Scheda n.318      -         Giugno 2012        -       Riferimenti n. 1405
RUSSULA MACULATA Quél. et Roze 1877
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foto di G. Sperati
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Sinonimi
Russula veternosa var. maculata (Quél. & Roze) Singer 1923, Russula britzelmayri Rommel 1893, Russula veternosa var. britzelmayrii (Rommel) Singer 1924, Russula pseudoaurata Schaffer 1928.

Volg.: Russola macchiata
Etimologia
Russula =  piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
maculata = macchiata (dal latino macula, per l'aspetto macchiato della cuticola).

Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Subgenere: Russula, Sezione: Insidioseae, Subsezione: Maculatineae, Specie: maculata.
Commestibilita'

Non commestibile come tutte le russule di sapore piccante

Descrizione

Specie tipica delle latifogliee dei suoli calcarei, riconoscibile per le macchioline color ruggine disposte sulla cuticola del cappello e per l'intenso odore fruttato.
Cappello 50-130 mm di diametro, inizialmente subgloboso-emisferico, quasi ombelicato al centro poi convesso ed infine piano, con larga depressione centrale che conferisce una forma subconcava o subimbutiforme negli esemplari ben maturi; di aspetto alquanto carnoso e di consistenza dura e compatta, in seguito più cedevole ma sempre cassante; la cuticola è separabile solo al bordo, è vischiosa, brillante e liscia, appena rugosa in corrispondenza del disco; la colorazione non è mai uniforme, varia dal rosa-aranciato al rosso-arancio o al rosso-vermiglio, talora giallo-aranciato comunque sempre cosparso di macchioline rugginose; il margine è ricurvo, irregolare, leggermente scanalato.
Lamelle fitte nei giovani esemplari poi più spaziate, attenuato-annesse, prima arcuate poi panciute con rare lamellule frammiste ed intervenose sul fondo; biancastro-crema all'inizio, successivamente giallastre-ocra, con il filo grossolanamente macchiato di brunastro-ruggine.
Gambo 40-75 x 12-30 mm, generalmente di aspetto tozzo, pieno, in seguito subspongioso, cassante alla rottura, solitamente cilindrico o appena svasato alla sommità, asciutto e rugosetto, colorato di bianco, vagamente marezzato di rosa-crema alla base, giallo-ocra-bruno a maturità.
Carne alquanto spessa e soda, inizialmente dura, consistente e cassante poi più cedevole, colorata di bianco ma concolore al cappello sotto la cuticola pileica e virante al giallastro-bruno chiaro dopo prolungata esposizione all'aria; odore misto fruttato, con componente di "legno di matita" appena temperata (Roberto Galli), sapore mite-dolciastro o debolmente acre sulle lamelle.
Spore 8-10 x 7-9 micron, verrucoso-echinulate e subcrestate, subgloboso-ovoidali, giallastre in massa.
Cresce con fruttificazioni copiose dalla fine dell'estate all'autunno inoltrato, in simbiosi con diverse latifoglie, sia a foglie caduche che a foglie sempreverdi, soprattutto Quercus ilex e Carpinus sp.

Possibilita' di Scambio

Può essere confusa con Russula globispora, che però ha spore più grandi.

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(Sandro Ascarelli)