Scheda n.320      -         Giugno 2012        -       Riferimenti n. 120 (in nota)
CLAVARIADELPHUS LIGULA (Schaeff. : Fr.) Donk 1933
clavariadelphus_ligula_4_20120604_1603239406.jpg






foto di G. Sperati
Clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso genere
Sinonimi
Clavaria ligula Schaeffer 1774, Clavaria ophioglossoides Batsch 1783.
Etimologia
Clavariadelphus = fratello della Clavaria (dal greco adelphòs = fratello),
ligulas
= piccola lingua (dal latino lingua =lingua).
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Aphyllophoromicetideae, Ordine: Clavariales, Famiglia : Clavariadelphaceae, Genere: Clavariadelphus, Specie: ligula.
Commestibilita'
Commestibile ma privo di interesse. Dal suo micelio sono state estratte sostanze dalle proprietà antitumorali.
Descrizione

Il genere Clavariadelphus è caratterizzato da carpofori singoli o gregari, dalla tipica forma clavata, arrotondata o clavata all'apice, di colore giallo-bruno, più o meno intensamente viranti al verde con solfuro ferroso FeSO4..
Clavariadelphus ligula
presenta ricettacoli di dimensioni piuttosto piccole ed esili (C. pistillaris , ad es., è molto più grande: v. scheda n. 156) e si sviluppa in altezza per non più di 8 centimetri. Ha una forma cilindrica o clavata con apice arrotondato o appiattito, irregolare, talvolta a spatola. Superficie villosa in alto, poi glabra o leggermente rugosa. Da giovane ha un colore giallo crema con lieve tonalità rosata, poi ocraceo-brunastro in maturità.
L'imenoforo è indistinto e si sviluppa nella parte alta del fungo.
La carne è molliccia e spugnosa, biancastra, rosata alla frattura, virante rapidamente al verde con solfato di ferro, odore debole o nullo e sapore talora un po' amarognolo.
Le spore sono ellissi che-ovoidali, con apiculo obliquo, lisce, ialine al microscopio ma biancastre in massa (sporata).
E' una specie tardo autunnale che si sviluppa sul terreno o tra gli aghi di pino,nei luoghi umidi e muscosi delle abetaie di montagna (soprattutto abete rosso). Si sviluppa in colonie di solito molto numerose.

Possibilita' di Scambio

La specie più prossima è Clavariadelphus helveticus Rahm & Schld in Peteren 1974 che ha la medesima dimensione di C. ligula ma differisce da questa perché la sua carne diviene rossa alla sezione. C. pistillaris (v. scheda 156), C. truncatus, C. xanthocepha-lus e C. flavoimmaturus hanno ricettacoli molto più grandi.

Bibliografia
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 6, pag. 782;
Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 459;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 1103;
Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag.718;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 174 n. 1496, tav. 50;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 323, figg. 120 e 131;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3, foto n. 1150;
Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 149 n. 298;
Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 120;
Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 403, foto 689;
Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 82;
Goidanich G. & Govi G. - Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 478;
Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. \, pag. \95 n. 56 in nota;
Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 60;
Julich W. : Guida alla determinazione dei funghi, vol. 2°, Saturnia, Trento, 1989, pag. 79;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 163;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 133, tav 151;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 146 n. 128 in nota;
Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 364 in nota;
Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 241;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 333;
Thieme R: : I funghi di montagna, Ed. Grossi, Domodossola, 2000, pag. 37, foto 2;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 932;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 2, pag. 350, foto 452;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 304;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 576;
Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 232 in nota.
(Sandro Ascarelli)