Scheda n.336         -       Agosto 2012      -        Riferimento pag. 77
MACROLEPIOTA PUELLARIS (Fries) Moser (1967)





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foto di G. Sperati
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Sinonimi

Agaricus rachodes var. puellaris Fries (1863), Agaricus nympharum Kalchbrenner (1873), Lepiota nympharum (Kalchbr.) Kalchbrenner.(1879), Lepiota rachodes var. puellaris (Fr.) Saccardo (1887), Lepiota procera var. puellaris (Fr.) Massee (1893), Lepiota densesquamosa Velenovsky (1920), Lepiota puellaris (Fr.) Rea (1922),
Leucocoprinus puellaris (Fr.) Locquin (1945), Leucoagaricus nympharum (Kalchbr.) Bon (1977), Macrolepiota nympharum (Kalchbr.), Wasser (1985).

Etimologia
Macrolepiota = grande orecchio squamoso;
puellaris
= di fanciulla (dal latino puella = fanciulla, ragazza) per il colore delicatamente rosato simile a quello delle gote di una fanciulla
Sistematica
Regno : Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Lepioteae, Genere: Macrolepiota, Sezione: Laevistipedes, Specie: puellaris.
Commestibilita'
Buon commestibile secondo alcuni Autori; secondo altri non sarebbe adatto al consumo perché in alcuni casi pare aver causato lievi disturbi gastrici.
Descrizione

Per lungo tempo Lepiota puellaris è stata considerata una semplice varietà di Lepiota rachodes Vittadini (v. scheda n. 108) ma ha assunto in un secondo tempo una sua specifica autonomia tassonomica sia per la taglia più modesta, sia per la colorazione pileica biancastra, sia per il debole arrossamento della sua carne, quasi rosa-incarnato.
Dapprima ovoidale o sub sferico, il cappello, una volta completamente disteso, ha un diametro che difficilmente raggiunge e supera i 10 centimetri di diametro. La cuticola è biancastra e si frazione in squame grossolane, non molto fitte, disposte a mensole sovrapposte, con l'orlo che tende a sollevarsi verso l'alto e ad assumere una colorazione grigiastra. Anche la zona discale risulta un poco rilevata (come se fosse dotata di un basso umbone) e uniformemente colorata di grigio-ocra.
L'imenio è costituito da lamelle abbastanza fitte, arrotondate, libere ma innestantesi in un collarium così da non raggiungere direttamente il gambo. Sono bianche o color crema carnicino e tendono a macchiarsi di bruno non appena toccate.
Il gambo è lungo, slanciato e tende ad ingrossarsi verso l'estremità inferiore terminando in una base più o meno bulbosa. Liscio, fibroso, bianco o biancastro, leggermente arrossante verso il basso. E' dotato di un anello bianco, membranoso e largo, qualche volta con l'orlo munito di flocculi cotonosi, residui del velo.
Carne bianca, leggermente arrossante soprattutto verso l'estremità inferiore dello stipite. Odore di rafano o di ravanello. Insipido.
Spore guttulate e con piccolo poro germinativo, ellissoidali, lisce, ialine, 10,2 / 16,5 x 5,5 / 7,5 μm., bianche. Sporata crema pallida.
M. puellaris
è una specie abbastanza rara, tipica delle peccete di montagna dove cresce, singolarmente o in piccoli gruppi, nella tarda estate o in autunno.

Possibilita' di Scambio

Della specie più prossima, Macrolepiota rachodes (Vittadini) Singer, differisce, come abbiamo già detto, per le più modeste dimensioni, per la colorazione pileica molto chiara e per il timido arrossamento della carne che diviene rosa-incarnato.
Lepiota nympharum
Kalchbrenner è considerata, quasi unanimemente, un sinonimo di M. puellaris. Solo qualche Autore ritiene che possa trattarsi di altra specie considerando la colorazione pileica un po' più scura, la diversa conformazione dell'anello e le differenti forma e dimensione delle spore.

Bibliografia
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(Sandro Ascarelli)