Scheda n. 361        -        Dicembre 2012         -          Riferimento n. 680




LEPIOTA JOSSERANDII
Bon & Boiffard 1974




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Foto G. Sperati
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Sinonimi

Lepiota helveola sensu Josserand (1931), Lepiota scobinella (Fr.= Gillet (1980), Leucoagaricus josserandii (Bon & Boiffard) Raithelhuber (1989), Lepikota sub incarnata var. josserandii (Bon & Boiffard) Gminder (1999).
Volg. : Lepiota di Josserand


Etimologia

Lepiota = orecchio squamoso (dal greco makròs = grande, lepis = squama e ous, otòs = orecchio),
josserandii = dedicato al micologo francese Marcel Josserand (1900 / 1992).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Lepioteae, Genere: Lepiota, Sezione Ovisporae, Specie: josserandii..


Commestibilità

È specie mortale. Provoca la sindrome parafalloidea, in tutto simile alla sindrome falloidea, anche se caratterizzata da sintomatologia di minore intensità. In un periodo variabile tra 6 e 18 ore dalla assunzione, in dipendenza dalla quantità ingerita, compare una sensazione di malessere o di nausea seguita dalla insorgenza di vomito e scariche di diarrea, ad intervalli di mezz'ora l'una dall'altra, spesso sanguinolente. Compaiono anche dolori lombari e spasmi muscolari. Al superamento della fase iniziale, con attenuazione dei sintomi gastro-intestinali, subentra fra la 36ª e la 48ª ora, l'inizio dell' interessamento epatico che porta alla necrosi del fegato e, nei casi infausti, al coma e alla morte.


Descrizione

Cappello di 2,5-7 cm di diametro, inizialmente emisferico e quindi convesso e subumbonato; poco carnoso; di colore rosa-bruno su fondo bianco ocraceo nella zona discale, ma tendente a divenire crema-bruno o rosa-carne verso la periferia; il margine è bianco sporco; la cuticola è liscia al disco, solamente al margine dissociata, sottile e sfrangiata in lembi disposti in modo regolare.
Le lamelle sono libere al gambo, fitte, da bianche a bianco-crema con leggere sfumature da rosate a rosa vinoso.
Il gambo è cilindrico, fistoloso poi cavo all'interno, di 3-6,5 cm di altezza × 0,5-1,0 cm di diametro, consistente, attenuato verso il basso, quasi radicante, di colore simile a quello del cappello con presenza di piccole zigrinature più chiare. L'anello lanoso, appressato al gambo, lascia residui fioccosi sullo stesso.
La carne è tenera e fragile nel cappello, fibrosa nel gambo; bianca, ma rosato-vinosa nella parte inferiore del gambo; odore fruttato molto forte, sapore fungino.
Le spore sono ellissoidali e misurano 8,4-9,6 × 4,6-5,6 micron.
Specie ruderale e termofila, che predilige il terreno sabbioso a livello del mare, si può rinvenire in giardini, orti, ruderi, lungo viottoli di campagna, boschi sia di latifoglie che di aghifoglie; abbastanza comune negli habitat sopra indicati.


Possibilità di scambio

Molto simili sono L. helveola Bres., distinguibile soprattutto per la presenza di un anello membranoso e L. subincarnata Laange caratterizzata da dimensioni minori e dall'habitat boschivo. Entrambe le specie sono da considerare mortali come L. josserandii, poiche provocano la medesima sindrome parafalloidea.




Bibliografia

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Monografie:

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(Gianfranco Sperati)