Scheda n. 355           -          Novembre 2012 -     Riferimento: -----




XEROCOMUS DRYOPHILUS (Thiers) Singer 1986



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Foto Gianfranco Sperati

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Sinonimi

Boletus dryophilus Thiers (1975).
Volg. :
Boleto delle querce


Etimologia


Il nome del genere
Xerocomus deriva dal greco xeròs = asciutto e kóme = chioma, cappello, cioè = cappello secco.
Il nome di specie deriva dal greco dryos = querce e philos = amico, cioè amante delle querce.


Sistematica


Regno
: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Xerocomus; Specie: dryophilus.


Commestibilità


È specie commestibile,



Descrizione

È una specie di recente individuazione perché veniva confuso con altre specie simili, come X. armeniacus, X. persicolor, X. chrysenteron e, soprattutto con X. rubellus. È' presente soprattutto nelle leccete dell'Italia centrale.

Il cappello misura 40-100 mm di diametro, all'inizio emisferico, successivamente convesso ed infine spianato; l'orlo è prima ripiegato verso i pori, poi disteso ed ondulato; la cuticola è secca, non separabile, spesso screpolata e ricoperta di un fine tomento verdastro-oliva, poi glabra, tinta di varie tonalità di rosso, rosso-bruno, rosso-sangue o rosso-rosa, che si decolora su tonalità più chiare in età matura.
I tubuli sono lunghi 12-15 mm, subliberi al gambo o talora subdecorrenti, inizialmente gialli poi di toni giallo-olivastri viranti lentamente al bluastro se toccati, pori concolori, inizialmente rotondi, poi più aperti, angolosi e più grandi, anche essi viranti lentamente al bluastro.
Il gambo di 50-80 x 8-15 mm è abbastanza cilindrico, sovente flessuoso con la base attenuata, pieno nel giovane, meno sodo nell'adulto e fibroso su tutta la lunghezza, colorato di giallo-cromo alla sommità e rossastro-bruno dalla parte mediana fino alla base, superficie liscia e disadorna.
La carne è mediamente soda negli esemplari giovani, poi alquanto molliccia nel cappello e fibrosa nello stipite; di colore giallastro nel cappello e rosso-brunastra nella parte più bassa del gambo, virante in ogni parte al bluastro; odore poco percettibile e sapore dolciastro.
Le spore misurano 12,5-14 x 5,5-6 micron, sono strettamente ellissoidali e bruno-olivastre in massa.
È specie termofila e xerofila dei querceti caldi dove si trova in estate ed in autunno.


Possibilità di scambio


La specie più vicina è senz'altro Xerocomus rubellus che però non presenta un gambo così nettamente bicolore; è alquanto somigliante anche a Xerocomus chrysenteron, che ha però la carne sottocuticolare di colore rossastro-vinoso.


Bibliografia


Papetti C., & Consiglio G..
: Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 888;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 498 n. 1396;
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 143.



Monografie


Galli R.
: I Boleti, Edinatura, Milano, 1998, pag. 104;




(Gianfranco Sperati)