Scheda n.324      -         Luglio 2012        -       Riferimenti n. 1251
PHOLIOTA FLAMMANS (Batsch : Fr.) P. Kummer 1871





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foto di S. Ascarelli
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Sinonimi
Agaricus flammans Batsch (!783), Pholiota flammula Schweinitz 1805, Dryophila flammans (Batsch) Quèlet (1886), Hypodendron flammans (Fr.) Murrill (1912), Pholiota kauffmaniana A.H.Smith (1944).

Volg. : Flammula fiammante
Etimologia
Pholiota = orecchio squamoso, dal greco pholís squama e oús, otós orecchio (cappello), per la presenza di squame sul cappello;
flammans
= fiammante, fiammeggiante (dal latino), per i colori sgargianti.
Sistematica
Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Strophariaceae, Tribù: Pholioteae, Genere: Pholiota, Subgenere: Pholiota, , Specie: flammans.
Commestibilita'
Si tratta di un fungo non commestibile perché amaro.
Descrizione

Fungo saprotrofo, raro, che si può occasionalmente trovare su ceppi di conifere di montagna (prevalentemente Abete rosso) e che attira l'attenzione per il colore, da giallo dorato a giallo aranciato dell'intero carpoforo.
Cresce in maniera fascicolata, in diversi esemplari riuniti alla base che si innesta nel legno ormai morto.
I ricettacoli hanno all'inizio un cappello piuttosto piccolo e convesso; successivamente possono raggiungere dimensioni maggiori ed un diametro i circa 7 o 8 centimetri, rimanendo tuttavia piuttosto semiemisferici. Il margine è sottile, ricurvo su se stesso, privo di striature, frangiato per i residui del giallo velo generale. La cuticola è inizialmente umida e vischiosa, poi asciutta, brillante, giallo dorata o fulvo-arancio sulla quale sono disposte squame concolori, lanceolate e più abbondanti nella zona discale, più o meno erette e destinate a cadere negli esemplari vecchi.
Le lamelle sono fitte, intervallate da lamellule, non forcate, arcuate, unite con un dentino al gambo sul quale decorrono per un breve tratto. Presentano una discreta variabilità cromatica, dal giallo limone al giallo sulfureo, poi giallo olivastro per imbrunire in maturità.
Il gambo presenta un lieve rigonfiamento verso la base, lì dove i carpofori si riunisco-no a fascio per inserirsi nel legno. La superficie è liscia e fioccosa nella parte alta, poi ricoperta di squame ricurve, dense, concolori, nella parte situata al di sotto di un anello effimero, fiocconoso nella pagina inferiore e liscio e brunastro per la sovrapposizione delle spore in quella superiore.
Carne sottile, compatta ed elastica quella del cappello, fibrosa quella del gambo, gial-lastra ma tendente ad imbrunire lentamente. Reagisce al solfato di ferro divenendo verdastra. Odore fruttato, un poco rafanoide, sapore amarognolo.
Al microscopio le spore appaiono cilindrico-ellissoidi, prive di poro germinativo ma fornite solo di un apiculo puntiforme, bruno-giallastre e misuranti 4 / 5 x 2,2 / 2,5 μm. Polvere sporale in massa: ocra-ruggine.
Cresce dall'estate all'autunno su legno degradato di conifere o su ceppaie, prevalente-mente in zone montane, in piccoli gruppi fascicolati. Per la sua rarità è una specie da proteggere.

Possibilita' di Scambio

Condivide lo stesso habitat e denota una struttura più o meno simile Pholiota squarrosa (Weigel : Fr.) P. Kummer ma ha una colorazione generale giallo verdognola e suqame tendenti ad imbrunire rapidamente. Il micologo M. Moser ha recentemente creato una specie nuova, denominata Pholiota flammuloides che differirebbe da Ph. Flammans per avere un cappello mediamente più piccolo, un gambo alto fino a 20 centimetri, delle lamelle smarginate e spore grandi e reniformi

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(Sandro Ascarelli)