Scheda n. 362        -         Dicembre 2012         -           Riferimento n. 844





AMANITA ECHINOCEPHALA (Vittadini) Quèlet 1872



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Foto Sandro Ascarelli

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Sinonimi

Agaricus aculeatus Vittadini (1832), Agaricus echinocephalus Vittadini (1835), Amanita strobiliformis var. aculeata Quèlet (1886), Amanita umbella var. echinocephala (Vittadini( Quèlet (1886), Amanita aculeata (Quèl.) Bigeard & H. Guillemin (1909), Lepidella echinocephala (Vittadini) E.J.Gilbert (1925), Amanita vittadinii var. echinocephala (Vittadini) Vesely (1934), Aspidella echinocephala (Vittadini) E.J.Gilbert (1941), Armillaria echinocephala (Vittadini) Locquin (1952), Amanita solitaria var. subbellei Neville & Poumarat (1996), Amanita echinocephala var, subbellei (Neville & Poumarat) M. Traverso.


Etimologia

Amanita = dal greco Amanos (monte tra la Cilicia e la Siria);
echinocephala = con la testa irta di aculei (dal greco ekhìnos = riccio e kefalè = testa, capo).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Amanitales, Famiglia: Amanitaceae, Genere: Amanita, Subgenere: Lepidella, Sezione: Lepidella, Specie: echinocephala

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Commestibilità

Commestibile di scarso merito da consumarsi solo dopo prolungata cottura.


Descrizione


Nel 1925 il micologo francese E.J. Gilbert ha avvertito l'esigenza di creare, nell'ambito delle Amanitae, il sottogenere Aspidella, denominato in seguito dal Vesely
Lepidella. In tale sottogenere sono state ricomprese una decina di specie di Amanite che si distinguono per la maniera in cui i resti del velo generale si frazionano e si dissociano.
A tale proposito giova ricordare che tutte le Amanite, fragili perché eterogenee, hanno bisogno che il loro "primordium" sia protetto da un velo generale, assumendo per lo più la forma di un ovolo. Quando gli sporofori cominciano a svilupparsi, l'orlo del cappello taglia il velo generale in senso orizzontale (deiezione equatoriale) così che parte del velo rimane sopra il cappello (sotto forma di lembi o di squame) mentre la parte residua del velo generale rimane alla base del gambo sotto forma di volva più o meno sacciforme.
Nelle Amanite del sottogenere Lepidella il velo generale si fraziona sia in senso orizzontale, sia in senso verticale (deiezione diffusa), ed i suoi residui si rinvengono sopra la cuticola del cappello sotto forma di aguzze verruche piramidali e alla base del gambo, privo di volva, si dispongono sotto forma di fioccosità più numerose alla base (talora bulbosa) e via via più rade risalendo verso l'estremità superiore.
Le caratteristiche accennate sono evidenti nell' Amanita echinocephala il cui cappello, inizialmente subsferico ma poi convesso ed alla fine appianato, appare decorato da piccole verruche appuntite, più fitte al centro, di colore bianco, disposte sulla cuticola separabile, bianca sericea o grigio chiara, con riflessi argentati. Il margine è intero, ottuso, talora appendicolato per i resti del velo.
Le lamelle sono fitte, intercalate da lamellule, libere al gambo o leggermente adnate, con il tagliente seghettato, di colore bianco crema, qualche volta con leggere sfumature verdoline.
Il gambo si stacca facilmente dal cappello (è un fungo eterogeneo); è più o meno slanciato, sub cilindrico ma leggermente attenuato verso l'alto e terminante, in basso, in un bulbo napiforme infisso nel terreno e decorato da placche verrucose disposte concentricamente. Pieno all'inizio, poi fistuloso, completamente bianco, con fioccosità tendenti a divenire più scure. Anello supero, ampio e membranoso, sovente striato, con verruche fioccose al margine.
Carne da prima consistente, poi tenera, biancastra con tendenza ad assumere tonalità giallastre o verdoline. Odore e sapori irrilevanti o debolmente terrosi. Reazione positiva, bluastra, con la tintura di Guaiaco.
Spore ellissoidali, 8,5 / 11 x 6,5 / 8 μm, lisce, amiloidi, ialine al miscroscopio ma con sporata bianca a riflessi verdolini.
Cresce dalla primavera all'autunno, isolata o in piccoli gruppi, nei boschi aperti e termofili di latifoglie; predilige suoli calcarei o comunque basici.


Possibilità di scambio

Tra le numerose varietà proposte citiamo soltanto la A. echinocephala var. bicollariata (Boudier) che, come evidenzia lo stesso nome, possiede un doppio anello, e la A. echinocephala var. subbellei (Neville & Poumarat) M. Traverso che ha colori pileici più bruni e lamelle di colore ocra rosate per la sovrapposizione della polvere sporale del medesimo colore.
I riflessi glauchi delle lamelle r la base bulbosa del gambo sono utili elementi di differenziazione della A. echinocephala dalle morfologicamente simili A. vittadini e A. boudieri-



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(Sandro Ascarelli)