Scheda n. 353         -        Novembre 2012         -          Riferimento 1049




INOCYBE RUFULOIDES Bon 1984



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Foto G. Sperati


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Sinonimi

Inocybe rufuloides
var. exilis Kuypre 1986, Inocybe rufuloides var. rufuloides Bon 1984.
Volg.: Inocibe simile a I. rufula Mal. 1970.


Etimologia


Inòcybe
= testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa)
rufuloides
= simile al rossiccio (dall' aggettivo latino rufulus = rossiccio e dal greco eìdos = sembianza)


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere: Inocybe, Sottogenere: Inocybe, Sezione: Tardae, Sottosezione: tardineae, Specie: rufuloides.


Commestibilità


È una specie gregaria rinvenibile sulla sabbia delle dune costiere. Non è commestibile



Descrizione


Ho dovuto aspettare di leggere su "Documents Mycologiques XIV, 53: 28" del 1984 l'articolo di Bon che descriveva questa nuova specie, per conoscerne il nome. Ero arrivato, utilizzando il bel libro di Malençon et Bertault "Champignon supérieurs du Maroc", che altre volte mi aveva aiutato a determinare molti funghi termofili della zona costiera del Lazio, fino a Inocybe rufula Mal., che l'autore aveva trovato in quel paese già nel 1941 sotto i cedri dell'Atlante a 1650 metri di altezza e che avrebbe descritto solo nel 1970, ma i caratteri microscopici non coincidevano, per cui quella specie così abbondante sulle dune di Castelporziano, doveva restare per me un mistero fino a quell'anno.
Ed eccovi ora la descrizione: cappello di 15-35 mm di diametro, campanulato-convesso con umbone ottuso, a volte molto evidente, alla fine convesso, raramente disteso con orlo più o meno incurvato verso il basso, alla fine dritto, non appendicolato. Cuticola dapprima liscia, ma con disco tomentoso, poi fibrilloso-lanoso infine squamuloso-subsquarrroso, di colore fulvo-brunastro con tonalità bruno-rossastre. Nel giovane presente un abbondante velo bianco-grigiastro, generalmente fugace.
Lamelle da annesse ad adnate, fitte, ventricose, grigiastre nel giovane poi da grigio-rossastre, a bruno-rossastre, infine bruno scure, filo a lungo biancastro, fioccoso.
Il gambo di 25-50 x 3-5 mm è cilindrico, leggermente ingrossato verso la base, infisso per un buon tratto nella sabbia. Nei giovani esemplari è presente una cortina biancastra che, poi, lascia tracce di velo che ricoprono il gambo in tutta la sua lunghezza, facilmente detersili, meno che alla base..
Carne bianco-crema nel cappello, bianco-rosata nel gambo, odore e sapore spermatico.  
Spore di 10-13 (13,5) x 5,5-7 µm, ellittico-ovoidali, lisce, giallo-ocracee.
Cresce sui litorali sabbiosi italiani dopo le prime piogge autunnali e prosegue per tutto l'inverno fino alla primavera inoltrata.


Possibilità di scambio


Può essere confusa con
Inocybe heimii, che vive nel medesimo ambiente ma è più grande, non presenta traccia di umbone e con tracce di velo ocraceo.


Bibliografia


Cetto B:
: I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 7, pag. 235, foto n. 2713;
Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 2, pag. 276, foto 871;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 651 in nota;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 316 n. 1049;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 3, pag. 1180;
G. Monti, M. Marchetti, L. Gorreri, P. Franchi: Funghi di ambienti dunali, Univ. Di Pisa, Parco Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli, Pisa, 2001, pag. 122, 123.
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 97;
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 886 in nota


(Gianfranco Sperati)
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