Scheda n.343         -       Setembre 2012      -        Riferimento pag. 1696
BOLETUS PULCHROTINCTUS Alessio 1985




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foto di G. Sperati
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Sinonimi

Boletus pseudofechtneri Alessio, Boletus cicognanii Ubaldi 1986.
Volg.: Boleto dai bei colori

Etimologia
Boletus = attinente alle zolle, (dal greco: bolos = zolla di terra),
pulchrotinctus
= tinto di bei colori (dal latino pulchrus = bello, tinctus = tinto, colorato).

Sistematica
Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Boletus, Sezione: Luridi, Sottosezione: Satanas, Specie: pulchrotinctus.
Commestibilita'
Anche se molti lo hanno consumano senza averne avuto danni, si ritiene sia responsabile di numerosi avvelenamenti gastroenterici.
Descrizione

La commestibilità di questo fungo ha sempre fatto discutere i micologi: all'inizio si pensava che i frequenti avvelenamenti fossero dovuti alla confusione con esemplari di Boletus lupinus, presentanti i pori poco o per niente rossi. Quando poi si è scoperto che la medesima ambiguità era riscontrabile anche in esemplari di B. pulchrotinctus allora, alcuni micologi hanno pensato di spostare questa specie dalla sezione Appendiculati alla sezione Luridi, sottosezione Satanas, nonostante i pori gialli. Fra questi il micologo francese Régis Courtcuisse, la cui tassonomia seguiamo in questo lavoro. Da allora non abbiamo più consumato questo fungo né lo facciamo consumare.
Cappello di
60-150 mm di diametro, inizialmente emisferico poi convesso-pulvinato, mai del tutto spianato, il margine rimane per lungo tempo incurvato e la cuticola risulta sempre debordante. La superficie è liscia, umidiccia, di colore bianco-beige, poi un po' più scura ma sempre con un ampio alone di colore rosa-lilla sul bordo.
I tubuli sono
abbastanza lunghi e adnati al gambo, di colore giallo all'inizio, poi verde-olivastro viranti al grigio-azzurro al taglio; i pori sono piccoli e tondi di colore giallo-aranciato o di un arancio un po' più tenue in prossimità del gambo e giallo più deciso verso il margine del cappello, virano al blu al minimo tocco.
Gambo di
55-110 x 30-55 mm, generalmente di forma panciuta nel giovane, poi clavato-bulbosa, pieno e sodo, dello stesso colore del cappello, con fiammatura rosso fuoco nella parte mediana del gambo. A partire dalla parte più alta, fino alla zona mediana, è presente un fitto reticolo giallo poco visibile, tutto virante al grigiastro-azzurro al tocco.
Carne
soda e compatta prima, successivamente più cedevole, colore giallo-pallido-biancastro, sotto la cuticola è di un bel rosa, vira all'azzurro chiaro anche se in modo non uniforme; odore indefinito e sapore dolciastro.
Le spore misurano 12-18 x 6-8,5 micron, sono quasi fusiformi e di colore bruno-olivastre in massa. Cresce particolarmente su substrato calcareo già dall'estate, ma anche lungo i boschi silicei del litorale, con preferenza, in particolare, per quelli di Quercus ilex.

Possibilita' di Scambio

Somiglia al velenoso Boletus lupinus, che ha però pori rossi e manca del reticolo sul gambo.

Bibliografia
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Monografie:


Alessio C. L. : Boletus, Ed. Biella G., Saronno, 1985, pag. 231, tav. 33;
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Lèmoine C. et Claustres G: : Connaître et reconnoitre les bolets, Ed. Ouest France, 1988, pag. 30 in nota.




(Gianfranco Sperati)