Scheda n.335         -       Agosto 2012      -        Riferimento n. 79
INONOTUS HISPIDUS (Fr.) Karsten 1880





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foto di G. Sperati
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Sinonimi

Boletus hirsutus Scopoli (1772), Boletus spongiosus Lightf. (1777), Boletus villosus Hudson (1778), Boletus hispidus Bulliard (1784), Boletus velutinus Sowerby (1797), Polyporus hispidus (Bull.) Fries (1818), Polyporus endocrocinus Berkelet (1847), Inodermus hispidus (Bull.) Quélet (1886), Phaeoporus hispidus (Bull.) J. Schröter (1888), Polystictus hispidus (Bull.) Gillot & Lucand (1890), Xanthochrous hispidus (Bull.) Patouillard (1897), Phaeolus endocrocinus (Berk.) Patouillard (1900), Inonotus hirsutus (Scop.) Murrill, (1904), Hemidiscia hispida (Bull.) Lázaro (1916).

Volg.: Poliporo ispido

Etimologia
Inonotus = orecchio, cioè cappello, fibroso (deriva dal greco is, inòs = fibra e oùs, otòs = orecchio)
hispidus
= ispido, irsuto, per l'aspetto villoso del cappello (dal latino).
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidio-mycetes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Hymenochaetales, Famiglia: Hymenochaetaceae, Genere: Inonotus, Specie: hispidus.
Commestibilita'
È un fungo che non ho mai pensato si potesse mangiare. Ma in letteratura viene costantemente indicato come commestibile da giovane: forse sono stato sfortunato non avendolo mai trovato in quello stato!
Descrizione

I corpi fruttiferi sono annuali, singoli o imbricati, pileati o sessili, dimidiati, a volte pulvinati e possono misurare 15 x 30 x 8 cm. La superficie del cappello, inizialmente aranciato rossastra, diviene rosso scuro ed alla fine marrone; è fortemente irsuta, ispida, talvolta zonata, infine rimosa e rugosa. La consistenza è spugnosa-acquosa. I margini sono ottusi, talvolta ondulati. I pori, angolosi, misurano 2-3 mm, sono di colore giallo olivaceo, poi brunastri, infine nerastri; sono inseriti fra di essi, irregolarmente, dei fori chiamati "idatodi", di 2-4 mm di diametro, secernenti liquido acquoso. I tubuli sono monostratificati, lunghi da 10 a 20 mm, di colore bruno rossiccio, bruno scuro.
La carne è spugnoso-carnosa o fibrosa, inzuppata d'acqua, gialla poi ruggine e fragile con l'essiccamento.
Le spore sono lisce, brune, subglobose, guttulate e misurano 8-11 x 6-8 micron.
Cresce isolato o in gruppo come parassita del tronco e dei rami delle latifoglie viventi con una certa preferenza per il gen. Quercus, ma è abbastanza comune anche su vecchi tronchi di piante da frutto in stato di semi abbandono, come
meli, noci, ecc. È specie annuale, matura in estate, permane sulla pianta nella stagione invernale, può perdurare per vari anni e può continuare a fruttificare anche su piante già morte: é agente di carie bianca del cilindro centrale ma può invadere anche il vicino alburno (strato del fusto degli alberi posto sotto la corteccia nella quale passano i vasi conduttori della linfa sia ascendente che discendente) e provocare la morte della pianta.

Possibilita' di Scambio

Si potrebbe confondere con Inonotus tamarici, ma quest'ultimo vive esclusivamente su specie del genere Tamarix, vedi scheda nº293. Altra specie con cui si potrebbe confondere è Coriolopsis gallica, ma cresce da saprofita sui tronchi morti di salici, pioppi, querce, olivi e raramente pini. Inoltre è presente in numerosi esemplari, più piccoli rispetto a I. hispidus, mentre la superficie del cappello è ugualmente ispida, di colore più giallo bruno e decisamente più zonata, i pori sono infine più grandi. Ambedue le specie non sono commestibili in nessuno stadio di sviluppo.

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(Gianfranco Sperati)