribuire a ciascuna specie una definizione tassonomica certa e precisa. E' il caso della Morchella che stiamo prendendo in esame. Secondo alcuni Autori M. deliciosa e M. conica sarebbero due entità diverse ed autonome; secondo altri M. deliciosa altro non sarebbe che una varietà della M. conica; secondo altri ancora sarebbe la M. conica ad essere una varietà (o una forma) della M. deliciosa.
Trattasi, comunque, di un ascomicete terricolo, cavo all'interno, con il cappello a forma di mitra notevolmente alveolata.
Di taglia media (cm. 10 circa), ha un cappello (mitra) a forma di cono di pigna e quindi piuttosto ovale, con l'estremità superiore arrotondata e con quella inferiore annessa al gambo, dotato dall'alto in basso di profonde costolature irregolarmente parallele e tra loro unite da costolature trasversali in modo da formare degli alveoli. Colore variabile (anche in funzione dell' habitat di produzione) dal giallo ocra al grigio bruno fino al bruno nerastro, tendente a scurire con l'età.
La superficie imeniale è disposta lungo la parete esterna della mitra e in particolare riveste le alveolature principali del carpoforo.
Il gambo, cavo, è di solito meno alto della mitra, irregolarmente cilindrico, talora un po' rigonfio alla base, biancastro ma tendente a divenire ocraceo con l'invecchiamento.
Biancastra è anche la carne, di consistenza cartilaginea, alquanto fragile. Odore molto leggero, come di mela; sapore gradevole, dolciastro.
Gli aschi, non amiloidi, opercolati, cilindrici, virano al rosso col reattivo di Meltzer; ogni asco contiene otto spore, lisce, ialine, ellissoidi, internamente granulate, 19,5 / 24 x 12,5 / 14 micron. Sporata giallina.
Fungo primaverile, cresce ai bordi dei boschi o nelle radule aperte e soleggiate, non lontano da corsi d'acqua, in modo singolo o in piccoli gruppi.


Possibilità di scambio


Delle numerose varietà e forme proposte e non sempre ritenute valide, accenniamo alla M. deliciosa fo. carnea (Bresadola), dal colore rosato negli esemplari giovani, la M. conica var. costata (Ventenat), con il gambo soffuso di rosso, la M. conica var. rigida (Krombholz) con mitra sensibilmente più globosa ed alveoli meno marcati, la M. conica var. nigripes (Moser), dai colori molto scuri, nerastri.


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(Sandro Ascarelli)