Scheda n.348         -       Ottobre 2012      -        Riferimento 1380




RUSSULA PERSICINA Krombholz 1845





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foto di G. Sperati
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Sinonimi

Russula rubicunda Quélet (1895), Russula luteotacta subsp. intactior Jul. Schäffer (1938), Russula intactior (Jul. Schäff.) Jul. Schäffer (1939), Russula persicina var. intactior (Jul. Schäff.) Kühner & Romagnesi (1953), Russula persicina var. intactior (Jul. Schäff.) Bon, (1983)
Volg.: Russola







Etimologia

Russula =  piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
persicina = dei peschi (dal latino persica = pesca)



Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Subgenere: Russula, Sezione: Firmae, Subsezione: Exalbicantineae, Specie:persicina.


Commestibilita'

Non commestibile come tutte le russule di sapore piccante.


Descrizione

È inutile stare a fare differenze di tossicità fra questa specie, quelle vicine, come R. luteotacta, R. nobilis, un tempo R. mairei e le specie e le varietà del gruppo di R. emetica: tutte sono da considerarsi velenose e per accertarsene all'istante basta assaggiarne un piccolissimo frammento e subito sputarlo se risulta piccante. Né bisogna fidarsi di coloro che consigliano di mettere alcune di queste russule pepate nel misto di funghi a mo' di peperoncino! A questo punto qualcuno potrebbe pensare, e vi assicuro che è successo, di mettere un pezzettino di Amanita phalloides in un grande pentolone di funghi. È vero che non fa morire, data l'esiguità, ma colui a cui capiterà mangiare il bocconcino dovrà rinunciare a miriadi di cellule del fegato, senza accorgersene, almeno per il momento!
Cappello largo da 40 a 12 cm, inizialmente subgloboso poi emisferico-convesso, infine piano con leggera depressione centrale; margine ottuso, prima involuto-incurvato poi disteso e qua e là un po' lobato, con corte e deboli scanalature negli esemplari più maturi; la cuticola è separabile fino ad un terzo del raggio o più frequentemente per un piccolo tratto, con il secco si presenta brillante al bordo e liscia altrove, vischiosa con la pioggia o con l'umidità, inizialmente è uniformemente di una tinta rosso-sangue o rosso-rosa acceso, successivamente tende a decolorarsi, dal centro alla periferia assumendo tonalità crema-gialline o biancastre-crema.
Lamelle fitte quando il cappello è ancora più o meno chiuso sul gambo poi più spaziate, decorrenti brevemente sul gambo, intervenose sul fondo, intercalate da lamellule di una certa lunghezza, qua e là con alcune biforcazioni (incostante), fragili e cassanti, colorate di bianco negli esemplari giovani poi crema, infine crema-ocraceo, con il filo che tende a scurire negli esemplari maturi.
Gambo 30-70 x 10-22 mm, generalmente cilindrico regolare o leggermente dilatato in basso, pieno, sodo e compatto poi spongioso-midolloso, cassante alla frattura, esternamente asciutto, pruinoso, rugoso nell'adulto, interamente bianco all'inizio poi soffuso di leggere tonalità rossastre, brunastro a partire dalla base nei vecchi esemplari.
Carne soda, compatta e consistente poi più cedevole ma cassante, completamente bianca, con una sottile striscia rossastra sotto la cuticola pileare; odore debole di frutta e sapore decisamente acre.
Spore 7-9 x 6-7,5 micron, verrucoso-echinulate, largamente ellittico-ovoidali, crema scure in massa.
Si tratta di una specie simbionte che cresce in estate ed in autunno, a gruppi di numerosi esemplari, nei boschi termofili di querce, sia in pianura che in collina.

Possibilita' di Scambio

Si potrebbe confondere con Russula emetica, ma quest'ultima preferisce crescere in montagna sotto peccio, inoltre le lamelle, il gambo e la sporata sono di colore bianco; anche Russula silvestris, che cresce anche nei boschi di latifoglie, presenta lamelle, gambo e sporata di colore decisamente bianco. La Russula nobilis si distingue per le lamelle fitte con sfumature azzurrognole ed il gambo macchiato di giallastro o di ocraceo. Russula luteotacta si distingue facilmente perché ingiallisce, anche se molto lentamente nelle zone toccate, soprattutto del gambo. Sono tutte russule velenose



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(Gianfranco Sperati)