Scheda n. 371     -      Gennaio 2013    -      Riferimento n. 1662




BOLETUS RADICANS Pers. ex Fries 1801



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Foto G. Sperati

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Sinonimi


Boletus amarus Persoon (1801), Boletus pachypus Fries (1815) Boletus albidus Roques (1832), Boletus suspectus Kromholtz (1846), Boletus candicans Inzenga (1869), Versipellis radicans (Pers.) Quèlet (1886), Boletus macrocephalusLeuba (1890), Dictyopus amarus (Pers.) Quèlet (1901), Boletus reticulatus var. albus (Pers.) Hlaváček (1994).
Volg.:Boleto radicante


Etimologia


Boletus deriva dal greco bolítes con il doppio significa di "attinente alla terra" o di "palla", perché molti funghi hanno il cappello globoso: i Romani per questo chiamavano Boleto l'Ovolo buono (Amanita caesarea).
radicans = appuntito, radicante (dall'aggettivo latino) per la forma appuntito-radicante della base del gambo.


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Eumycota, Sottodivisione: Basidiomycota, Classe: Hymenomycetes, Sottoclasse: Homobasidiomycetidae, Ordine: Boletales, Famiglia: Boletaceae, Genere: Boletus, Sezione: Calopodes, Specie: radicans.


Commestibilità

Non commestibile per il sapore decisamente amaro.


Descrizione

È un vero peccato che questo fungo sia così amaro da risultare immangiabile! È così bello, carnoso, consistente, abbondante e, almeno in zona mediterranea, è uno dei primi funghi a crescere già verso la fine dell'estate anche con tempo caldo e secco.
Il cappello misura 5-22 cm di diametro, sodo e carnoso, di forma emisferica nel giovane, poi per lungo tempo convesso e solo raramente spianato; il margine è involuto nei giovani esemplari, regolare in seguito ed a volte leggermente eccedente; la cuticola è asciutta ed appena tomentosa, il colore va dal bianco al beige chiaro o all'avorio-grigiastro.
I tubuli sono abbastanza lunghi, adnati al gambo, di colore giallo-limone nel giovane ma verdognoli nel maturo e viranti all'azzurro al taglio; i pori sono tondi, piccoli ed a volte un po' dentellati, dello stesso colore dei tubuli e viranti all'azzurro al tocco.
Il gambo di 7-15 x 3,5-8 cm è panciuto, sodo e compatto, più snello ma bulboso nell'adulto, con la base radicante o quantomeno assottigliata; il colore è giallo pallido, più chiaro in alto e più scuro in basso; la parte alta è ricoperta da un reticolo prima chiaro poi giallastro. Vira al verde-blu al tocco.
La carne è soda nel giovane, di colore bianco-giallino virante all'azzurro con odore quasi impercettibile e sapore nettamente amaro.
Le spore sono fusiformi di colore bruno-olivastro in massa e misurano 11-14 x 4-6 micron.
Cresce sotto varie latifoglie: carpini, querce, castagni e faggi, preferisce i terreni calcarei ed è ben resistente alla siccità essendo una specie xerotermofila.


Possibilità di scambio

Cresce durante l'estate assieme a Boletus lupinus e Boletus pulchrotinctus, il primo dei quali tossico ed il secondo commestibile, anche se da taluni poco tollerato; entrambe queste specie possiedono tonalità rosa bene evidenti sul cappello. Somiglia anche a Boletus calopus, che ha però del rosso sul gambo.


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(Gianfranco Sperati)