Scheda n.323      -         Luglio 2012        -       Riferimenti n. 1677
BOLETUS FRAGRANS Vittadini 1835




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foto di G. Sperati
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Sinonimi
Boletus xanthoporus Krombholz (1845), Versipellis fragrans )Vittadini) Quèlet (1886), Suillus fragrans (Vittadini) Kuntze (1898), Tubiporus fragrans (Vittadini) Ricken (1918), Xerocomus fragrans (Vittadini) Konrad & Maublanc (1952), Leccinum fragrans (Vittadini) Šutara (1989).

Volg.: Boleto fragrate.

Etimologia
Boletus = attinente alle zolle (dal greco bòlos = zolla o fungo in genere)
fragrans
= fragrante, profumato (aggettivo latino), per l'odore caratteristico avvertibile soprattutto negli esemplari maturi.
Sistematica
Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Boletaceae; Genere: Boletus, Sezione: Fragrantes, Specie: fragrans.
Commestibilita'
È un buon fungo commestibile, dal sapore dolciastro ma con un retrogusto amarognolo
Descrizione

Trattasi di un boleto tipico delle quercete calde e prossime alle coste meridionali del Mediterraneo; in altre regioni è considerato molto raro al punto da essere descritto da alcuni Autori in maniera superficiale e non sempre corretta. D'altro canto anche la sezione Fragrantes (alla quale apparterrebbero anche il Boletus emilii Barbier (= spretus), il Boletus impolitus Fries e il Boletus depilatus Redeuilh) non è unanima-mente riconosciuta come valida.
Di medie dimensioni B. fragrans possiede un cappello il cui diametro non supera di solito i 12 o 15 centimetri, sodo e carnoso all'inizio poi molliccio, più o meno guancialiforme poiché tende a conservare per lungo tempo la sua forma convessa. La superficie, irregolare e talvolta gibbosa, è asciutta e pubescente, di colore variante da un bel marrone caldo fino al bruno scuro, un po' più chiaro al margine e che si macchia di rosso-bruno al tocco. Margine lobato, irregolare, di poco eccedente sulla massa dei tuboli.
Questi ultimi sono fini e sottili, facilmente asportabili dalla carne, leggermente decorrenti sul gambo, dal giallo chiaro al giallo oro ma viranti al verde-azzurro alla pressione; terminano in pori minuti, sottili e corti, rotondi all'inizio poi un poco angolati, dello stesso colore dei tubuli.
Il gambo è sodo, ventricoso o irregolare, rigonfio nella parte mediana, affusolato e appuntito alla base, giallo citrino all'apice poi via via bruno-rossastro per la presenza di macchie rossastre, scure e irregolari. E' privo di reticolo ed tende a divenire al taglio, prima verde, poi blù per ingrigire alla fine, sbiadendo.
Carne consistente all'inizio poi molliccia, giallo pallida nel cappello (con una sfumatura rosata appena sotto la superficie pileica) per poco tempo azzurra verdognola alla sezione, con lieve odore fruttato che diviene, in seguito, più o meno penetrante, simile a quello di frutta acerba o di pasta di farina. Sapore debolmente acidulo ma con retrogusto amarognolo. A contatto con solfato ferroso la carne si macchia di grigio-verde.
Spore ellittiche, fusiformi, lisce, guttulate , 10 / 12,5 x 3 / 5,6 μm. Sporata bruno-verdastra.
Specie termofila, cresce da luglio a settembre, in gruppi più o meno numerosi, soprattutto nelle quercete calde e soleggiate delle coste mediterranee. Rara al nord.

Possibilita' di Scambio

B. fragrans è una specie difficilmente confondibile con altri Boleti sia per i suoi caratteri morfologici, sia per le proprietà organolettiche. Una lieve possibilità di confusione potrebbe avvenire con Boletus appendiculatus Schaeffer : Fries che ha più o meno la stessa struttura e colori pileici simili; tuttavia non presenta mai chiazze rossastre sul gambo che, nella sua parte superiore presenta invece un finissimo reticolo (mai presente al contrario di B. fragrans). Anche B. pulverulentus Opatowskyi e B. badius (Fr. : Fr.) Kühner presntano alcuni elementi simili, ma il primo differisce per il colore pileico con tonalità rosate, per la taglia minuta e per il viraggio intenso della carne, il secondo, cangiante anch'esso all'azzurro, diverge per la forma del carpoforo, per il colore del gambo e per essere associato prevalentemente ad aghifoglie.

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(Sandro Ascarelli)