Scheda n.321      -         Giugno 2012        -       Riferimenti n.-----
PERENNIPORIA OCHROLEUCA (Berk.) Ryvarden 1972
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foto di G. Sperati
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Sinonimi
Truncospora ochroleuca (Berk.) Pilát 1953, Polyporus ochroleucus Berk. 1845, Fomitopsis ochroleuca (Berk.) Imazeki 1943, Trametes ochroleuca (Berk.) Cooke 1891, Ungulina ochroleuca (Berk.) Pat. 1900, Poria ochroleuca (Berk.) Kot. & Pouzar 1959, Fomes ochroleucus (Berk.) Lloyd 1917, Heterobasidion ocroleucum (Berk.) G. Cunn. 1965, Polyporus ochroleucus Berk 1845, Trametes scrobiculata Berk. 1877, Polyporus compressus Berk. 1845.

Volg.: Poliporo pluriennale
Etimologia
Il nome Perenniporia deriva dal latino perennis = perenne e dal greco póros = poro, a causa di alcune specie pluriennali con pori appartenenti al genere.
Il termine o
chroleuca, si riferisce al colore bianco-ocraceo della specie.
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Polyporales, Famiglia: Polyporaceae, Genere: Perenniporia, Specie: ochroleuca.
Commestibilita'
Non commestibile.
Descrizione

Passeggiando in un bosco mediterraneo o nella macchia mediterranea è facile notare dei piccoli polipori cresciuti su rametti o frustuli di corbezzoli, mirti, filliree, ginepri o su rametti caduti dagli alberi di leccio: si tratta di carpofori di Perenniporia ochroleuca.
Il fungo, saprofita lignicolo è, nel suo insieme, pileato o sessile, da dimidiato a ungulato, isolato o appena embriciato con cappello di 3-6 cm di diametro e 1-1,6 cm di spessore, sporgente di 1-3 cm, a sezione triangolare. La superficie è convessa, da giovane color ocra chiaro o giallastro, a maturità diviene da bruno porpora a nera (all'orlo), opaca con crosta indistinta o più o meno pelosa, indistintamente zonata, alla lente finemente areolata, margine ottuso, arrotondato. Pori tondi, 3-5 per mm, contornati da spessi setti. Tubuli disposti su di un unico strato di 3-6 mm, color legno. Carne esile, di circa 1-5 mm, dura, chiara poi color legno, infine più scura, con riga nera sopra (cute).
Le spore di 12-16 x 7-10 micron, ialine, sono ellissoidali, tronche all'apice, a parete grossa, destrinoidi e cianofile, non amiloidi.
Cresce su legno morto di latifoglie, raramente di conifere. È agente di carie bianca.

Possibilita' di Scambio

Può essere confuso con Oligoporus caesius che presenta le medesime dimensioni ma, come suggerisce il nome di specie, presenta delle tonalità blu, inoltre provoca una carie bruna principalmente su legni di conifere morte, ma anche di pioppi e querce. Simile anche nei colori e delle stesse dimensioni è Oligoporus leucomallellus che, come la specie precedente, provoca una carie bruna, ma solo su conifere morte.

Bibliografia

Quèlet L.
Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 14;
Bresadola J. :
Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. tav. 1011;
Montegut J.
: L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 233, tav. 309b;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M.
: Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag.566 n. 1596;
Brotzu R: e Colomo S.
: I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 7, pag.84, n. 686.


Monografie:

Bernicchia A. : Polyporaceae s.l. in Italia, Ist. di Patologia Vegetale Università degli Studi di Bologna, 1990, pag. 374.

(Gianfranco Sperati)