Scheda n.331         -       Agosto 2012      -        Riferimento n. 736 in nota
AGARICUS FUSCO-FIBRILLATUS (Mőller) Pilat 1951







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foto di G. Sperati
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Sinonimi

Psalliota fuscofibrillosa F.H. Mőller 1950.
Volg: Agarico fusco-fibrilloso.

Etimologia
Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
fuscofibrillosus = per le fibrille rosso-brune sul cappello.
Sistematica
Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidiomycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Sanguinolenti, Sottosezione Sanguinolentini, specie fuscofibrillo-sus.
Commestibilita'
Commestibile
Descrizione

È una specie che ho visto più volte esposta in mostre micologiche con vari nomi: da A. sylvaticus a A. hemorrhoidarius fino a A. mediofuscus e a A. langei.In realtà si tratta di una specie rara crescente in boschi di latifoglie termofile, a carne arrossante, col cappello densamente fibrilloso e con il gambo perfettamente cilindrico e tipicamente nudo.Il cappello, di 4-7 cm, è generalmente convesso, a volte con umbone appena accennato, sericeo e lucente, color nocciola, densamente striato da minute fibrille appena più scure; le pseudo squame che compaiono, soprattutto intono al margine, di colore più scuro, non sono mai dissociate dalla cuticola. Le lamelle sono libere e fitte, da principio bianche, poi di un bel rosa chiaro e poi nerastre a maturità, con il taglio sterile che rimane biancastro.Il gambo, alto circa 5-6 centimetri, è cilindrico, cavo, centrale, bianco, nudo. L’anello è supero, pendulo, membranoso, appena un po’ inguainante, semplice, sottile e poco persistente, di colore biancastro. La carne è sottile, rosa-carminio al taglio sia nel gambo che nel cappello.Le spore sono ovate, guttulate, di 5-7 x 4-4,5 micron, bruno scure in massa.Cresce nei boschi termofili di latifoglie, in particolare di querce, spesso lecci.

Possibilita' di Scambio

Si può confondere con Agaricus langei, che ha una taglia maggiore, la presenza sul cappello di vere squame, spore più grandi e habitat in boschi di conifere. Con Agaricus sylvaticus si differenzia avendo quest’ultimo il gambo a base bulbosa e per la preferenza di crescita in boschi di conifere.

Bibliografia

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Monografie


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: Agaricus, Ed. Biella G., Saronno, 1984, pag.
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(Sandro Ascarelli)